Home » Comunicati Stampa 2010, Petrolio - 10 luglio 2010

Chiudere e bonificare l’area del pozzo Montegrosso

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) in merito alle recenti vicende che vedono speculare alcune forze politiche sul futuro del pozzo petrolifero Montegrosso – situato nel Comune di Brindisi di Montagna – con richieste di royalties petrolifere anche per il Comune di Potenza (questione questa tra l’altro al centro di una crisi aperta nell’Amministrazione comunale del capoluogo di regione) ribadisce come i pozzi (e non solo il pozzo) di Montegrosso siano al centro di una “querelle” giudiziaria che dura da anni.

Pozzi autorizzati da una Delibera Regionale rilasciata alla Società Intergas Più, succeduta alla British Gas Rimi, l’area fu oggetto di sequestri e dissequestri da parte della Magistratura. Nel 1998 si scoprì che la trivellazione effettuata dalla società British Gas Rimi era stata eseguita senza i necessari pareri ambientali, essendo le opere realizzate situate, tra l’altro, all’interno di aree tutelate dalla Legge 431/85 e nella Foresta Demaniale Regionale Grancia Caterina (1.119 ha). I lavori furono quindi sospesi a seguito di atto amministrativo emesso dalla Regione Basilicata nel mese di dicembre 1998. Sanato successivamente l’illecito amministrativo la società British Gas Rimi proseguì le perforazioni con la realizzazione di un secondo pozzo nella stessa postazione oggi risultante incidentato, mentre il Comune di Brindisi di Montagna si precipitò a richiedere nel mese di ottobre 1999 l’inserimento del comune nella tabella A della Legge Regionale n.40/95 tra i comuni beneficiari delle royalties petrolifere. Dopo diversi anni di abbandono l’area ove sorge la piattaforma petrolifera di Montegrosso, ritornava alla ribalta della cronaca a seguito del passaggio dell’area che comprende due pozzi nella stessa postazione alla società Medoilgas SpA, attualmente titolare del titolo minerario. I due pozzi risultano rispettivamente sterili ed incidentati. L’ex assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, nel mese di febbraio 2009 dichiarò che “la Regione ha autorizzato i lavori di ripristino dei luoghi interessati dal permesso di ricerca scaduto, affinché il terreno possa essere riconsegnato nello stato in cui si trovava al momento dell’occupazione”. Dopo quell’annuncio, nulla è dato sapere sui “ripristini ambientali”.

Alla luce di tali precedenti, la OLA chiede oggi al neoassessore del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, Agatino Mancusi, ed all’Unmig la chiusura definitiva dei pozzi e della postazione petrolifera Montegrosso. Le compagnie petrolifere, infatti, non hanno ottemperato alle prescrizioni imposte dalla deliberazione della Giunta Regionale n.1566 del 5/11/2007 che prevedono la messa in pristino dello stato originario dei luoghi. La Regione Basilicata e l’Unmig intimino senza indugio alle varie compagnie petrolifere succedutesi nella titolarità, la bonifica ambientale dell’area tra l’altro interessata da inquinamento petrolifero nella quale non sono note le intenzioni da parte della Medoilgas SpA. Non vorremmo che ancora una volta a pagare siano le comunità, in un’ennesima vicenda che evidenzia gravi irresponsabilità delle compagnie petrolifere e delle pubbliche Istituzioni.

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