Home » Petrolio - 30 aprile 2010

Permesso di ricerca “Palazzo San Gervasio”: assemblea pubblica a Venosa

Organizzata dall’Associazione Culturale di Venosa “il Dubbio” e dalla OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista), oggi 30 aprile ore 19,00 in piazza Castello a Venosa, si terrà l’assemblea pubblica per illustrare le nuove attività di ricerca petroliefera che riguardano il territoorio di Venosa e di altri 14 comuni lucani e pugliesi. Sul permesso di ricerca già alcuni comuni pugliesi e la Provincia di Foggia si sono dichiarati contrari. La società texana Aleanna Resources LLC di Houston (USA) ha presentato all’Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, la verifica alla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) – ai sensi della Legge regionale n. 47/1998 (art. 4 comma C) – per il permesso di ricerca idrocarburi denominato “Palazzo San Gervasio” che comprende un totale di 15 comuni (13 in Basilicata e 2 in Puglia): Acerenza, Banzi, Barile, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Maschito, Montemilone, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio, Ripacandida, Venosa; e per la Puglia, Spinazzola e Minervino Murge, per un territorio complessivo pari a 561 Kmq. L’Aleanna Resources LLC ha sede legale ad Houston (Texas), negli States, e a Matera in Basilicata, mentre a Ferrara ha sede l’ufficio operativo. E’ una società attiva nei campi di esplorazione e produzione di petrolio e gas. In Italia, unico Paese in cui è presente dopo gli USA, ha presentato 13 istanze di permessi di ricerca con obiettivi legati allo stoccaggio di gas. La società nutre un certo interesse nel realizzare operazioni di esplorazioni nello “stivale”, intenzioni che equivalgono all’interesse per il gas e per lo stesso petrolio come vedremo più avanti.  L’Aleanna Resources LLC è una società giovane, che nasce nel 2005 per mano di un geologo con esperienza trentennale nel settore, tale Dr. Michael McGhee, detto “Mickey”. Il Dr. Mickey, è stato Vice Presidente della Plantation Petroleum Holdings, una compagnia privata edita alla ricerca nel campo di perforazioni e produzione di pozzi di idrocarburi con sede a Houston (Texas, USA). Cosa ci sia quindi dietro questa nuova richiesta di esplorazione da parte di una multinazionale del petrolio nei nostri territori, e dei giochi economici e finanziari, per ora non ci è dato saperlo. Sulla totale incompatibilità tra estrazione di idrocarburi e la normale vita agricola di un territorio come il nostro, tanto è gia stato detto. Sono molti gli studi che parlano di una distruzione delle attività agricole in quei territori interessati da estrazione petrolifera, come quello della Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice alla Califonia States University of Northridge (USA) ed esperta di inquinamento da idrocarburi. Sui danni alla salute che questo tipo di attività, con tutti gli incidenti ambientali annessi, porta è ormai chiaro e lo dicono in modo ancora più chiaro i dati che vedono in quei territori aumenti di patologie varie. La gente si ammala sempre di più. Non sono nuovi i casi di emissioni nocive nell’ambiente da parte degli impianti di estrazione e lavorazione degli idrocarburi nella vicina Val D’Agri.

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