Home » Comunicati Stampa 2010, Territorio - 14 giugno 2010

Sos costa jonica, la OLA scrive alla Regione

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) ha appreso sulla stampa locale la denuncia del Comitato Civico per la Difesa di Metaponto e di alcuni gestori dei lidi di Metaponto, i quali segnalano l’insorgere di gravi problemi connessi alle operazioni di dragaggio che si stanno effettuando, in queste settimane, lungo il litorale. Infatti, si è registrato un drastico abbassamento del fondale ed il conseguente innalzamento del livello di acqua già a partire da 20 metri dalla riva rispetto ai precedenti 150 metri dovuto a questi lavori. Oltre a causare problematiche di tipo turistico-balneare il problema segnalato sta causando una modificazione sostanziale dei fondali con gravi danni all’ambiente marino, con ulteriori problematiche connesse a possibili accelerazioni dell’erosione costiera. In questi giorni sono stati apposti cartelli di pericolo che segnalano il limite di sicurezza e la presenza di acqua profonda.

In proposito la nostra Organizzazione in una propria nota indirizzata agli assessorati regionali competenti alle Infrastrutture ed Ambiente ha chiesto una verifica tecnica urgente sui lavori di dragaggio, per conoscere i motivi per i quali la sabbia non è stata prelevata alla foce del Basento, in prossimità del porto, ma bensì lungo la costa. Inoltre, nonostante previsto nella Variante al Piano Paesistico del Metapontino approvata nel 2004 dalla Regione Basilicata, la OLA ha chiesto nella stessa nota di conoscere il motivo per cui non risulterebbero essere state versate, dalle società che hanno realizzato i porti turistici, le polizze fideiussorie “per le eventuali trasformazioni che subiscono le spiagge a causa della realizzazione delle infrastrutture portuali per ripristinare lo stato dei luoghi” e l’effettuazione dei monitoraggi ambientali, così come previsto sempre nella variante al Piano Territoriale Paesistico di Area Vasta del Metapontino, per la localizzazione dei porti turistici, al fine di evitare e/o limitare i danni ambientali a cui purtroppo stiamo assistendo.


[Nella foto in alto a sinistra: pennelli all'ingresso del porto degli Argonauti (foce fiume Basento) realizzato assieme all'omonimo villaggio turistico all'interno del SIC (Sito di Importanza Comunitaria) Foce del Fiume Basento. A quest'opera sarebbero imputabili i fenomeni di erosione lungo la costa di Metaponto, dovuti alla modifica sostanziale delle correnti di costa e del moto ondoso].

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2 Comments »

  • Salvatore Domenico said:

    A proposito dell’arretramento della costa nel Metapontino spesso mi chiedo se ricordo male o se invece, ricordando bene, il Porto di Metaponto 2000 anni fa non era se non a ben tre chilometri all’interno.
    I resti ci sono ancora.
    In 2000 anni la costa non è arretrata, ma si è notevolmente alungata verso il mare.
    Che la natura non si stia riprendendo indietro quello che ha dato.
    E il fenomeno non è risolvibile da parte dell’uomo con alcun ripascimento?
    E poi: è vero o no che la costa non arretra ovunque?
    Che in molti punti continua ad avenzare, indipendentemente da erosione o da mancato afflusso di detriti attraverso i fiumi?
    E può essere come alcuni studiosi dicono?
    Che al largo, per tutto il golfo di Taranto, i canyon che vi sono in acqua creano dei vortici tali che la sabbia viene spostata da un punto all’altro della costa?
    Perr cui c’è dove arretra e dove avanza.

  • Giuseppe Telesi said:

    Il prof Ortolani, geologo di fama mondiale, ha illustrato molto bene e con argomentazioni scientifiche la perdita delle spiagge dovuta alla costruzione dei porti. Emblematico il caso della costa cilentana. Per quanto riguarda il porto degli Argonauti, alla foce del fiume Basento, nel 2000 la Regione Basilicata bocciò inizialmente il progetto che successivamente venne approvato, sovvertendo tutti i pareri contrari espressi dal mondo scientifico e tecnico, facendo prevalere così gli interessi di carattere economico su quelli ambientali.

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