Dopo
l'Ici, la Tarsu e l'Irpef le famiglie italiane si accollano
un'altra tassa, quella del decomissioning nucleare. Ammontano
mediamente a circa 100 euro l'anno le spese che ogni famiglia
deve corrispondere tramite la bolletta elettrica al ministero
del Tesoro per finanziare le attività di decommissioning
svolte dalla Sogin Spa guidata da Tommaso Romano per mettere
in sicurezza i rifiuti nucleari italiani. Il calcolo è
stato effettuato sulla base di un consumo medio di energia elettrica
di una famiglia tipo di 4 persone, le cose ovviamente cambiano
per le imprese artigiane ed industriali: l'aliquota da corrispondere
sul consumo è in percentuale.
Come italiani
siamo abituati a pagare le tasse, e seppur a malincuore ad
alleggerire il nostro portafoglio per mantenere civilmente
le nostre comunità. Come cittadini gradiremmo sapere
comunque in maniera trasparente come sono spesi i nostri soldi,
e non ci garba affatto sapere che i soldi pagati per la spazzatura
saranno utilizzati per pagare debiti di natura diversi contratti
dalle amministrazioni per altri motivi (come accaduto nel
Comune di Policoro). Allo stesso modo non ci garba affatto
che i nostri soldi finanziano il business del decommissioning
nucleare da svolgere anche all'estero, vedi riprocessamento
e decommissioning russo .L'AD. Sogin in un'esplicita intervista
pubblicata nel sito di Scanziamo le scorie sembra avere ereditato
appieno dalla gestione Jean la passione per realizzare il
business del decommissioning, ossia il mondo è pieno
di rifiuti nucleari e con un sito unico (magari in Italia)
si possono fare grandi affari creando una grande azienda di
netturbini nucleari (senza offesa per i netturbini). A novembre
saranno trascorsi 4 anni da Scanzano e ancora continuiamo
a chiedere sicurezza per i rifiuti nucleari custoditi alla
Trisaia. Abbiamo avuto per risposta solo silenzi e no comment
(vedi dichiarazioni non rese dalla Sogin a precisi quesiti
nei tavoli della Trasparenza) e incidenti nucleari. Già
incidenti nucleari, quelli che tutti vogliono nascondere,
come vogliono nascondere che ancora l?uomo non è in
grado di progettare centrali nucleari che resistono ai terremoti
(vedi il Giappone) o agli Tsunami (come in India) ossia immersione
in acqua.
Abbiamo subito
nel Metapontino danni materiali, alla salute e soprattutto
allo sviluppo del territorio con il centro nucleare della
Trisaia e nessuna compensazione o meglio risarcimento danni
potrà alleviare. L'unico beneficio lo avremo, quando
i rifiuti nucleari saranno messi in sicurezza e quelli americani
saranno ritornati ai legittimi proprietari in America, il
centro allora sarà riconvertito in facoltà universitaria.
Nel frattempo i manager dell'opportunismo evitino di creare
gli effetti Pimby (ossia il contrario dell'effetto Nimby,)
in pratica sì nel mio giardino ma compensatemi (Nuovo
cavallo di troia delle Lobby), legati a fantasie malate delle
scuole di pensiero della comunicazione prezzolata. Un metodo
per drogare lentamente le amministrazioni con il solito piatto
di lenticchie per poi distruggerne le comunità con
gli effetti devastanti su salute, territorio e economia locale
creando solo emigrazione e spopolamento. Vogliamo sapere invece
che fine fanno i nostri 100 euro/annui pagati agli sportelli
delle poste italiane per il decommissioning.