Home » Osservatorio Ambiente, Petrolio - 14 luglio 2010

Permesso “Aleanna Resources”: una questione consapevolmente sottovalutata

[di Pietro Griesi - ex sindaco di Palazzo San Gervasio] La mia visita quotidiana al sito palazzosangervasio.net mi consente oggi di intervenire per la prima volta su una questione che negli ultimi mesi è stata colpevolmente sottovalutata, quella della richiesta di autorizzazione ad estrazioni petrolifere in parte dei territori del vulture, dell’alto bradano, e della vicina puglia. Già dal 1° aprile scorso la “OLA – Organizzazione Lucana Ambientalista” aveva sollevato la questione per poi presentare, entro il 17 maggio 2010, le proprie osservazioni al progetto; quello stesso giorno (17 maggio) scadevano i termini per la presentazione delle osservazioni, ma quello stesso giorno veniva convocato, per la prima volta, un tavolo regionale con i sindaci dell’area interessata.
Premesso che non faccio parte della “OLA”, ma ne seguo con interesse l’attività, ignorare l’allarme di un’associazione può provocare una duplice lettura: o c’è mancanza di fiducia nell’associazione stessa, fatto grave ma, con molti sforzi, digeribile, o c’è interesse a che il progetto non incontri particolari ostacoli nel suo percorso, ma questo può essere oggetto di valutazioni in altra sede.
Le considerazioni del caro amico Lorenzo Italiano, già vice presidente della Comunità Montana Alto Bradano, per quanto non mi trovino affatto d’accordo, sono quelle che spesso si ascoltano, a primo impatto, in molte persone interrogate sull’argomento: il petrolio? E cosa aspettate? Non vedete la Val d’Agri quanto si è arricchita? E i posti di lavoro? E l’indotto? E le infrastrutture? E i sindaci che quasi non riescono a spendere le entrate derivanti dalle royalties?
Io credo che il progetto della società texana “Aleanna Resources” , ormai noto come “Progetto Palazzo San Gervasio, richieda alcune valutazioni più attente ed approfondite. Il territorio, infatti è chiamato non tanto a discutere di “usurpazioni” o “svendite”, quanto a decidere se, in futuro, vuol vivere da tutt’altra parte. È fuori dubbio, infatti, che l’economia della Val d’Agri ha avuto alcuni benefici dalla realizzazioni dei pozzi petroliferi; altrettanto indubbio è che quei territori sono tutt’altra cosa rispetto a quello che erano prima.
Dopo l’avvio dell’attività estrattiva, se non addirittura dopo l’avvio delle ricerche e dei monitoraggi, il territorio dell’Alto Bradano non sarà più lo stesso, così come il Vulture e la parte pugliese interessata al progetto. La ricchezza di pochi comporterebbe inevitabilmente il disagio di molti, disagio ambientale, logistico e paesaggistico, così in una zona ad alta vocazione agricola, paesaggistica ed enogastronomica, sarebbero prevalenti trivelle, oleodotti e cisterne. Siamo certi convenga lasciare questo ai nostri figli? Sono convinto di no. La disoccupazione, nel sud ed in Basilicata, è prevalentemente intellettuale: escludo che i giovani che hanno speso le proprie energie intellettuali e quelle finanziarie (delle rispettive famiglie) piuttosto che fare l’ingegnere o l’architetto, il medico o l’infermiere, il ragioniere o l’insegnante, si cimentino nell’acquisto di un’autocisterna nella speranza che l’oro nero duri per sempre.
E non mi risulta che nel sud della Basilicata, con l’avvio delle attività estrattive, siano diminuiti i giovani che “scappano”, né che l’economia locale abbia avuto benefici particolarmente interessanti. Un solo fatto indubbiamente positivo: le infrastrutture; mi riferiscono che alcuni comuni dopo aver rifatto decine di volte marciapiedi e strade, costruito fontane ed aree verdi attrezzate, costruito palestre e strutture di pubblica utilità, addirittura hanno difficoltà per
spendere ciò che entra dalle royalties.
E una scelta di vita: ad un comune pieno di belle strutture, di belle strade, di belle fontane, ma svuotato di giovani, preferisco un comune che riesca a promuovere ed incentivare quello che è, non quello che altri vogliono che sia. [Pietro Griesi - già vice sindaco di Palazzo San Gervasio]

Ecco l’intervento di Lorenzo Italiano a cui fa riferimento Pietro Griesi:

Nella logica delle decisioni è sempre imperniante quella che ci induce alla non decisione o peggio ancora alla strumentalizzazione. Ma tra fede, ragione e politica mi rifaccio ad un pensiero di Wildiana memoria, in cui si sintetizzava che : Ciò che non abbiamo osato, abbiamo praticamente perduto. La vicenda su cui intervengo si colloca nell’ambito dell’estrazione di idrocarburi, molto rilevante per le sorti economiche, denominata “Palazzo San Gervasio” nell’area dell’Alto Bradano.Il mio non è un principio di sregolatezza e svendibilità né tantomeno un principio di qualunquismo applicabile alle sfere sociali. L’uomo per sua natura ha creato e distrutto. Ma ha usato l’intelligenza e l’astuzia del miglioramento applicato al progresso. Altrimenti sarebbe come ammettere il fallimento del pianeta. L’estrazione di idrocarburi sarà certo un problema da monitorare e concordare con la logica del rispetto di una zona che, se pur oggetto di svendita attuata negli ultimi tempi, ha saputo trovare la forza per affermare altre competitività economiche, quali i prodotti ed il territorio ambientale. Ma non  ci si può chiamare fuori dai problemi, sempre più accentuati dalla disoccupazione e dall’emigrazione, rifugiandosi nella paura incondizionata tipica meridionale, dello “straniero” che bussa alla porta. Ed è anche vero che l’esempio Val D’Agri non sia stato dei migliori.Ritengo doveroso, ripartire da questo esempio ed entrare nel merito.
La possibilità energetica che la nostra zona può interessare un’intera economia non ci deve lasciare perplessi e sconvolti. Abbiamo il dovere di discutere e pretendere tutti i rispetti possibili per l’agricoltura, l’ambiente e la salute. Ma abbiamo anche il dovere di osare nella possibilità che “un altro futuro è possibile”.Come tanti sono gli esempi di problemi legati al petrolio, altrettanti sono i risvolti positivi che si sono saputi coniugare con rigore sull’impatto ambientale. E non basta dire no, nel poi ammettere tra di noi che, la nostra terra e destinata a fallire per via di settori oramai stagnanti, in crisi  e disinnovati.Vorrei riprendere una parola molto usata ultimamente : Innovazione. Essa non è altro che la forza di stare al passo con tempi scommettendo sul futuro per rimanere aggrappati al presente.Perché oggi il presente nell’Alto Bradano non è solo affatto, come si vuol far credere l’agricoltura e l’ambiente che, vivono tutti in pieni debiti e l’impossibilità di dare un futuro ai tanti giovani. Anche perché le ricchezze le fanno sempre le grandi aziende (non lucane) che commercializzano i nostri prodotti, lasciandoci solo briciole e debiti bancari.E questo non è affatto un pensiero ma un dato! Diverso sarebbe cercare di creare, attraverso altre possibilità. Di fare fronte comune nel garantire l’equilibrio tra settori differenti e cercando di non svendere il territorio chiedendo “benefici” per le nostre popolazioni! Abbiamo comuni in dissesto, servizi sociali assenti, istruzione precaria, infrastrutture obsolete e fatiscenti. Come potremmo mai garantire uno sviluppo ed un futuro ai nostri giovani?Ritengo che la sfida non sia rinchiudersi ma accettarla e migliorarla, osando tutto quel coraggio che la Politica meridionale spesso si è macchiata per non averne avuto. Altrimenti ci rimarrà  la voce dei nostri giovani  che scapperanno e il rammarico per aver perso un’occasione e per non aver saputo osare….

Lorenzo Italiano
già Vice Presidente
Comunità Montana Alto Bradano

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One Comment »

  • lucanodocg said:

    C’è da dire che l’intervento di Italiano è coraggioso. Non solo vive a spese della regione “lavorando” presso un ente totalmente inutile (dove sono le montagne in Alto Bradano?) ma ora si fa addirittura promotore di innovazioni. Innovazioni che verrebbero alimentate dagli infiniti proventi delle royalties. Mi sto sforzando per capire che tipo di innovazione si può portare in una terra disseminata di pozzi e centri oli che allontanerà turisti e speranze di vederne altri in futuro. In una terra regina delle acque minerali e dell’Aglianico che verrebbero disintegrati dalle trivelle. Ci vada lei, sig. Italiano, a proporre i prodotti della nostra terra! Inviti lei gli importatori di Aglianico e di olio a farsi un giro tra vigneti/oliveti puzzolenti e pozzi di petrolio. Se li mangi lei i frutti della terra che sanno di H2S (vada su wikipedia per capire cos’è l’H2S….)
    Quali innovazioni vorrebbe portare Lei, sig. Italiano? Nuovi marciapiedi? Nuove aree verdi attrezzate in cui gli anziani potranno giocare a carte ed ammalarsi di tumore in tutta tranquillità? Magari un nuovo oncologico? Non si preoccupi per le scuole, tra un po’ non ce ne sarà più bisogno. I giovani li state mandando via a calci in culo grazie al vostro schifoso clientelismo che ha inquinato la Basilicata dai tempi di Colombo! Ed ora, il colpo di grazia: petrolio! Tanti soldi nelle casse di qualcuno e un dito medio alle persone oneste. Stia zitto, sig. Italiano! Le paghiamo lo stipendio tutti i mesi, eviti di fare altri danni e lasci lavorare la gente in santa pace!

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