Home » Eolico, Osservatorio Ambiente - 9 giugno 2010

Corpo Forestale dello Stato sequestra pista abusiva del parco eolico di Ripacandida

Una pista della lunghezza di 1,7 chilometri per una larghezza di 4,50 metri è stata posta sotto sequestro dagli uomini del CFS. Riguarda la pista di accesso al parco eolico situato tra Filiano e Ripacandida. E’ stata realizzata senza le autorizzazioni urbanistiche e paesaggistiche allo scopo di realizzare il parco eolico. Gli uomini coordinati dal comandante del CFS, Giuseppe Melfi hanno accertato che la società eolica ha realizzato lo sbancamento del terreno proprio a ridosso della Foresta di Forenza, in zona boscata, senza le autorizzazioni preventive. Il CFS ha sequestrato l’intero percorso ed ha denunciato per violazione delle norme urbanistiche e paesaggistiche-ambientali i responsabili della società.

In merito Il Comitato Monte Vulture-Valle di Vitalba aveva denunciato in passato la ripresa dei lavori dell’impianto eolico di Ripacandita (PZ) nonostante l’Ufficio Energia della Regione Basilicata, Dipartimento Attività Produttive, Politiche dell’Impresa e Innovazione Tecnologica con Delibera di Giunta Regionale n.607 del 4 maggio 2007 avesse rilasciato “diniego” di autorizzazione unica ai sensi del D.lgs 387/2003, art. 12 per la costruzione ed esercizio dell’impianto eolico della Società Agrituristica del Vulture in località “Trasonella-Serra Corrado e Serra del Sorbo” costituito da 27 aereogeneratori della potenza di 2 MW cad. e potenza complessiva di 54 Mwe (vedi comunicato stampa). Il Comitato già nel 2006 segnalava quello che purtroppo oggi viene riconosciuto con il sequestro (vedi comunicato). La società Agrituristica del Vulture,titolare dell’impianto, a seguito di un ricorso alla Magistratura Amministrativa era riuscita ad ottenere, nonostante il diniego opposto dalle Regione Basilicata, il via libera alla realizzazione dell’impianto, rivendendo successivamente la concessione ad un’altra società eolica, la Wind Farm srl del Gruppo Prisma. Un gioco di scatole cinesi che ha fruttato alle srl ed ai procacciatori d’affari diversi milioni di euro derivanti dagli incentivi statali e regionali.

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