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[Data di pubblicazione: 27/11/2006]
 
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  > LA QUESTIONE NUCLEARE LUCANA NON E' UNA QUESTIONE PRIVATA
> di Movimento NoScorie Trisaia
 
     
     

La questione nucleare lucana (Impianto Itrec di Trisaia) non è una questione comunale o privata del Sindaco di Rotondella.
Il sindaco di Rotondella ha dichiarato sulla stampa che a fine mese gli 8 sindaci del decommissioning incontreranno il ministro Bersani in merito all’intesa sottoscritta sulla gestione delle scorie e sul Deposito Unico. Questi sindaci chiederanno al ministro Bersani l’applicazione della Legge Marzano (già decreto Scanzano) e quindi la realizzazione del sito e Deposito Unico delle scorie radioattive al fine di liberare le aree nuclearizzate.

In poche parole, dopo tre anni da Scanzano, un sindaco lucano questa volta assieme ad altri sette sindaci italiani chiedono il sito unico ed il Deposito nazionale delle scorie nucleari, pur sapendo che nessuna comunità italiana lo accetterebbe. Questa volta cambiano gli attori ma anche la strategia del consenso: nel chiedere il Deposito Unico, il sindaco di Rotondella dimentica che la Legge Marzano prevede la creazione di siti provvisori/definitivi nucleari. Ma mentre i siti degli altri comuni nucleari italiani si svuotano con il riprocessamento del combustibile nucleare portato all’estero, le scorie stoccate presso il Centro Sogin della Trisaia di Rotondella restano, avvalorando così l’ipotesi di rendere il sito lucano disponibile per ospitare i rifiuti del riprocessamento che dovranno tornare indietro dagli impianti europei. In proposito la stampa nazionale ha riportato le dichiarazioni del sindaco di Caorso, portavoce dei sindaci del decommissioning, che nel mentre chiede i “prati verdi”, ripropone il cosiddetto “nuovo nucleare“ (Fusione) ed il sito unico in altre regioni. E’ ormai storia che i nuclearisti vogliono approdare sempre in Basilicata (1963, 1978, 1980, 2003) con la Trisaia sempre al centro del business nucleare. E’ importante che la questione nucleare lucana debba essere affrontata nella massima trasparenza possibile per l’incolumità e la sicurezza dei cittadini e non in incontri tra poche persone o in riunioni di sindaci autoconvocatisi secondo logiche delle solite regie occulte.
Il Movimento No Scorie Trisaia - favorevole alla messa in sicurezza delle scorie italiane nei siti ove attualmente si trovano - nel chiedere al Presidente De Filippo la convocazione urgente del Tavolo della Trasparenza allargato a tutte le amministrazioni, associazioni e cittadini che ne vogliano fare parte ed in particolare dei sindaci del Metapontino e di quelli dell’area dei Calanchi, chiede che il sindaco di Rotondella informi il Tavolo della Trasparenza sui contenuti dell’intesa sottoscritta con i sindaci italiani interessati dal nucleare così come già richiesto da 28 associazioni che hanno sottoscritto un documento della OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista).

Per il Movimento No Scorie Trisaia è infatti impensabile che, mentre si convocano incontri romani con il ministro Bersani, la Regione, gli altri Enti Locali lucani ed i cittadini vengano tenuti all’oscuro circa il futuro del Centro Sogin della Trisaia di Rotondella. Pertanto evidenziamo come la logica delle compensazioni, dei posti di lavoro (netturbino nucleare) e dei risarcimenti promessi al comune di Rotondella possano rappresentare il nuovo “cavallo di Troia” nucleare a cui i Lucani a Scanzano hanno già detto no al Deposito Unico in Basilicata anche se oggi mascherato da deposito provvisorio.

 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it