Rifiuti: la nave affonda e le scialuppe non sono sufficienti!
[di Pio Abiusi] Il sistema della gestione dei rifiuti della Provincia di Potenza basato su discariche ed inceneritori ha dimostrato appieno la vulnerabilità. A dire il vero anche quello della provincia di Matera non è virtuosamente caratterizzato verso la raccolta differenziata, ma qualcosa si muove e la criticità della situazione, tale da creare collasso, è leggermente spostata nel tempo, c’è spazio ancora per buoni interventi correttivi. La discarica di Pallareta, che serve Potenza ed il suo comprensorio pari a quasi 120 mila abitanti- circa il 20 % della popolazione lucana- si è esaurita oltre ad essere inquinante. Il suo ampliamento è divenuto impossibile perché Regione e Provincia di Potenza hanno chiesto il Piano di Caratterizzazione. il Comune di Potenza ha fatto ricorso al TAR che lo ha rigettato. Non resta che l’inceneritore ma che è molto oneroso ed i soldi non ci sono.
Siamo in un buco più nero della mezzanotte. La vecchia municipalizzata Acta si è trasformata in S.p.A. e la prima cosa che ha fatto ha deliberato l’aumento degli emolumenti ai Consiglieri di amministrazione, eletti con equilibri bipartisan. Il capo gruppo del Pd in consiglio comunale ha giustificato l’accaduto dicendo che l’incremento di costo per le casse del Comune è risultato più contenuto perché si è risparmiato mettendo in soffitta la figura del difensore civico cittadino. Chi difende il cittadino? Giustamente sono i consiglieri: moderni Robin Hood che di li a poco aumentano anche le tariffe della Tarsu. La situazione è davvero drammatica tanto è che il Sindaco Santarsiero e non già l’Acta prende contatti con il Conai per tentare di far partire una qualche raccolta differenziata entro Giugno. La situazione è resa ancora più pesante perché, pur in presenza di scelte sbagliate non si hanno le risorse per raddrizzare la rotta acquistando quanto occorre per una buona raccolta differenziata. Occorre intervenire rapidamente altrimenti è tutta la nave del ciclo dei rifiuti solidi urbani della Basilicata che affonda. Si nomini il Sindaco di Potenza, che più di una volta ha dimostrato ampie capacità manageriali, Commissario per la gestione dei rifiuti della città e dell’area.; si sciolga l’Acta ,inutile carrozzone, che serve a pagare un Consiglio amministrazione che costa oltre un Meuro l’anno; si faccia un contratto con una società specializzata nella gestione dei rifiuti, ce n sono di quelle che operano nel settore da oltre 40 anni e conoscono la materia; si valuti, con responsabilità, le figure professionali e il numero delle stesse di cui la società ha bisogno per sviluppare un servizio efficiente ed impostato al rigoroso contenimento dei costi.
Basta con gli onerosi apprendisti stregoni! Dopo aver fatto un discorso chiaro sul come muoversi si diano le risorse necessarie al Comune di Potenza che ha un bilancio ingessato dal pagamento delle rate dei mutui, contratti per risanare il trascorso dissesto.
La scelta, purtroppo, non è più rinviabile altrimenti a catena tutta la Basilicata sarà interessata dal default dei rifiuti e gli interventi necessari saranno ben più gravosi e tali che la Regione con le sue finanze potrebbe non riuscire a far fronte. Si faccia inversione di rotta in tutta la Regione organizzando seriamente la raccolta differenziata ed esautorando i comuni, spesso dalle dimensioni di un condominio, da scelte molto più grandi di loro. Si attrezzi, poi un serio controllo su tutta la filiera dei rifiuti.








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