Geogastock: “Mai detto di volerci avvalere dell’esenzione dal sistema tariffario”
E’ bastato tirare in ballo la Sel che, sulla faccenda dello stoccaggio del gas in Valbasento, dopo le puntualizzazioni della Regione Basilicata, ecco che arrivano anche quelle di Geogastock. Il punto è sempre quello relativo alla possibile richiesta di esenzione del diritto di accesso a terzi da parte della società. Quella con cui si sceglie di concedere il deposito in esclusiva solo a determinate aziende (Tre si è detto nel convegno). Un nervo scoperto, a guardare le reazioni di istituzioni da una parte e società dall’altra. «In merito alle affermazioni attribuite al direttore generale di Geogastock Sartori sulla già avvenuta scelta del sistema di “esenzione dal sistema tariffario” come quello a cui la società aderirà, smentiamo categoricamente, come dimostra la registrazione video del convegno fruibile a tutti sul sito internet radìoradìcale.it». Una smentita, in realtà superflua.
Per almeno due ordini di ragioni. La prima: l’esenzione dal sistema tariffario è una scelta prevista dalla legge, e pertanto di per sé legittima, come la possibilità di cambiare idea in qualsiasi momento e non volersene avvalere. Perché allora, con tanta solerzia, voler mettere le mani avanti? La seconda (fondamentale): la registrazione di Radio Radicale, è ahimè parziale. La registrazione, infatti, è stata interrotta almeno un’ora prima della conclusione del convegno. E in un’ora si sa di cose se ne possono dire; e anche tante. Anche rispetto ai “gesti di liberalità” di Geogastock nei confronti dei tre comuni interessati allo stoccaggio, per non venir meno alla “sana” consuetudine di non entrare in casa d’altri senza neanche un “mazzo di fiori per la signora e una bottiglia per il padrone di casa”.
Nella fattispecie una bella manciata di euro per la festa patronale di Ferrandina, la squadra di calcio del Salandra e un evento culturale di Pisticci ( ovviamente tutto questo prima che i tre enti si fossero pronunciati sul progetto). O ancora sulla “valutazione viziata” degli enti, in virtù della Legge Marzano che costringe le aziende a intavolare una trattativa di natura prettamente economica con le istituzioni interessate. Osservazioni, anche queste, tutte legittime, che, anche se non registrate, tutti i presenti hanno potuto ascoltare.
Se poi Geogastock, nel frattempo, come comunica padrone di casa”. Nella fattispecie una bella manciata di euro per la festa patronale di Ferrandina, la squadra di calcio del Salandra e un evento culturale di Pisticci( ovviamente tutto questo prima che i tre enti si fossero pronunciati sul progetto). O ancora sulla “valutazione viziata” degli enti, in virtù della Legge Marzano che costringe le aziende a intavolare una trattativa di natura prettamente economica con le istituzioni interessate. Osservazioni, anche queste, tutte legittime, che, anche se non registrate, tutti i presenti hanno potuto ascoltare. Se poi Geogastock, nel frattempo, come comunica nel nota Inviataci. ritiene che «ad oggi, non ci sono ancora gli elementi oggettivi .” per valutare le tre possibilità offerte dalla normativa del Ministero dello “Sviluppo Economico ovvero: di aderire al DL 13 agosto 2010 n.130; restare nel sistema tariffario attuale o applicare per l’esenzione dal sistema tariffario”, che sarà concessa dalla UE »-e che di questo aspetto si . «potrà discutere solo a valle della è conclusione della Conferenza dei servizi che è ferma da marzo 2010, in attesa della conclusione dell’iter regionale», non possiamo che prenderne atto. Sulla disponibilità di Geogastock al dialogo, poi, nulla questio. Ne è stato dato ampiamente atto nelle nostre cronache dei giorni scorsi. Una fatica superflua far presente che: «La disponibilità di Geogastock a partecipare al convegno organizzato a Ferrandina, dove gran parte della popolazione presente si è dimostrata molto favorevole al nostro progetto (come testimonia il video documento della stessa), sottolinea ancora una volta come questa società sia pronta a confrontarsi con il territorio e con i cittadini per chiarire ogni possibile domanda o perplessità su una attività sicura che porterà al territorio un beneficio economico rilevante». E non c’erano dubbi anche circa l’intenzione della società di ”investire in Val Basento per creare posti di lavoro e dare risposte concrete a tutto il territorio”. Le criticità sono state individuate altrove. Nella stessa direzione indicata da Geogastock quando ricorda che «Ad oggi aspettiamo, dal giugno 2010,l’Intesa regionale che sta bloccando la prosecuzione dell’autorizzazione del nostro progetto, mettendo così in serio rischio l’investimento stesso». [Articolo di Margherita Agata - Quotidiano della Basilicata 4/2/2011]










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