I tarocchi dell’Ambiente in Basilicata. Un look che piace ai grandi interessi economici
Il Sole24Ore ha pubblicato lunedì 30 agosto scorso la classifica delle regioni Italiane per quanto riguarda Ambiente, Economia, Demografia, Governance, Credito, Economia, Istruzione, Lavoro e Salute. Sorprende constatare come la Basilicata “classificata” sempre agli ultimi posti per tutti gli indici presi in considerazione, si classifichi, almeno secondo l’indagine del quotidiano economico, al settimo posto per quanto riguarda le politiche ambientali. Senza voler entrare nel merito del commento a latere dell’articolo economico di Aldo Bonomi (Aaster – Fondazione Mattei), noto in Basilicata per aver sviluppato la teoria “dei Comuni Polvere”, ovvero lo sviluppo legato al petrolio in Basilicata, la classifica del Sole 24 Ore non offre sufficienti spunti di analisi di dettaglio degli indicatori presi a riferimento.
Pecca secondo la OLA di benevolenza ambientale per quanto riguarda le performance relative all’ambiente. C’è il sospetto che la regione sia presentata con un look favorevole per mascherare una deriva ambientale che vede ormai molti punti di crisi, dai rifiuti alle strazioni petrolifere, dall’energia alla politica per le aree protette, dall’inquinamento alle politiche industriali. Peccato che i cittadini lucani fotografino una realtà molto diversa da quella rappresentata dall’indagine dal Centro Studi Sintesi e dal Sole 24 Ore ma anche dalla stessa lobby energetica legata alle attività petrolifere evidentemente interessata ad un marketing territoriale proprio nel settore ambientale che rappresenta l’altra faccia dei forti interessi economici che riguardano la regione.








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