Dalla trasparenza
ai pericoli della formula di scarico del decommissioning
Nel centro nucleare
di Trisaia si stanno riesumando i "cadaveri radioattivi",
ed ora cominciamo solo a percepirne il fetore. Parliamo dei
rifiuti della fossa irreversibile, dei liquidi ad alta attività,
delle barre di Elk River e quant'altro non è dato ancora
conoscere. Le operazioni di decommissioning sono estremamente
delicate per eventuali contaminazioni interne, ma soprattutto
esterne che potrebbero finire su ignari cittadini.
Lo dimostrerebbero le precauzioni adottate nell'intercambiare
gli operai a periodi stabiliti. Esiste, inoltre, una formula
di scarico che definisce (per legge) le quantità di isotopi
radioattivi che possono essere liberati nell'aria, nell'acqua
e anche nel suolo. Questa è una formula matematica che
non tiene però in considerazione la frequenza delle emissioni,gli
isotopi radioattivi trasportati dai venti e dalle correnti si
disperdono nell'ambiente. L'ambiente esterno dovrebbe essere
monitorato proprio per
evidenziare quei valori oltre i limiti di legge nelle matrici
alimentari ed ambientali. Diluendo tanti scarichi su vaste aree
(come ad esempio nel mare) i valori restano nella norma ma non
l'esposizione continua a cui è sottoposto l' ambiente
ma soprattutto la popolazione. La formula è alquanto
vecchia, nei periodi in cui il nucleare era produzione, e va
rivista per il bene della salute pubblica come tutte le emissioni
in aria, acqua e suolo. In fase di decommissioning le emissioni
possono aumentare (quando si demolisce una casa si fa molta
più polvere di quando la si costruisce). E' importante,
quindi, in questa fase, oltre ad eseguire
professionalmente i lavori, assicurare ai cittadini le maggiori
condizioni di sicurezza in tema di salvaguardia della salute
pubblica. Dobbiamo sapere chi sono i controllori e i controllati
(parliamo di monitoraggio ambientale e di tutte le altre attività).
Come saranno eseguiti i lavori e chi li farà, quali sono
le garanzie di sicurezza per la popolazione e qual'e' il piano
di emergenza esterno (che le popolazioni ignorano). Come già
affermato in un documento firmato da 28 associazioni sotto l'egida
della OLA
(Organizzazione Lucana Ambientalista), il tavolo della trasparenza
non può essere tenuto all'oscuro di tutte fasi del decommissioning
e deve pertanto trasferirsi in loco (nei comuni interessati)
riunendosi con cadenze anche mensili (non tre
volte all'anno) e chiunque ne faccia richiesta possa partecipare,
in ottica di trasparenza proprio per evitare quegli allarmismi
di cui tanto le istituzioni hanno paura.Non vogliamo sparare
sul morto, ma pretendiamo da SOGIN e dalle istituzioni il massimo
impegno possibile.
I cittadini
hanno perso fiducia nelle istituzioni proprio perché
si opera con approssimazione, pressapochismo e poca considerazione
della popolazione. La tutela della salute pubblica e dell'ambiente
in Basilicata devono ripartire proprio dalla Trisaia di Rotondella.