Cronaca di
una normale seduta al Tavolo della Trasparenza
Le Holding e le grosse società non lesinano tecnologia
e professionalità, ma mai è accaduto ad una
società di un certo spessore economico perdersi in
una condotta. Il tubo in questione è la condotta a
mare che sfocia sullo Jonio, condotta contaminata che già
fu sequestrata dalla magistratura. Le associazioni ambientaliste
e l'attore Ulderico Pesce non hanno avuto sufficienti spiegazioni
sulle operazioni di smantellamento della tubazione contaminata.
Non sono stati in grado di giustificare il modo e il metodo
di come sono svolti i lavori, la scarsa professionalità
dimostrata nell'eseguire i lavori, le mancate precauzioni
per i lavoratori, il grado di radioattività della condotta,
i residui interni alla condotta, ovviamente tutto documentato
da un video dal Dr.Pesce che con i suoi sopraluoghi ha documentato
tutto.
LApat dal canto suo anche se forniva rassicurazioni,
non era in grado di dare le delucidazioni richieste. Lunica
spiegazione avuta è che è tutto nella norma
e che non dovevamo preoccuparci (ossia La classica risposta
diplomatica). Poche delucidazioni sulla stessa zona vicina
al tubo (foce del Sinni - zona ZPS dinteresse naturalistico
comunitario), interessata da altre discariche prontamente
sequestrate negli anni tramite i Carabinieri di Policoro.
La prima di rifiuti tossici (si era parlato allepoca
di cromoesavalente) che per lerosione della costa probabilmente
finirà in mare (contaminando in seguito il mare), la
seconda di terra derivante dai lavori di costruzione del parcheggio
del centro Enea (terra proveniente dal centro nucleare) ,la
terza (solo segnalata dai cittadini) in mare sotto il gabbiotto
Enea-Sogin costituita da ferraglia e pezzi di tubo che si
trovano sottacqua. Inoltre, la strada (tratturo pubblico)
che porta al mare, alla condotta e alla zona in questione
è chiuso da un cancello dai privati.
Lesordio del generale Jean che ha imparato dagli show
televisivi a creare audience sulla propria impopolarità,
ripresenta il sito unico cercando le simpatie del governatore
De Filippo, che però non trova (e che a suo buon dire
incontra Jean ai soli tavoli della traparenza). E allora ci
prova lamministratore delegato Sogin, Ing. Nucci, che,
lesina alla Basilicata 8 posti di lavoro destinati ai residenti.
Propone otto posti (i soliti) da netturbino nucleare (per
i residenti) da sponsorizzare magari tramite qualche amministratore
o partito. Moltiplicando 8 posti per i 6 comuni del Metapontino
fa 48, x 20 consiglieri fa 1160 x 10 partiti politici fa 11600.
I suoi posti possono generare 11600 domande e per un po
ci fa anche credere che risolverà la disoccupazione
al Sud. Ling Nucci riconosce anche con molta umiltà
che è difficile portare avanti unazienda come
la Sogin. Riteniamo che la sua professionalità, in
Basilicata, sia utile magari nellingegnerizzazione e
trasformazione di nuovi prodotti agricoli e che magari ben
volentieri invece della società nucleare ospitiamo
in Basilicata la Sogin Fruit, specializzata in nuovi succhi
bio, dalta qualità e non radioattivi. A
salutare lassemblea (penultimo appuntamento), dopo tre
anni di tavoli ce il consulente della regione
Massimo Scalia, che nel ringraziare i lucani per la consulenza
ricevuta (ben pagata dai lucani) ci consiglia il sito unico
come risoluzione ai problemi delle scorie. Bellinvestimento
questo Scalia, poteva dirlo prima, i lucani avrebbero risparmiato
fior di quattrini invitando le veline di striscia la notizia
(avrebbero fatto più bella figura).
Cerano anche due tipi, molto particolari, sembravano
appena usciti dalla Luiss, acconciature permettendo, che tutto
scrutavano e annotavano e secondo le leggi della fisica e
della matematica o di qualche scienza occulta dipingevano
su inchiostro i lucani
(di cui tanto aveva sentito parlare, ma che difficilmente
avevano potuto avvicinare). I due erano i discendenti delleffetto
Nimby ed ai quali avremmo volentieri insegnato come si zappa
la terra. Parla anche il sindaco di Rotondella (era ora) che
non vuole le barre dElk River ma che con altri sindaci
del nucleare italiano chiede il sito unico con la compiacenza
del generale Jean (forse faceva meglio a scegliere altri sindaci-compagni
meno nuclearisti), mentre lIng. Candelieri esaurisce
le sue spiegazioni tecniche richiamando i soliti documenti
agli atti (senza chiarire la storia del tubo) e avvalendosi
della facoltà di non rispondere (siamo ad un tavolo
della trasparenza).
LArpab (sotto richiesta) dichiara di voler pubblicare
i dati rilevati sulla radioattività ambientale (era
ora). Un gruppo di 28 associazioni sotto legida dellOLA
(Organizzazione Lucana Ambientalista) consegnavano invece
un documento a tutti i presenti sulla questione nucleare lucana.
Il documento chiedeva il rispetto delle leggi in materia di
sicurezza e pubblica incolumità, sicurezza per il decommissioning,
riconversione del centro nucleare in attività inerenti
allo sviluppo del territorio e nuovi tavoli della trasparenza.
La prossima volta il tavolo della trasparenza gradiremmo realizzarlo
nella palestra comunale di Rotondella, dove tutta la cittadinanza
possa partecipare, sicuramente i Lucani ringrazieranno (in
ottica di trasparenza).