Home » Osservatorio Ambiente, Rifiuti Connection - 25 aprile 2010

Tarsu e TIA, in Basilicata tasse e tariffe fuori controllo

Il 6 rapporto elaborato dalla UIL mostra un aumento in Italia mediamente del 4,9% (10 euro pro capite) nel 2009 – tasso superiore all’inflazione programmata – la Tassa/Tariffa sui rifiuti solidi urbani, rispetto al 2008. Nel 2009 le famiglie Italiane hanno pagato mediamente 205,62 euro annui (2,57 euro al metro quadro),  a fronte dei 195,95 euro del 2008 (2,45 euro al metro quadro). In 5 anni (2005/2009), l’aumento medio è del 17,8% (31 euro pro capite). In riferimento alla TARSU Basilicata – secondo il rapporto UIL - le tariffe pagate differirebbero in modo considerevole da Comune e Comune, sfuggendo a qualsiasi controllo e logica comprensione. Si passa ad esempio da una tariffa annua riferita al 2009 (calcolata per un nucleo familiare composto di di 4 persone ed appartamento di 90 mq) della città di Matera di 100,30 euro (1,26 euro al mq.), che risulta tra le città italiane con più basso costo della TARSU,  a Potenza pari a 174,80 euro (oltre 74 euro in più di Matera) con 2,18 a mq. Sorprende verificare che la tariffa media annuale oscilli in altri comuni della Basilicata da 90 euro del Comune di Viggianello (90 mq e nucleo familiare di 4 persone) a Lagonegro con 131,40 euro (90 mq e nucleo familiare di 4 persone) alla situazione “stratosferica” di Paterno, un piccolo centro della Val d’Agri, dove la tariffa per un nucleo familiare di 4 persone ed appartamento di 90 mq lievita alla cifra di ben 324,10 euro all’anno.  sito: http://www.rifiutilab.it/tariffometro/default.asp?menuindex=1&area=2 . Fatti salvi eventuali rettifiche da parte delle amministrazioni comunali e cittadini della regione, la OLA invita a segnalare eventuali anomalie nel costo della TARSU (Tassa Rifiuti Solidi Urbani) presso il proprio comune di residenza.

Una anomalia che potrebbe essere pagata a caro prezzo dai cittadini, in considerazione della mancata raccolta differenziata che si ripercuote sull’incidenza dei costi per smaltimento in discarica ed incenerimento presso Fenice. Un costo che include inefficienze nel sistema di raccolta e gestione dei rifiuti in Basilicata che finisce con il gravare ulteriormente sui contribuenti con una situazione a macchia di leopardo in Basilicata segnalata da “Rifiutilab”.  Una situazione che può costituire un alibi per accollare ai comuni ed i cittadini virtuosi il prezzo di scelte sbagliate di programmazione che mirano ad incentivare le discariche e gli inceneritori. All’ATO unica regionale, il compito di non ripetere gli errori commessi per la determinazione delle tariffe sull’acqua che come per i rifiuti qualcuno pensa di affidare in gestione ai privati, ivi comprese le multinazionali dei rifiuti e dell’acqua presenti anche in Basilicata.

Ecco di seguito la ricerca della UIL scaricabile dal seguente LINK che mostra le linee di tendenza in Italia per la TARSU e la TIA: http://www.uil.it/pol_territoriali/studio-tarsu6.pdf

UIL – VI RAPPORTO RIFIUTI SOLIDI URBANI

E’ quanto emerge dal Rapporto della UIL Servizio Politiche Territoriali che ha analizzato le tariffe per le utenze domestiche dei rifiuti solidi urbani delle 104 Città Capoluogo di Provincia.
La ricerca, spiega Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL, ha preso come campione un nucleo familiare di 4 persone con una casa di 80 mq., un reddito imponibile ai fini IRPEF di 36.000 euro ed un reddito ISEE di 17.812 euro. Gli importi sono comprensivi delle addizionali comunali ex ECA per la TARSU (10%), dell’IVA (10%) per chi applica la tariffa, e del Tributo Provinciale Ambientale (TEFA) che può variare da un minimo dell’1% fino ad un massimo del 5%.

IL RIMBORSO DELL’IVA
A seguito della decisione della Corte Costituzionale che, nello scorso mese di luglio, ha sentenziato che la Tariffa (TIA o TARI) si configura come un tributo (pertanto non si deve applicare l’IVA) i rimborsi per i 5,8 Milioni di contribuenti interessati ammontano ad oltre 933 milioni di euro dal 2000 ad oggi, pari a 161 euro pro capite.
Questi rimborsi riguarderanno i contribuenti che risiedono nei 1.193 Comuni, quasi tutti concentrati nel Centro Nord, che negli anni hanno adottato il regime tariffario, di cui 47 città capoluogo (Roma, Venezia, Firenze, Trento, Bolzano).

DAL 2008 al 2009
Dal rapporto emerge che, nel 2009 (rispetto al 2008), 44 città hanno aumentato le tariffe della TARSU/TIA (il 42% del campione), con punte del 65,2% a Benevento (127,80 euro pro capite), del 60,3% a Napoli (136,30 euro pro capite), del 56,5% a Reggio Calabria (43,20 euro pro capite), del 50% a Ragusa (63,28 euro pro capite), del 37,2% a Trapani (54,14 euro pro capite). Rimangono, invece, invariate in 58 Città, mentre diminuiscono in 2 Città: a Pordenone (meno 9%); Livorno (meno 2,2%).

DAL 2005 al 2009
Tra il 2005 ed il 2009 gli aumenti hanno riguardato 82 Città (il 78,8% del totale del campione), con punte del 133% a Palermo (159,10 euro pro capite), del 120,5% a Taranto (151,84 euro pro capite), del 109,3% a Catania (152,46 euro pro capite), del 92,6% a Salerno (158,70 euro pro capite). La tariffa resta invariata in 18 Città, mentre diminuisce in 4: a Verbania (meno 9,2%); a Rovigo (meno 4,9%); a Belluno (meno 2,8%); a Mantova (meno 1,3%).

CITTA’ “CARE” E CITTA’ “ECONOMICHE”
In una ideale classifica emerge, che tra le città più care ci sono Napoli, con un prelievo, di 362,50 euro medi annui (4,53 euro al mq.); Salerno  330,00  euro  (4,12 euro  al mq,);  Siracusa  325,68  euro  (4,07 euro  al  mq.);  Livorno  323,85  euro  (4,05 euro  al  mq.); Benevento 323,80 euro (4,05 al mq.); Caserta 314,60 euro (3,93 al mq.); Latina 313,20 euro (3,92 euro al mq); Lucca 295,32 euro (3,69 euro al mq.); Agrigento 293,08 euro (3,67 euro al mq.), Catania 292,00 euro (3,65 euro al mq.). Per quanto riguarda le città “più economiche”, ad Isernia si paga mediamente 78,10 euro € (0,98 euro al mq.); a Matera 100,30 euro (1,26 euro al mq.); a Cremona 111,30 euro (1,39 euro al mq.); a Campobasso 111,40 euro (1,39 euro al mq.); a Vibo Valentia 113,20  euro  (1,41 euro al mq.); a Pescara  117,76 euro  (1,47 euro al mq.); a Reggio Calabria  119,69 euro  (1,49 al mq.); a Pordenone 124,00 euro (1,55 euro al mq.); a Viterbo 127,88 euro (1,60 euro al mq.); a Novara 129,60 euro (1,62 euro al mq.).

LA TASSA SULLA TASSA: IL TRIBUTO ALLE PROVINCE

La stragrande maggioranza delle Province (86 Amministrazioni), applica l’aliquota del Tributo Provinciale Ambientale più alta (5%), mentre a Prato si applica l’1%; a Brescia l’1.5%; a Siracusa il 2%; a Pisa il 2,5%; a Ragusa, Enna, Firenze, Treviso e Taranto il 3%; ad Oristano e Livorno il 3.5%; a Catania, Messina, Agrigento, Avellino, Lucca e Foggia il 4%; ad Arezzo il 4,7%; mentre la Provincia di Latina applica un’ aliquota diversificata dall’1 al 5% a seconda della percentuale di raccolta differenziata attuata dai Comuni.

CONCLUSIONI
I dati sopra esposti dimostrano come, nonostante il blocco delle imposte locali, la pressione fiscale nel nostro Paese aumenti di anno in anno, e, per questo tributo, a pagare sono tutte le famiglie, in quanto tale imposta grava sia sui proprietari che sugli affittuari degli immobili. Aumenti che non sempre si accompagnano ad una migliore qualità del servizio come nel caso di Palermo. Non  possiamo  esimerci  dal  sottolineare  come  gli  aumenti  non  abbiano  un  colore  politico.  Anzi  tutti  uniti,  in  modo  bipartisan, nell’aumentare le tasse, tutti “d’amore e d’accordo” nel dire “no” al taglio delle loro poltrone (come nel caso dell’ultima Finanziaria), tutti concordi a rimpinguare le casse degli Enti Locali con la “tassa blu” sui parcheggi a pagamento (senza che si organizzi un trasporto urbano degno di questo nome) e tutti distratti, facendo orecchie da mercante, quando si tratta di restituire ai cittadini contribuenti quanto versato, ma non dovuto.  Se a questo si aggiunge che, in molte Regioni quest’anno aumenteranno le aliquote delle Addizionali Regionali IRPEF, e/o i ticket per effetto dei meccanismi previsti dal Patto per la Salute, sorge spontanea una domanda: la politica è cosciente che ormai le buste paga, già magre di per se stesse, perderanno ulteriormente il loro potere di acquisto? Di tutto questo si dovrà tenere conto nell’annunciata riforma fiscale a partire dall’armonizzazione dei  21 regimi fiscali regionali diversificati, degli 8.103 regimi fiscali comunali, dei 104 o 110 (non sappiamo più quante siano le Province) regimi fiscali provinciali. A proposito: che fine ha fatto la abolizione delle Province? La riforma del fisco, di cui tanto si parla in questi giorni, deve partire da un punto ben preciso anche a livello locale: meno tasse sui salari e sulle pensioni. Tutto il resto sono chiacchiere

Link utile:
http://www.rifiutilab.it/tariffometro/default.asp?menuindex=1&area=2

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3 Comments »

  • LUIGI VITTORIO MUSCA said:

    Condivido im pieno le Vostre osservazioni; anche a caltanissetta ove io risiedo la tatriffa TARSU é stata raddoppiata nel 2001,un secondo aumento del 38 % nel 2008 e infine un terzo aumento deliberato in questi giorni pari al 40 Insomma in 9 anni la tariffa è triplicata mentre le Pensioni tra IRPER nazione e addizionali varie é diminuita.Siamo a posto e non c’è nulla da fare.
    Altra novità ,di cui Vi prego di darmi gli estremi della Legge che kl’hanno resa possibile,è l’applicazione per la 1ì volta di un addizionale Comunale del
    10 % e una Addizionale Provinciale del 5% sull’ammontare della TARSU
    Sono legittime questi ultimi oneri che rendono ancora più pesante il costo del servizio ?.Grazie-spero tanto una vs.risposta.D.S. Luigi Vittorio Musca
    Caltanissetta

  • LUIGI VITTORIO MUSCA said:

    Dimenticavo di sottolinare che una delle ragioni dell’elevato costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti,a parte le inefficienze ,le retribuzione del personale,la mancanza di una discarica nel vasto territorio di Caltanissetta, è da imputare al bassissimo livello della raccolta differenziata che per me costituisce uno dei più efficaci strumenti per ridurre il quantitativo dei rifiuti e quindi delle tariffe relative di nuovo grazie e cordialòi aluti Luigi Vittorio Musca -Caltanissetta.

  • gallo Alfredo said:

    oltre alle lamentele, cosa puo’ fare in concreto un cittadino per difendersi ? in realta, ci lamentiamo ma nessuno suggerisce quali azioni intraprendere. e’legale pagare la tassa rsu per una abitazione in altra provincia? se producono rsu a palermo, contemporaneamente non posso produrla a messina; pur non risiedendo in provincia di messina mi viene chiesta una tariffa del 30% superiore rispetto a palermo dove in coscienza producono rsu.vi chiedo, se c’e’ una soluzione per potere avere un po di giustizia. ringraziandovi,porgo distinti saluti. Gallo

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