Il presidente
del gruppo di Alleanza nazionale in Consiglio regionale, Egidio
Digilio, ha presentato un'interrogazione in merito al problema
delle scorie nucleari ancora presenti sul territorio lucano.
Digilio ricorda che "è stato siglato ieri tra
la Sogin e la società francese Areva un accordo per
il ritrattamento del combustibile irraggiato in Francia che,
a partire dal 2015, prevederà l'invio in Francia di
circa 235 tonnellate di combustibile irraggiato (gran parte
ancora a Caorso) e il suo ritorno in Italia sotto forma di
scorie vetrificate".
Digilio sottolinea, quindi, che "il piano di ritrattamento
di combustibile irraggiato (o "riprocessamento")
era stato abbandonato dal primo Governo Prodi nel 1999 a favore
dello stoccaggio a secco, prassi prevalente nel mondo, meno
rischiosa e meno costosa". L'esponente di An afferma,
inoltre, che "il combustibile proveniente dal reattore
statunitense Elk River (ossidi misti uranio-torio) rimarrà
nello stablimento Enea della Trisaia di Rotondella e che non
si sa ancora che destinazione possa mai avere, nonostante,
in più occasioni, sia stato riferito dalla Presidenza
della Giunta e nel corso di riunioni del Tavolo della Trasparenza,
che il combustibile sia di proprietà statunitense e
che la responsabilità della sua gestione per la sistemazione
è stata rifiutata dagli Usa".
Tutto ciò premesso, il consigliere Digilio chiede di
interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere
"quali iniziative intende adottare nei confronti del
Governo Prodi e, quindi, dei Ministri competenti e dei dirigenti
della Sogin per dare una soluzione definitiva ed in tempi
ragionevoli all'allontanamento delle barre di uranio dalla
Trisaia di Rotondella e per la messa in sicurezza dell'impianto
e, di conseguenza, dell'area circostante e per sapere in base
a quali motivazioni pseudoscientifiche la Trisaia è
stata esclusa dall'operazione della Sogin".