Home » Approfondimenti & Dossier, Osservatorio Ambiente, Rifiuti Connection - 12 giugno 2010

Fondi pubblici spesi per la raccolta differenziata che non c’è

[I dossier e gli approfondimenti dell'Organizzazione Lucana Ambientalista]Annunciando nel 2004 l’attivazione della raccolta differenziata in Basilicata veniva enfatizzata la svolta che avrebbe dovuto portare benefici all’ambiente e alle famiglie. Ad oltre 7 anni da quell’annuncio, qual è oggi la situazione in Basilicata? Il disastro-rifiuti oggi è sotto gli occhi di tutti con discariche comunali non bonificate per inerzia dei sindaci che non spendono i fondi regionali finanziati allo scopo, nuovi ampliamenti e chiusure di discariche per gravi problemi di inquinamento (vedi discarica di località Pallareta di Potenza), costosi e dispendiosi tour regionali della monnezza, con una raccolta differenziata che dal 5% del 2005 raggiunge appena il 9,1% (fonte ISPRA) nel 2009 con un aumento di poco più di quattro punti percentuali. Ma il progetto di raccolta differenziata regionale in Basilicata a livello comprensoriale non doveva consentire di raggiungere “in tempi ristretti” – così come veniva detto in atti regionali -  gli obiettivi minimi fissati dal decreto Ronchi (40 per cento), per garantire ai comuni interessati un livello di economicità tale da poterlo assicurare anche nei prossimi anni?.

La situazione attuale è sotto gli occhi di tutti con una raccolta differenziata ferma nonostante ingenti risorse economiche regionali e comunitarie spese, mentre il problema delle gestione dei rifiuti si aggrava e continuano a sparire ingenti risorse economiche, risucchiate nel baratro dell’inefficienza se non addirittura nei giochi di clientelismo e malaffare.

Con una modifica al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti adottata nel 2002, la Regione Basilicata decise di differire al 2005 il termine entro il quale raggiungere l’obiettivo del 35% per la raccolta differenziata. A questo proposito la Giunta Regionale presieduta da Filippo Bubbico incaricò due docenti dell’Università della Basilicata (ndr gli ingegneri Mancini e Masi) di redigere una proposta progettuale che prospettava un modello organizzativo di raccolta differenziata capace di conseguire il 35% entro un anno dall’inizio delle attività. Essa prevedeva di coinvolgere tutte le aree della regione e servire una popolazione di 180.000 abitanti. Per questo incarico i due progettisti percepirono complessivamente 40.000 euro. Il progetto regionale fu approvato a fine 2004. Esso prevedeva la fornitura di automezzi, strumenti e lavori per un totale di oltre 7 milioni di euro. La copertura finanziaria di questo progetto fu fatta ricadere nella misura 1.3 – azione B del POR Basilicata 2000-2006.

Il progetto individuava 5 bacini per la raccolta differenziata (Lagonegrese,Vulture,  Alto Bradano, Fascia Ionica – Ambito 1, Fascia Ionica – Ambito 2). Con grande ritardo rispetto alle azioni programmate, bisogna però attendere il 2008  per vedere attuati i primi interventi ed erogate le somme necessarie che si stabilì di affidare alle Comunità Montane nei cui ambiti ricadevano i bacini comunali individuati dal progetto. Furono allestite le prime isole ecologiche, acquistati i cassonetti per la raccolta differenziata, sacchetti e contenitori per la realizzazione del porta a porta.
Solo però dal 2008 la Regione Basilicata con la presidenza di Vito De Filippo inizia ad erogare i fondi per la raccolta differenziata, mentre emergono problematiche relative all’affidamento in gestione della raccolta differenziata nei vari ambiti territoriali che vengono lasciati a se stessi nella più completa anarchia, in assenza di verifiche circa lo stato di attuazione dei programmi. La situazione si presenta a macchia di leopardo, con gran parte dei comuni che di fatto non realizzano la raccolta differenziata o la realizzano solo parzialmente. Poche sono le situazioni positive, per lo più legate ad una accettabile gestione dei rifiuti comunale pregressa. Una situazione che evidenzia l’assenza di un ruolo attivo della Regione Basilicata. Giova in proposito evidenziare la situazione della raccolta differenziata nel Lagonegrese (vedi situazione denunciata dalla Ola in altro intervento visionabile sul sito web) dove sugli impegni disattesi pesa la decisione di realizzare l’ampliamento della mega discarica di località Carpineto a Lauria e le questioni legate al bando di gara sulla raccolta differenziata. V’è di più: la Regione decide in alcuni casi di rifinanziare il progetto di raccolta differenziata anche con i fondi del P.O. FERS Basilicata 2007-2013 – Asse VII – 3.1 A, differendo di anno in anno i termini di ultimazione dei progetti comprensoriali, senza però prima aver operato le dovute verifiche circa il mancato raggiungimento degli obiettivi iniziali previsti da progetto di raccolta differenziata che alla data attuale è ben lungi dall’obiettivo iniziale annunciato del 35% dopo il primo anno.

Riportiamo di seguito quanto ebbe ad affermare l’ex assessore Vincenzo Santochirico  allorquando secondo il “cliché” dell’apparenza annunciava, nel tentativo di mascherare il “flop” della raccolta differenziata: “Comportamenti virtuosi, protratti nel tempo, danno diritto a pagare meno tasse locali, per cui i cittadini non sono tassati in ragione della potenziale produzione di spazzatura, ma premiati in proporzione al contributo che danno al suo trattamento. Se saremo in grado di realizzare questa svolta – ha concluso Santochirico -, quello che oggi si presenta come un problema, presto potrà rappresentare una concreta opportunità, da cui ricavarne grandi benefici“. Cosa affermerà oggi il neo assessore regionale all’Ambiente, Agatino Mancusi su questa ed altre questioni ? Vorremmo che la parola non venisse passata al suo successore.

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