Megadiscarica di Senise, il sindaco preannuncia un referendum popolare
Dalle colonne del Quotidiano della Basilicata del 18/5/2010, il sindaco di Senise definisce la posizione dell’amministrazione comunale in merito alla “discarica per rifiuti speciali non pericolosi” prevista dal piano provinciale dei rifiuti. Un iter – specifica il sindaco - partito con la delibera provinciale n. 43 del luglio 2002 e conclutosi con la delibera del Consiglio Provinciale di Potenza n. 69/ 2007 che indicava Senise quale sito prescelto per la discarica. Secondo il sindaco, il rilascio dell’autorizzazione spetta alla Regione, mentre il Comune, così come altro ente portatore di interessi, può solo partecipare alla Conferenza dei Servizi in fase istruttoria. L’Avviso pubblico indetto dal Comune rientrerebbe – secondo il sindaco - nelle azioni di trasparenza della Giunta Comunale. Speriamo che sia cosi. Il sindaco e la Giunta Comunale insistono sulla qualificazione dell’aggettivo “non pericoloso” abbinato alla tipologia della discarica.
Il sindaco si dichiara giustamente disponibile anche ad un referendum pubblico comunale. Fin qui le dichiarazioni del sindaco di Senise che la Ola auspica approfondisca, assieme alla cittadinanza attraverso una vera dialettica, tutti gli aspetti della questione dalla localizzazione della discarica: ad iniziare dalla vicinanza con l’invaso di Monte Cotugno, per finire alla provenienza ed alla classificazione dell’enorme quantità di rifiuti speciali che, pur classificabili “non pericolosi”, si riferiscono pur sempre ad numero elevato di codici CER (Codice Europeo Rifiuti) attribuibili a sostanze di scarto derivanti da cicli di lavorazioni industriali e civili, molte delle quali sicuramente non localizzati a Senise. Prima dell’indizione di un referendum, è auspicabile che la problematica connessa alla realizzazione di una mega discarica di 350.000 mc, affronti a 360° la cosiddetta problematica della declassificazione del rifiuto da pericoloso a non pericoloso. Una problematica che secondo la Ola è stata troppo spesso sottovalutata e sottaciuta, anche con risvolti legati al ciclo illegale dei rifiuti, con gravissimi ripercussioni ambientali. Caso Fenice placet!
La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) ritornerà certamente sulla questione di vitale importanza sollevata dalle associazioni, dai cittadini e dagli stessi amministratori di Senise, auspicando che i condizionamenti e le promesse di compensazioni ambientali non prevalgano nelle scelte sulla tutela della salute e sulla salvaguardia dell’ambiente e sulle risorse idriche di straordinario valore strategico per le attività umane che possono essere messe a rischio dalla discarica. Troppo spesso assistiamo in Basilicata alla mortificazione dei diritti primari delle Comunità, considerati subalterni ai profitti delle imprese private.








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