Acta SpA, deficit e conti in rosso, ovvero la privatizzazione pagata dai cittadini
30 aprile 2010
L’Acta Spa si presenta ai cittadini di Potenza con due pesanti biglietti da visita: i conti in rosso e l’aumento della Tarsu. Parte dell’aumento delle tasse comunali per lo smaltimento dei rifiuti pagati dal 2011 dai potentini (250 euro mediamente) serviranno ad aumentare i compensi per gli amministratori di Acta SpA. Lo annuncia proprio il neo presidente di Acta SpA, Domenico Iacobuzio, direttamente dai microfoni del TG3 regionale. L’ex assessore all’ambiente della provincia di Potenza non dice però nulla in merito ai conti in rosso di Acta SpA. Lascia questo compito, in perfetto stile manageriale, alla stampa locale, in modo da sostenere la tesi che la “privatizzazione” è un atto forzato dal deficit accumulato nel corso degli anni dall’ex municipalizzata, le cui responsabilità dei conti in rosso vanno ascritte “asetticamente” agli ex amministratori, con il sindaco di Potenza che assume pilatescamente il ruolo di notaio dell’atto di svendita della municipalizzata. Ecco i conti: 7,7 milioni di euro di debiti, 8 milioni di crediti in gran parte dal Comune di Potenza che pensa bene di aumentare la Tarsu per colmarli, 2,4 milioni di euro di patrimonio netto, 141 dipendenti, 26 impiegati, 17 autocompattatori,47 mezzi di pulizia,12 spartineve,7 spazzatrici. Il Comune lascia in dote all’Acta SpA, l’ex Caserma dei Vigili del fuoco e la sede in via della Siderurgica ed una dote aggiuntiva, esclusi i compensi per gli amministratori, di oltre 1 milione di euro all’anno a partire dal 2011. Un bell’esempio di carrozzone mascherato da SpA pubblica (almeno per il momento), in attesa che soci privati acquistino il pacchezzo azionario che il Comune metterà in vendita.
























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