Home » Centrali, Energia, Osservatorio Ambiente, Parchi - 23 luglio 2011

Mercure, ancora una volta in piazza contro la centrale

Nel giorno dell’udienza conclusiva al TAR di Catanzaro sulla centrale Enel della Valle del Mercure, le posizioni degli attori di questa incredibile ed incresciosa vicenda erano, ancora una volta, ben delineate. Da una parte Enel con il suo progetto di rapina del territorio, degli interessi e dei diritti delle popolazioni, supportata da un imprenditore proveniente da terre ben lontane rispetto al Mercure che, inventandosi un fantomatico “Comitato pro centrale”, cerca di tutelare, in realtà, i propri, di interessi (altro che le “migliaia di posti di lavoro!”), attraverso il supporto ad ogni “desiderata” dell’”Energia che ti ascolta”. Dall’altra parte tutti gli altri. In primo luogo la gente che vive e lavora nella Valle e che, dall’entrata in funzione di quell’ammasso di metallo arrugginito e gonfio di amianto, noto come centrale del Mercure, avrebbe danni gravissimi, in primo luogo all’occupazione ed alla salute. E vedrebbe, per di più, irreversibilmente compromesso anche il diritto al futuro, vista l’incompatibilità del progetto dell’Enel con le linee di sviluppo economico che l’area protetta, ricadente ben all’interno del Parco del Pollino, si è data da tempo.

Programmazione ribadita nel primo Piano del Parco, approvato di recente, dove all’incompatibilità della centrale con il Parco è dedicato un intero paragrafo. Piano, da sottolineare, sottoscritto anche da quella Regione Calabria che, nell’ottobre scorso, aveva dato l’autorizzazione all’Enel. Caso evidente, nella più benevola delle ipotesi, di “schizofrenia” amministrativa. Assieme alle popolazioni della Valle, inoltre, si sono schierate la Regione Basilicata, i Sindaci dei comuni di Viggianello e Rotonda, l’Ente Parco del Pollino e importanti Associazioni ambientaliste nazionali quali Italia Nostra, WWF, Forum Ambientalista Nazionale.

Insomma tutta quella serie di soggetti con cui l’Enel dovrebbe avere rapporti di ascolto, concertazione, collaborazione, e delle cui indicazioni dovrebbe tener gran conto, come espressamente prescrive il suo Codice Etico, che, evidentemente, non deve essere né noto né apprezzato dai Dirigenti dell’ ”Energia che ascolta solo i propri interessi”. Dirigenti i quali, con ogni evidenza, antepongono al Codice Etico aziendale il profitto a tutti i costi. Specie se il profitto va a loro e i costi alle popolazioni depredate. Il Forum “Stefano Gioia” che da ormai dieci anni conduce questa battaglia di civiltà, democrazia e legalità, auspica che questa triste vicenda abbia al più presto l’attesa, felice conclusione. Serenamente aspetta un giudizio che ristabilisca la verità e restituisca, alla gente del Mercure, il diritto alla salute, alla legalità, al lavoro, alla sicurezza sociale.

In ogni caso, assieme a questa gente, non ci stancheremo mai di perseguire, in ogni sede competente e con tutti i mezzi democratici a nostra disposizione, quei diritti che nessuno, neanche una multinazionale potente come Enel, riuscirà a conculcare.  [22 luglio 2011 - Forum “Stefano Gioia” - delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani -per la tutela della legalità e del territorio]

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