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[Data di pubblicazione: 24/04/2007]
 
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  > SILENZIO NUCLEARE, LE DOMANDE NON RISPOSTE
> di Movimento No Scorie Trisaia
 
     
     

Sono trascorsi circa quattro mesi dall'ultimo Tavolo della Trasparenza e sulla questione sicurezza nel Centro nucleare lucano e sulla bonifica dei rifiuti nucleari è calato il silenzio. Piccoli sprazzi di informazione garantiti dagli organi di stampa dove non si evince cosa si stia facendo nel Centro Nucleare della Trisaia.

Perché i nuovi responsabili del Cda Sogin non si pronunciano in merito alle attività di decommissioning? Ci sono molti interrogativi e problemi lasciati dalla vecchia gestione, come gli incidenti e i malfunzionamenti, gli appalti eseguiti da ditte (di cui non si conoscono i nomi) che hanno lasciato seguiti (come la condotta contaminata a mare trattata come una condotta di irrigazione e l'incidente alla fossa irreversibile). A che punto è la bonifica della fossa irreversibile, o meglio cosa si sta facendo per tutelare la sicurezza e l'incolumità delle popolazioni dai rifiuti pericolosi presenti nell'Itrec (vedi liquidi ad alta attività). Perchè i ritardi si sommano agli incidenti? Nell'attesa del Piano di Emergenza esterno - promesso dalla Prefettura - a che punto sono i controlli e il monitoraggio del territorio della regione tramite l'Arpab? Dove sono i dati delle analisi promessi da oltre un anno nei vari Tavoli della Trasparenza che dovevano essere resi pubblici anche tramite internet? Perché sul sito regionale Basilicatanet.it attivo sulla questione nucleare non sono più visibili alcuni documenti (vedi ultimi due Tavoli della Trasparenza)? Il decommissioning infinito fa forse parte di una strategia di economia aziendale, ossia più tempo passa più guadagna l'impresa? Se così è, passeranno ancora quindici anni per sistemare in sicurezza la Trisaia? Abbiamo già sperperato tanto denaro utile per mandare a riprocessare il combustibile delle centrali all'Estero. Questo comporterà l'aumento dei rifiuti in venti volte la pericolosità e la quantità; si recupererà plutonio utile solo per fabbricare armi e tra 10-15 anni le nuove scorie create dovranno tornare in Italia in un ipotetico deposito unico così come vorrebbe il nuovo partito trasversale del nucleare.

I sindaci del comprensorio, molto attivi nel chiedere solo compensazioni perché non fanno sentire la propria voce per la questione delle barre di Elk River, affinchè siano restituite agli Stati Uniti d'America e per tutelare la salute e l'incolumità pubblica? Perchè non chiedono una riconversione del Centro della Trisaia in facoltà universitarie? Riteniamo che anche il Metapontino ha diritto alla sua facoltà (non solo Matera). Perchè non chiedono a gran voce che il Tavolo della Trasparenza si svolga nei comuni interessati dove esistono i problemi affinché siano risolti con determinazione? Ci colpisce il loro silenzio su questioni molto gravi che minacciano la salute dei cittadini e l'economia della zona. Non saranno certo i nuovi partiti o nuove strategiche alleanze a salvaguardare il territorio. A breve i raccolti saranno pronti sui campi, la stagione estiva deve iniziare per i turisti e viviamo con i dubbi, le incertezze sulla sicurezza nucleare e le discariche di rifiuti tossici sullo Jonio. Quale tutela dell'ambiente, del territorio e della salute pubblica possono garantirci le Istituzioni in una simile situazione?


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it