Il “Modello Basilicata” di De Filippo: oro per i petrolieri e nero per la comunità
[di Ola (Organizzazione lucana ambientalista)]Corrado Passera e Corrado Clini ci faranno rimpiangere Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo, che non erano certamente degli ambientalisti. Eppure, a Vito De Filippo&C., il Memorandum non glielo hanno fatto passare. Non solo i due “Corrado” stanno andando controcorrente rispetto all’Europa in tema di limiti territoriali per le piattaforme marine (l’Europa vuole limitarle, mentre i due ministri tecnici stanno riportando i limiti dalle 12 miglia a sotto le 5 miglia marine, in pratica, sottocosta), ma si sono spinti a dar man forte ai petrolieri che stanno distruggendo la Basilicata, senza che nessuno dia ascolto, sia ai cittadini che la abitano, sia ai dati sempre più preoccupanti sulla sanità e sull’inquinamento ambientale di sedimenti e falde acquifere. È questo ad emergere nella sua preoccupante interezza, nonostante la coperta del “tuttappostismo” delle istituzioni lucane cerchi di nascondere negando e secretando.
In merito alle scontate ed entusiastiche dichiarazioni del governatore Vito De Filippo, che si vede accolto da Monti ciò che nemmeno Tremonti gli ha voluto concedere (i politici hanno paura del giudizio degli elettori, i tecnici no!), la Ola (Organizzazione lucana ambientalista) ribatte che se “passa il modello Basilicata come sviluppo” vuol dire che l’Italia è veramente alla frutta. Perché il modello lucano come sviluppo è questo:
1) Per Istat e Banca d’Italia la Basilicata è la regione più povera d’Italia;
2) La Basilicata ha un’emigrazione costante circa del 4%-5% (1500/2000 lucani se ne vanno) ogni anno, nonostante da 15 anni ci sbandierano il petrolio come oro nero (oramai si è capito: oro per i petrolieri, che hanno un affare da 3 miliardi di euro all’anno e passeranno a 6 col Memorandum, mentre ai comuni lucani e alla Regione oggi restano misere 150 milioni di euro che col nuovo accordo spariranno in generiche infrastrutture territoriali);
3) Danni ambientali spaventosi che vengono registrati nonostante l’Arpab “sia inadeguata” (lo dice la Corte dei Conti lucana) a monitorare con esattezza la situazione ambientale in Basilicata (figuriamoci, dunque se i controlli venissero fatti a tappeto e con regolarità, cosa troveremmo), con una diga del Pertusillo che registra 6,4 milligrammi/l di idrocarburi nelle sue acque (l’acqua potabile ne deve contenere 0,0001 mg/l.); toluene e benzene sotto il cento oli di Viggiano; metalli pesanti, bario e idrocarburi nelle fonti di acqua in altura; moria di pesci costanti nel Pertusillo e nel Basento; metalli pesanti e idrocarburi nel Basento; due aree Sin di bonifica nazionale (Val Basento, Tito); il Metapontino area nazionale per l’Eu inquinata dai nitrati; discariche a cielo aperto oramai con il percolato nelle falde; e un’infinità di inquinanti cancerogeni sotto Fenice e sotto l’area dell’ex zuccherificio di San Nicola di Melfi, addirittura con compromissione delle falde delle acque minerali della zona;
4) Incidenza di tumori in continuo rialzo percentuale da circa 15 anni, proprio da quando si punta allo sviluppo dell’economia col petrolio, con un dato di Pisticci, per non citare sempre l’area di Viggiano (cardiopatie respiratorie) e di Santarcangelo (linfomi e leucemie), che vede nel 2007, su 105 decessi, 55 morti per cancro.
Ai sindaci dell’area estrattiva – anche a quelli che non hanno voluto tutelare il loro territorio, lasciando perforare vicino agli ospedali, alle dighe, nei borghi abitati, lungo le falde idriche, nei letti dei fiumi, lungo le faglie sismiche, sotto l’area radioattiva dell’Itrec, e adesso anche lungo le sorgenti del fiume Agri tra Marsico e Paterno – la Ola ricorda che già una volta hanno creduto alla befana del petrolio uguale “oro nero” e chiede che si battano contro il Memorandum, firmando la moratoria contro ogni nuova perforazione. Per evitare di raddoppiare l’inquinamento del territorio e per non perdere le royalties finora accordate da vecchie intese. Perché con il Memorandum il territorio sarà pagato in incontrollabili opere di infrastrutture, magari gestite centralmente da Roma.






tutto cio’ non teniamolo per noi…raccogliamo soldi e stampiamo manifesti da appendere su ogni casa,su ogni albero,dove anche le capre non dovranno fare e non potranno fare a meno di leggere cosa ci stanno facendo.se i popolo e’ unito e non ci ascoltano perche’ hanno deciso di ucciderci,allora si manifestera’ a roma con il BLOCCO LUCANO.
Blocco lucano???? Hahahahahaha ma non schherziamo!
Vedrai la fila che faranno per leccare il culo giusto in cambio di una raccomandazione al centro oli! I lucani sono gente inetta,questa classe dirigente l’hanno messa loro mediante compravendita di voti e quindi gli sta bene il petrolio l’inquinamento i tumori e l’emigrazione.
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