Saranno trattate in Francia in modo da separare i materiali
riutilizzabili dalle sostanze ad alta attivita', le 235 tonnellate
di scorie nucleari provenienti dalle ex centrali di Caorso,
Trino e Garigliano. Nello stabilimento di La Hague, in Normandia,
i residui subiranno innanzitutto un processo di frammentazione;
quindi saranno disciolte in una soluzione acida e la soluzione
sara' trattata ulteriormente in modo da separare i materiali
riutilizzabili, vale a dire plutonio e uranio, da quelli ad
alta attivita', che decadono in un tempo lunghissimo, pari
a migliaia di anni. La parte riutilizzabile costituisce la
grande maggioranza delle scorie, fino 97%, e puo' essere nuovamente
impiegata nelle centrali nucleari come combustibile fresco.
Le scorie ad alta attivita' costituiscono il restante 3% e
saranno queste a tornare in Italia nel 2025, si apprende da
fonti dell' Associazione Italiana Nucleare. Le scorie radioattive
saranno distribuite in colonne di vetro alte 1,40 metri e
dal diametro di 45 centimetri. Le colonne saranno inglobate
in contenitori di acciaio inossidabile e a loro volta i contenitori
saranno chiusi in 21 cilindri dalle pareti spesse da 30 a
40 centimetri, alti cinque metri e dal diametro di 2,5 metri.
I cilindri potranno quindi essere immagazzinati in depositi
geologici. L'Italia ha quindi tempo fino al 2025, data prevista
per il rientro delle scorie vetrificate, per individuare un
sito. Tuttavia e' anche possibile che le scorie non restino
in Italia, considerando che una raccomandazione della Commissione
Europea prevede la realizzazione di siti multinazionali sul
territorio europeo. [ANSA]