In merito alle
operazioni di bonifica sui rifiuti tossici in agro di Pisticci
che partiranno a breve, come cittadini, vogliamo sapere dall'assessore
all'Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santorichirico,
dall'Arpab, dal Corpo Forestale dello Stato, dal Comune di
Pisticci e dagli altri Enti interessati:
1) Di fronte
a quale tipo di rifiuti ci troviamo;
2) La loro provenienza e l'esito delle indagini in corso;
3) L'ubicazione del luogo predisposto al loro smaltimento;
4) Se nelle operazioni di bonifica saranno interessati le
discariche di Tecnoparco o degli altri siti lucani, il nascente
sito di Corleto Perticara o peggio ancora il centro nucleare
Enea Sogin della Trisaia;
5) Se esiste, in base alla natura dei rifiuti rinvenuti, qualche
collegamento con i rifiuti radioattivi dell'inchiesta giudiziaria
partita dal pentito di mafia che vede coinvolti i dirigenti
del centro nucleare Enea Sogin della Trisaia;
6) A che punto sono le ricerche nelle coste della Cretagna
dei rifiuti radioattivi, in considerazione degli ultimi scavi
che si sono effettuati vicino ad un'azienda agricola.
Prima di accusarci
del "solito allarmismo" vogliamo ricordare ll'Ambiente
della Regione Basilicata, Vincenzo Santorichirico della Trasparenza
zero del governo regionale sull'emergenza nucleare di Trisaia
(fossa irreversibile) e delle politiche di tutela dell'ambiente
lucano che vede solo la crescita e lo sviluppo delle società
che smaltiscono rifiuti tossici. Troppe coincidenze (classiche
della Basilicata delle inchieste giudiziarie) si avvicendano
sulle inchieste che non arrivano mai alla fine, mentre si
cerca il consenso dei comuni (a lasciar che "il famoso
progresso" faccia il suo corso) con i soldi delle compensazioni
nucleari e delle royalites del petrolio (ad esempio il solito
"piatto di lenticchie" da elargire ai comuni di
Rotondella e Corleto Perticara).