Luscita
dal nucleare è ormai una legge in vigore. Nessuno può
puntare sullatomo per la sicurezza e lindipendenza
dellapprovvigionamento energetico nel futuro. Con
queste parole, il ministro dellambiente tedesco Sigmar
Gabriel (Spd) ha escluso con decisione il ritorno allenergia
atomica. Un tema molto sentito nella terra dei lander. Infatti,
le due componenti quella conservatrice (Cdu-Csu) e laltra
socialdemocratica (Spd) hanno posizioni differenti. Ma
per il bene dell'alleanza nell'accordo di programma concordato
tra le parti al momento della formazione della Grosse Koalition
(Cdu/Csu-Spd) era stato deciso di non operare alcuna modifica
su tale argomento. Quindi il piano di uscita continua, come
ha confermato il 4 gennaio la cancelliera Angela Merkel. Un
duro colpo per i tifosi dell'atomo europei e anche per quelli
italiani. Nel nostro Paese il ministro delle attività
produttive Claudio Scajola si è dichiaratamente schierato
a favore di un ritorno allenergia atomica, invocando una
vera e propria alleanza internazionale per adottare insieme
le misure per contenere le emissioni e sviluppare le soluzioni
necessarie. Si deve puntare ad un futuro con le fonti rinnovabili
e, soprattutto, allenergia nucleare. Il dietrofront
tedesco non gli avrà certo fatto piacere.
In Italia, quando
fa troppo freddo o troppo caldo ed esiste il picco di richiesta
dei consumi denergia, per politici senza scrupoli, scienziati
senza titolo, servi di partito e soprattutto per la lobby dellatomo
è loccasione per tornare puntualmente a terrorizzare
lopinione pubblica con o il nucleare o il buio.
Anche lestate e scorsa con lutilizzo dei climatizzatori
si scongiurava il black out, ma il clima non fu così
torrido e il black out (mediatico) non arrivò. Il governo
ha perso cinque anni più i quindici degli altri governi
(per un totale di venti) senza realizzare un piano energetico
nazionale diversificato, senza mai ricorrere alle energie alternative
rinnovabili (come invece ha fatto la Germania che ha il doppio
del fotovoltaico italiano pur avendo un terzo della quantità
di esposizione solare). Il ministro Scajola è tra i primi
promotori del nucleare, ma sa benissimo che questa fonte di
energia, anche se si iniziasse oggi a costruire le centrali
(sempre che i cittadini le accettino) sarebbe disponibile tra
oltre dieci anni e non riuscirebbe neanche a soddisfare il 20%
del fabbisogno nazionale (con un massiccio impiego di fondi
nazionali e risorse che sarebbero sottratte alle energie alternative
e fonti rinnovabili). Sa benissimo che il chilovattora nucleare
è più costoso del costo del Kw prodotto da altra
fonte di energia (vedasi il ciclo completo delluranio
dallestrazione, preparazione,costruzione centrali, manutenzione
ma soprattutto gestione delle scorie).Tra dieci anni le riserve
di uranio si ridurranno a trenta anni (oggi sono quaranta) e
un investimento del genere sarebbe capestro per
leconomia nazionale, tenuto presente che avremo creato
tonnellate di scorie che si dovranno smaltire. Non parliamo
della sicurezza e della salute dei cittadini, perché
gli incidenti nucleari localizzati negli impianti nucleari sono
allordine del giorno (senza necessariamente avere nuove
Cernobyl), e qualcuno dovrà quantificare un giorno i
morti per tumori e leucemie o per luranio impoverito che
qualcuno ha smaltito con le bombre sui balcani e nei nostri
mari. Anche In Francia la società civile si oppone al
nucleare: nella cittadina di Bure i cittadini non vogliono la
costruzione di un megadeposito di scorie nucleari e 865 associazioni
(Sortir du nucleaire) chiedono che la Francia esca dallatomo.
I ministri del governo italiano e la lobby nucleare con la propaganda
sullatomo vogliono dirottare ingenti finanziamenti sulle
operazione estere collegate al business nucleare, sulle join
venture dellEnel in Slovacchia, degli accordi con ledf,
del decommissioning russo a cui partecipa anche la Sogin, non
ultima la costituzione a Genova dellAnsaldo nucleare.
Come lucani dobbiamo
invece subire il terrorismo mediatico che vuole fare di questa
terra una zona franca di traffico per mafiosi di rifiuti nucleari
abitata da analfabeti e di navi affondate nei nostri mari che
danneggiano la nostra immagine e quella dei nostri prodotti
agricoli. Negli anni sessanta qualcuno condannò questa
terra a subire il nucleare ingiustamente con il centro Itrec
di Trisaia, forse per un piatto di fagioli o per un posto in
parlamento. Nel 2003 ( uomini senza scrupoli, senza amor proprio
e della propria terra) volevano realizzare un megadeposito per
le scorie nucleari, condannando definitivamente la Basilicata
come pozzo nero dEuropa, in cambio forse di un piatto
di fagioli o di un posto in parlamento. Le mamme e i bambini
di Scanzano (ossia i veri No global dellumanità)
hanno difeso questa terra e scongiurato più grande catastrofe
ecologica di tutti i tempi (il deposito geologico per la presenza
del gas,dellerosione, per il movimento delle faglie geologiche
giovani del terreno sarebbe finito in mare contaminando lintero
mediterraneo). Il Gas russo ha il suo valore, lo sa la massaia
che deve tirare avanti a fine mese e non ha certo bisogno dei
consigli del ministro per ridurre il riscaldamento, e non si
merita certo aumenti in bolletta per questo. Anche il Gas e
il Petrolio lucano hanno il loro valore, e pensiamo che sia
giusto nei confronti di una regione minacciata continuamente
dallemigrazione, dallo spopolamento e dalle contaminazioni
ambientali che la ricchezza non venga dispersa per un piatto
di fagioli o forse per un posto in parlamento. I lucani non
si meritano aumenti sulle bollette, magari gas gratis per evitare
lemigrazione dalle case fredde e dalla cattiva gestione
del territorio.