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[Data di pubblicazione: 06/06/2007]
 
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> di Movimento No Scorie Trisaia
 
     
     

In occasione della visita del presidente americano George W. Bush, prevista per il giorno 9 giugno in Italia, chiediamo al Governo Italiano ed al presidente del Consiglio, Romano Prodi, di mettere in agenda la questione delle barre nucleari di Elk River, custodite presso il centro Sogin della Trisaia di Rotondella (Mt). Le barre in oggetto arrivarono in Italia negli anni Sessanta con un contratto di lavorazione e riprocessamento del ciclo uranio-torio, a seguito del quale fu costruito un impianto negli anni Settanta che ha contribuito ad aumentare i rifiuti nel sito di Trisaia. Tali rifiuti ancora oggi sono in attesa di essere sistemati in sicurezza. Il contratto che Usa ed Italia firmarono stabiliva che la proprietà del combustibile rimaneva del paese committente (nello specifico, gli Usa). Il Centro della Trisaia è il secondo in Italia per pericolosità a causa dei liquidi ad alta attività creati con il riprocessamento di 20 delle 84 barre di Elk River (liquidi ad alta attività nell'attesa di essere solidificati) e che costituiscono serio pericolo per le popolazioni dello Jonio.

C'è stata negli Stati uniti una causa legale sulla proprietà delle barre, che il giudice americano Stanley Sporkin ha liquidato il dibattimento come questione di natura politica e diplomatica. La causa legale, a giudizio degli antinuclearisti americani, poteva essere vinta se l'Italia si fosse appellata alla Corte degli Stati Uniti, cosa che invece non ha fatto. Le barre in oggetto composte di ossidi misti di uranio e torio sono weapons grade (ossia di natura bellica), quindi utilizzabili per la fabbricazione di atomiche e bombe sporche. Le barre, inoltre, agli inizi del 2004, sembrava che dovessero tornare negli Usa dietro interessamento della Sogin e del generale Jean, per rientrare in un programma Usa di recupero di combustibile bellico ma, a distanza di sei mesi, lo stesso Jean ammise che il tentativo era fallito. L'Italia ha recentemente stipulato convenzioni con gli Usa per la ricerca nucleare destinando in finanziaria a discapito del sociale 4 miliardi di euro per la ricerca militare. Chiediamo pertanto di affrontare e risolvere definitivamente la questione nucleare lucana per liberare il sito della Trisaia dai rifiuti nucleari che non ci appartengono. Il sito della Trisaia è l'unico sito in Italia non interessato alle attività di riprocessamento del combustibile italiano all'estero, e l'unico ad avere materiale nucleare non italiano. Giorno 9 giugno una delegazione di Noscorie manifesterà pacificamente a Roma e chiederemo al Governo e al presidente americano di riprendersi le barre di Elk River, contro la costruzione di armi nucleari e per la pace nel Mediterraneo. Manifesteremo, inoltre, in piazza Eraclea a Policoro - sempre la mattina del 9 giugno - insieme ad altre associazioni e movimenti, chiedendo la restituzione delle barre di Elk River agli Stati Uniti, l'annosa sistemazione in sicurezza del Centro e la sua riconversione in Università per le energie rinnovabili al servizio dei popoli del Mediterraneo.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it