Sigillito replica alla radicale Zamparutti: non mi dimetto!
In una lettera il direttore dell’ARBAB, Vincenzo Sigillito, replica all’On.Zamparutti: “L’interrogativo posto dall’On. Zamparutti – scrive Sigillito – retoricamente proiettato, immagino a soddisfare la legittima curiosità dell’uomo della strada, piutttosto che a colmare l’apparente deficit cognitivo di un parlamentare della Repubblica nel pieno delle proprie funzioni legislative, mi offre l’opportunità di fare ulteriori chiarezza, nell’ottica di rispetto istituzionale, peraltro mai venuto meno da parte di questa agenzia. Appago subito la curiosità manifestata a mezzo stampa dalla parlamentare radicale – continua Sigillito- il decreto legislativo 152/2006, all’articolo 242 (procedure operative e amministrative)stabilisce che al verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito, il responsabile dell’inquinamento mette in opera entro ventiquattro ore le misure necessarie di prevenzione e ne dà immediata comunicazione ai sensi e con le modalità di cui all’art.304, comma 2. Come si vede – aggiunge Sigillito nella sua replica all’On.Zamparutti – la legge fa ricadere sul solo responsabile dell’inquinamento (in questo caso Fenice) l’obbligo della tempestività dell’autodenuncia; mentre nulla dice a proposito dei tempi assegnati alle agenzie di controllo, come l’Arpab.
La ragione è semplice: l’Arpab non è, come l’On. Zamparutti sembra pensare, una sorta di vedetta chiamata a gridare al lupo, per il solo gusto di creare allarme, per di più ingiustificato, come in questo caso. Al contrario di quanti sembrano affidare al termometro mediatico il livello più o meno accettabile della propria autostima, l’Arpab non ha la missione istituzionale di alimentare gli scoop giornalistici o, peggio ancora, di fare sponda nella polemica politica quotidiana, a questo o a quel partito di maggioranza e/o di opposizione. L’Agenzia di Protezione dell’Ambiente – aggiunge Sigillito – ha un unico, inderogabile dovere: quello di rispettare la legge e di operare con competenza, professionalità e grande sensibilità sociale. Così come è sempre stato fatto da parte di chi scrive, sin dall’atto del suo insediamento. Nel caso specifico, la presenza di mercurio in soli due pozzi spia su nove e l’assenza di elementi inquinanti nelle acque del fiume Ofanto, hanno richiesto da parte dell’Arpab un supplemento di indagini e di studi approfonditi, anche con l’ausilio di competenze esterne, per evitare di esporsi ai contraccolpi sociali, ambientali ed ambientali ed economici di errate e intempestive valutazioni. Si immagini cosa sarebbe accaduto in presenza di uno stop ingiustificato all’inceneritore Fenice – continua il direttore dell’Arpab - ci saremmo ritrovati con le strade di molti comuni lucani invase dall’immondizia: al pari, e forse peggio, della vicina Campania.
Il compito dell’Arpab è quello di risolvere i problemi. Non di creare inutile allarmismo. Tanto più, ripeto, che mai (dico mai) le popolazioni locali sono state esposte a pericoli di alcun tipo. Rigore, professionalità, buon senso e rispetto scrupoloso della legge sono i principi a cui chi scrive ha sempre improntato la propria azione quotidiana. Per cui non se ne abbia a male l’on. Zamparutti: le dimissioni del sottoscritto, da lei reclamate forse più per tacitare qualche frustrato compagno di partito che non per reale convinzione personale, arriveranno solo quando mi si dimostrerà dove ho sbagliato. In caso contrario, forse altri, a partire da chi dai banchi del Parlamento fa un uso alquanto disinvolto del lessico legislativo, dovrebbero prendere in considerazione l’opportunità di farsi da parte”.








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