La Cisl sull’affare Geogastock
Centocinquanta milioni di euro che rischiano di volare via: questo è il punto di vista dal quale i segretari provinciali di Matera della Cisl e della Filca Cisl , Giuseppe Amatulli e Franco Pantone, esprimono forte preoccupazione sulle notizie che riguardano il rinvio della definizione del progetto Geogastock nell’area della Valbasento.Si tratta del progetto di megadeposito di gas naturale, ricavato in due pozzi di gas esauriti dell’Eni in Valbasento, dalla Geogastock, società italiana riconducibile alla russa Avelar Energy, a sua volta controllata dalla Renova, società del miliardario russo Viktor Vekselberg. A febbraio del 2009, l’amministratore delegato di Avelar, Igor Akhmerov, in un articolo pubblicato dal quotidiano di Mosca “Kommersant” in realtà parlava di una cifra ben maggiore: 400 milioni di euro. E sul sito di Avelar veniva indicato proprio il 2011 come anno in cui cominciare a operare.
In ogni caso, pare che il progetto sia appeso a un filo. Dicono i sindacalisti: “[Il progetto] ha avuto tutti i pareri positivi circa la valutazione di impatto ambientale e avrebbe dovuto trovare definizione presso il ministero dello Sviluppo economico, proprio in questi giorni. Invece per motivi poco chiari il tutto è stato rinviato al prossimo 19 ottobre, termine perentorio, a quanto pare, per gli ultimi atti amministrativi per l’avvio o meno dell’impianto. Pena l’annullamento dell’iniziativa da parte di Geogastock”.
“Il nostro territorio – dice Amatulli – non può permettersi di “snobbare” e far così venir meno, in un momento di forte crisi economica e occupazionale, un investimento così importante, la cui portata fungerebbe da inversione di tendenza, ridando speranza e lavoro al nostro territorio”. Aggiunge Pantone: “Ricordiamo che solo la fase di costruzione del gasdotto porterebbe in un momento in cui l’edilizia registra nella sola provincia di Matera, un calo di 1200 addetti nell’ultimo anno, un’occupazione per trecento unità alle quali andrebbero a sommarsi poi quelle sviluppate dall’indotto”. “Quella di Geogastock – conclude – è a mio avviso l’unica vera proposta di sviluppo dell’area negli ultimi trent’anni”. Gli ambientalisti lucani e i comitati dell’area, da sempre contrari al progetto, non saranno d’accordo. [Fonte: Gionale Lucano]










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