Dopo l'ex governo
Berlusconi e l'ex ministro Marzano, è la volta dell'attuale
ministro dello Sviluppo Economico, Bersani (che già
voleva le scorie in Basilicata con la Giunta Dinardo) che
ha dichiarato di recente l'intenzione di realizzare il sito
unico ingegneristico nazionale ove allocare il deposito per
le scorie radioattive. Per la sua costruzione incontrerà
i rappresentanti delle Regioni e, nel caso che tali consultazioni
non portino ad un "auspicato" consenso locale, il
ministro Bersani ha dichiarato che vi provvederà il
Governo con poteri straordinari, così come dimostra
la recente vicenda della discarica a Serre (Sa).
I lucani, dopo
la vicenda di Scanzano, chiedono che il Governo regionale,
il Consiglio Regionale, le Province e i Comuni della Basilicata
dichiarino subito, non solo la loro netta contrarietà
alla realizzazione del deposito unico nazionale ingegneristico
per le scorie nucleari ma che in nessun modo la Basilicata
può essere interessata ad ospitare rifiuti radioattivi.
Il Movimento Pacifista Antinucleare Noscorie Trisaia, facente
parte del Coordinamento OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista)
chiede ai sindaci del Metapontino e dell'area dei Calanchi
di convocare con urgenza i propri Consigli Comunali per dichiarare
un "preventivo NO" alle richieste del ministro Bersani,
con la dichiarazione di indisponibilità ad ospitare
un sito ed un deposito unico ingegneristico o di qualsiasi
impianto nucleare.
I parlamentari
lucani, ed in particolare i sottosegretari Bubbico, D'Andrea
e Lettieri quali componenti del Governo, facciano sentire
subito la propria voce ed esprimano una netta contrarietà
all'intenzione di realizzare il deposito unico per le scorie
nucleari in Italia da allocare in un sito ingegneristico,
attuando invece la messa in sicurezza dei siti nucleari italiani
per i quali i cittadini italiani contribuiscono attraverso
la bolletta Enel.
Nel chiedere
la restituzione delle barre di Elk River ai legittimi proprietari
del Governo USA ed ancora presso il Centro Enea-Sogin della
Trisaia di Rotondella (Mt), Noscorie Trisaia chiede di riconvertire
le attività del Centro Trisaia in attività universitarie.
Prima di trovarsi di fronte ad un nuovo "decreto legge"
d'urgenza e all'emergenza nucleare creata da un possibile
ritrovamento dei rifiuti radioattivi di cui le dichiarazioni
del pentito di mafia, è necessario che l'area dei Calanchi
Lucani diventino subito parco naturale regionale e le miniere
di salgemma di Scanzano siano definitivamente chiuse.
I movimenti
antinucleari, le associazioni ed i cittadini vigileranno sul
comportamento e sugli atti di ogni consigliere, sindaco e
presidente. E', infatti, diventato troppo facile, dopo esser
saliti sul "carro di Scanzano", nascondersi dietro
la politica, le tessere di partito e gli interessi delle lobby
nucleari e di quelle dello smaltimento dei rifiuti che intendo
asservire il territorio lucano ai loro affari.