Sono
trascorsi circa quattro mesi dall'ultimo Tavolo della Trasparenza
e sulla questione sicurezza nel Centro nucleare lucano e sulla
bonifica dei rifiuti nucleari è calato il silenzio. Piccoli
sprazzi di informazione garantiti dagli organi di stampa dove
non si evince cosa si stia facendo nel Centro Nucleare della
Trisaia.
Perché
i nuovi responsabili del Cda Sogin non si pronunciano in merito
alle attività di decommissioning? Ci sono molti interrogativi
e problemi lasciati dalla vecchia gestione, come gli incidenti
e i malfunzionamenti, gli appalti eseguiti da ditte (di cui
non si conoscono i nomi) che hanno lasciato seguiti (come
la condotta contaminata a mare trattata come una condotta
di irrigazione e l'incidente alla fossa irreversibile). A
che punto è la bonifica della fossa irreversibile,
o meglio cosa si sta facendo per tutelare la sicurezza e l'incolumità
delle popolazioni dai rifiuti pericolosi presenti nell'Itrec
(vedi liquidi ad alta attività). Perchè i ritardi
si sommano agli incidenti? Nell'attesa del Piano di Emergenza
esterno - promesso dalla Prefettura - a che punto sono i controlli
e il monitoraggio del territorio della regione tramite l'Arpab?
Dove sono i dati delle analisi promessi da oltre un anno nei
vari Tavoli della Trasparenza che dovevano essere resi pubblici
anche tramite internet? Perché sul sito regionale Basilicatanet.it
attivo sulla questione nucleare non sono più visibili
alcuni documenti (vedi ultimi due Tavoli della Trasparenza)?
Il decommissioning infinito fa forse parte di una strategia
di economia aziendale, ossia più tempo passa più
guadagna l'impresa? Se così è, passeranno ancora
quindici anni per sistemare in sicurezza la Trisaia? Abbiamo
già sperperato tanto denaro utile per mandare a riprocessare
il combustibile delle centrali all'Estero. Questo comporterà
l'aumento dei rifiuti in venti volte la pericolosità
e la quantità; si recupererà plutonio utile
solo per fabbricare armi e tra 10-15 anni le nuove scorie
create dovranno tornare in Italia in un ipotetico deposito
unico così come vorrebbe il nuovo partito trasversale
del nucleare.
I sindaci del
comprensorio, molto attivi nel chiedere solo compensazioni
perché non fanno sentire la propria voce per la questione
delle barre di Elk River, affinchè siano restituite
agli Stati Uniti d'America e per tutelare la salute e l'incolumità
pubblica? Perchè non chiedono una riconversione del
Centro della Trisaia in facoltà universitarie? Riteniamo
che anche il Metapontino ha diritto alla sua facoltà
(non solo Matera). Perchè non chiedono a gran voce
che il Tavolo della Trasparenza si svolga nei comuni interessati
dove esistono i problemi affinché siano risolti con
determinazione? Ci colpisce il loro silenzio su questioni
molto gravi che minacciano la salute dei cittadini e l'economia
della zona. Non saranno certo i nuovi partiti o nuove strategiche
alleanze a salvaguardare il territorio. A breve i raccolti
saranno pronti sui campi, la stagione estiva deve iniziare
per i turisti e viviamo con i dubbi, le incertezze sulla sicurezza
nucleare e le discariche di rifiuti tossici sullo Jonio. Quale
tutela dell'ambiente, del territorio e della salute pubblica
possono garantirci le Istituzioni in una simile situazione?