Ex Sider Potenza, fermare il traffico di veleni
La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) è costretta a ritornare nuovamente sulle vicende che animano la rifiuti connection lucana ed il clima di collusione imprenditoriale ed istituzionale regionale. Infatti, si apprende – da un recente articolo pubblicato dal giornalista Gianni Lannes, su Italia Terra Nostra, portale di cui è direttore – un particolare a dir poco agghiacciante circa la provenienza e la destinazione di rifiuti radioattivi in viaggio dalla Francia al Sud Italia, con tappa intermedia presumibilmente presso l’ex Sider Potenza, oggi Ferriere Nord spa.
Le denunce ed i sospetti della nostra Organizzazione, nei confronti dello stabilimento potentino dei veleni – appartenente al Gruppo Pittini – risalgono agli inizi di quest’anno, quando a balzare agli onori della cronaca fu l’operazione “Acciaio Sporco” condotta dai Carabinieri del NOE di Catanzaro e dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme. Le accuse, per fatti risalenti al 2006, furono di smaltimento illecito nell’altoforno utilizzato come inceneritore di rifiuti tossici, nocivi, ferrosi, fatti passare come “materia prima secondaria”. Ed anche in questa occasione, il sistema utilizzato sarebbe lo stesso, ma con rifiuti radioattivi internazionali: “conversione materia prima in ingresso“, autorizzata dal Dipartimento Ambiente della Regione con Determina dell’Ufficio compatibilità ambientale del 27/01/2010, n. 49 (Bur Basilicata n. 14 del 3/3/2010), come denuncia lo stesso Lannes, il quale ha fatto di più: rilevare i livelli di radioattività nella zona con un contatore geiger tarato per la misurazione delle radiazioni alfa, beta e gamma. Ad essere rilevato è un picco di “5 millisievert in un minuto, ai cancelli di ingresso dell’ex Sider Potenza. [...] Nella limitrofa Bucaletto il contatore geiger segna 4,44 millisievert nella frazione di 60 secondi”. Dati inquientanti, considerando che i limiti di radiazione naturale sono pari a 2,4 millisievert/anno.
Alla luce di questo la OLA, tornando a chiedere la chiusura dello stabilimento Ferriere Nord spa di Potenza, a tutela della salute dei residenti, intende conoscere con urgenza dall’assessore all’ambiente della Regione Basilicata, dal presidente della Giunta Vito De Filippo, e dalla “tutt’appostista” Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, quali misure si intendono adottare. Inoltre, la nostra Organizzazione, come più volte chiesto in questo anni, chiede l’avvio di una campagna di monitoraggio seria – alla luce dei dati appena riportati – atta all’individuazione delle reali fonti impattanti per l’ambiente e la salute dei cittadini.








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