Città
dei Bambini vittime dei conflitti: un ponte ideale verso il
Mediterraneo
La pace è
un bene universale che va salvaguardato attraverso la cultura
della vita, fonte di sviluppo e progresso per tutti i popoli.
Sarebbe meraviglioso se la nostra Basilicata diventasse officina
di pace ed esempio globale di modello di dialogo tra le diverse
culture. Il movimento Noscorie (pacifista per fede) propone
lallargamento ulteriore delliniziativa della città
dei bambini per la pace al resto della Val dAgri. Proponiamo
di utilizzare nel comune di Spinoso il Palazzo Ranone o altri
palazzi gentilizi del centro storico, che possono essere recuperati
e restaurati come centri di soggiorno e cura per le vittime
dei conflitti e come centro di aggregazione culturale per
i popoli del Mediterraneo. Lopera si realizzerebbe nella
splendida cornice del Lago del Pertusillo e del futuro parco
nazionale della Val dAgri che potrebbe diventare il
"parco della pace" tra i popoli.
Lintera
operazione può trovare immediata copertura finanziaria
in alternativa alla costruzione di un ponte sul Pertusillo
(concorso di idee con i fondi delle royalites del petrolio).
Lopera molto impattante, non può essere realizzata
in una zona sic-zps. provocherebbe un disastro paesaggistico
(per quanto eccellente possa essere larchitettura ),
danni alla fauna e alla flora, ulteriore inquinamento del
lago (utilizzato come bacino idropotabile). Linvestimento
a senso unico inoltre privilegerebbe qualche progettista e
qualche impresa, mentre nessun traffico stradale giustificherebbe
lopera. Una città dei bambini a Spinoso invece
oltre a far conoscere i luoghi ancora poco conosciuti di una
regione splendida creerebbe occupazione (temporanea per i
recuperi edilizi) e stabile nella gestione delle attività
sociali, oltre a rendere le sponde del lago famose in tutto
il mondo. La città della pace si snoderebbe quindi
da Scanzano (dove speriamo sorgano altre opere per la cura
e i soggiorni climatici), per passare da Sant'Arcangelo e
terminare a Spinoso, lungo tutto lAgri.
Per quanto riguarda
le miniere di salgemma, si riparte dal comune di Scanzano.
Va bene non fare campanilismo sulla pace come sostenuto dal
sindaco Jacobellis, ma il problema delle miniere di Terzo
Cavone va affrontato e risolto. Ormai i tempi sono maturi
per cambiare la destinazione di uso dellarea, e Terzo
Cavone può essere interessato da nuove forme di turismo
ambientale sostenibile e produttivo per la comunità,
dopo aver portato una cultura di pace bisogna ipotecare il
futuro della lobby nucleare e guardare ad un nuovo sviluppo
per il territorio. Noscorie ha già richiamato nei suoi
comunicati i sindaci del Metapontino ad essere attivi e a
non sonnecchiare sulla questione nucleare. Non tolleriamo
ipocrisie sulla questione ed esiste una linea sottile tra
responsabilità e complicità. Trisaia, Scanzano
e Calanchi possono diventare siti superficiali di scorie nucleari.
Il ministro Bersani sì è già espresso
per il sito unico di superficie (da decidere tra qualche anno)
e i rifiuti generati dallinutile riprocessamento allestero
non tarderanno a rientrare in Italia. Non servirebbe a nulla
creare le città della pace se i bambini sfuggiti dai
conflitti si ritrovassero in Basilicata in un cimitero di
scorie nucleari.