Home » Comunicati Stampa 2010, Rifiuti Connection - 9 gennaio 2010

Chiudere la Ferriera dei veleni

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) interviene in merito all”inchiesta che coinvolge anche l’ex Sider Potenza, oggi Ferriere Nord SpA. Secondo i Carabinieri del NOE di Catanzaro e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, titolare dell’inchiesta “Acciaio Sporco”, il Gruppo Pittini avrebbe smaltito presso lo stabilimento di Potenza enormi quantitativi di rifiuti ferrosi non pre-trattati, smaltiti illegamente nell’altoforno utilizzato come inceneritore di rifiuti tossico e nocivi. L’illecito smaltimento risalirebbe al 2006 e sarebbe proseguito negli anni.

La “rifiuti connection” in Basilicata apre dunque un nuovo capitolo, nonostante i toni rassicuranti di alcuni esponenti politici lucani secondo i quali la regione sarebbe esente dal fenomeno delle ecomafie. Lo stabilimento di Potenza non autorizzato, secondo il NOE, allo smaltimento dei rifiuti ferrosi fatti passare come “materia prima secondaria” costituiva il primo stabilimento per quantità conferite nei traffici illegali della ditta Palmieri, i cui titolari sono stati arrestati. Gli indagati sono in tutto 166. Le indagini documenterebbero l’esistenza di una vera e propria organizzazione, finalizzata al traffico illecito di rifiuti speciali anche pericolosi, con un ruolo centrale svolto dall’impresa “Palmieri Francesco”, dedita alla commercializzazione all’ingrosso di rottami ferrosi ed, invece, semplicemente autorizzata alla “raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi”. Intorno all’impresa, gestita da Francesco Palmieri, sarebbe emersa l’esistenza di una fitta rete di conferitori e trasportatori di rifiuti speciali pericolosi e non: si tratta di 96 aziende, 7 enti pubblici e 21 soggetti privati con una rete ramificata a livello del sud ed anche in Basilicata. Grazie solo alle indagini condotte dalla Procura di Lamezia Terme si è potuto risalire allo smaltimento di rifiuti tossico nocivi presso lo stabilimento siderurgico di Potenza che, nei fatti, avrebbe funzionato come inceneritore non autorizzato di rifiuti tossico e nocivi di cui la OLA chiede conto agli enti titolari dei controlli e delle autorizzazioni.

La OLA denuncia i risvolti ambientali e le possibili ripercussioni sulla salute dei cittadini costretti a convivere con uno stabilmento pericoloso situato all’interno del centro cittadino. Situazione questa che verrà aggravata dall’entrata in funzione dell’inceneritore Veolia sito in località San Luca Branca. I potentini continuano a non godere di tutte le necessarie garanzie sulla qualità dell’aria che respirano per l’assenza di un monitoraggio continuo di tutte le sostanze inquinanti emesse dallo stabilimento Ferriere Nord, di cui la OLA ne torna a chiedere la chiusura.

[OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista)]

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