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[Data di pubblicazione: 10/05/2007]
 
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Il presidente del gruppo di Alleanza nazionale in Consiglio regionale, Egidio Digilio, ha presentato un'interrogazione in merito al problema delle scorie nucleari ancora presenti sul territorio lucano. Digilio ricorda che "è stato siglato ieri tra la Sogin e la società francese Areva un accordo per il ritrattamento del combustibile irraggiato in Francia che, a partire dal 2015, prevederà l'invio in Francia di circa 235 tonnellate di combustibile irraggiato (gran parte ancora a Caorso) e il suo ritorno in Italia sotto forma di scorie vetrificate".

Digilio sottolinea, quindi, che "il piano di ritrattamento di combustibile irraggiato (o "riprocessamento") era stato abbandonato dal primo Governo Prodi nel 1999 a favore dello stoccaggio a secco, prassi prevalente nel mondo, meno rischiosa e meno costosa". L'esponente di An afferma, inoltre, che "il combustibile proveniente dal reattore statunitense Elk River (ossidi misti uranio-torio) rimarrà nello stablimento Enea della Trisaia di Rotondella e che non si sa ancora che destinazione possa mai avere, nonostante, in più occasioni, sia stato riferito dalla Presidenza della Giunta e nel corso di riunioni del Tavolo della Trasparenza, che il combustibile sia di proprietà statunitense e che la responsabilità della sua gestione per la sistemazione è stata rifiutata dagli Usa".

Tutto ciò premesso, il consigliere Digilio chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere "quali iniziative intende adottare nei confronti del Governo Prodi e, quindi, dei Ministri competenti e dei dirigenti della Sogin per dare una soluzione definitiva ed in tempi ragionevoli all'allontanamento delle barre di uranio dalla Trisaia di Rotondella e per la messa in sicurezza dell'impianto e, di conseguenza, dell'area circostante e per sapere in base a quali motivazioni pseudoscientifiche la Trisaia è stata esclusa dall'operazione della Sogin".


 
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