Il D-Day dell’Idv, l’acqua ed il nucleare in Basilicata
[di Movimento NoScorie Trisaia] Il 2 giugno l’IDV nazionale scende in piazza per raccogliere firme contro il nucleare e per difendere l’acqua pubblica, la stessa cosa faranno i dirigenti e le sezioni IDV lucane. Le iniziative, su entrambi i temi, toccano direttamente e in modo determinato la Basilicata. Una regione ricca d’acqua dove le multinazionali e le grosse aziende della gestione dell’acqua vogliono estendere i propri interessi. Una regione nell’occhio dei governi nazionali che vogliono trasformarla in una pattumiera nucleare con i depositi provvisori-definitivi di scorie radioattive.
Pur apprezzando l’iniziativa nazionale auspichiamo, invece, un impegno immediato nella Regione Basilicata, dove l’IDV è al governo per evitare le multiutility private che potrebbero gestire acqua e rifiuti che il governatore De Filippo non ha smentito in campagna elettorale. Stesso discorso sui programmi di trivellazione selvaggia e senza regole nel territorio, che mal si conciliano con la tutela delle acque in aree sensibili, ove sono presenti gli invasi, i corsi d’acqua e le falde acquifere. Non è da meno la questione nucleare lucana, dove non è brillato l’impegno antinucleare dell’IDV lucano per allontanare i rifiuti americani di Elk River per una riconversione del centro Enea–Sogin. Nessun interessamento ai programmi Sogin per il progetto di realizzazione di un mega-capannone (in corso di V.I.A.) per i rifiuti di III categoria (quelli più pericolosi) in Trisaia che potrebbe ospitare altri rifiuti provenienti da fuori regione. Nessuna parola sui controlli ambientali all’interno dell’itrec. I referendum sono importanti perché sono espressione della democrazia, ma i cittadini non devono difendersi dalle istituzioni, quando queste ultime possono tranquillamente amministrare le risorse e il territorio per il bene comune.








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