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[Data di pubblicazione: 01/10/2006]
 
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> di Movimento NoScorie Trisaia
 
     
     

Noscorie Trisaia, con riferimento agli ultimi avvenimenti che hanno interessato il Centro Nucleare della Trisaia, chiede alla Regione Basilicata la convocazione urgente del Tavolo della Trasparenza.

Questa richiesta è altresì motivata in riferimento:

• Alla tubazione contaminata sul mar Jonio che preoccupa i cittadini su come vengono gestite le attività di decommissionig nucleare sul territorio;
• Al lungo silenzio sulle attività che Sogin svolge nel centro della Trisaia, in merito ai problemi sulla sicurezza e al tipo di lavori che vengono eseguiti nel centro dopo il fallimento degli ultimi Tavoli della Trasparenza, dove i cronoprogrammi per le attività di decommissioning sono stati disattesi;
• Alla restituzione delle barre di Elk River agli Stati Uniti. Sogin ha solo illuso i Lucani paventando una loro restituzione per acquisire qualche credito mediatico;
• Al monitoraggio ambientale promesso dall’assessore regionale all’Ambiente, Rondinone. Il monitoraggio sulle matrice ambientali e alimentari è necessario per tutelare la salute dei cittadini;
• Allo sviluppo del piano nucleare di emergenza sollecitato anche dal Prefetto di Matera;
• Alle vicende che coinvolgono lo stesso Centro Enea della Trisaia dove durante la costruzione di un parcheggio sono stati smaltiti materiali di risulta all’interno della Riserva Naturale Regionale e zona ZPS (oasi di Bosco Pantano di Policoro) sequestrata dai Carabinieri di Policoro;
• All’indagine epidemiologica sul territorio mai avviata, su cui la Regione deve ancora dare risposte.

Il Tavolo della Trasparenza deve scrivere nuove regole di partecipazione dei soggetti attivi, chiamando a partecipare tutti i sindaci del Metapontino come molte volte richiesto dal sindaco di Nova Siri e di
tutti i soggetti interessati che hanno a cuore la risoluzione del problema nucleare. L’affaire decommissioning e le compensazioni ambientali che Rotondella e la Basilicata devono ottenere non devono minimamente incidere su sicurezza e trasparenza. Nessun ricatto sull’ambiente e il territorio può passare attraverso le "compensazioni" economiche da elargire ai comuni che ospitano i siti nucleari. Le compensazioni non costituiscono la soluzione ai problemi di quarant’anni di nucleare e in nessun modo possono possono farci accettare il nucleare. Riteniamo che la democrazia soprattutto su scelte che riguardano la tutela della salute dei cittadini si persegua con la massima partecipazione e trasparenza dei soggetti coinvolti, in pratica “alla luce del sole”.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it