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[Data di pubblicazione: 06/10/2007]
 
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La Trisaia di Rotondella, i suoi misteri e le necessità politiche di chiarezza. La Regione convochi subito il Tavolo della Trasparenza.

Le notizie apparse sulla stampa oggi, circa gli avvisi di garanzia per ex dirigenti dell’Enea ed esponenti della ‘ndrangheta, non ci esimono dal riflettere sul fatto che i collegamenti determinati oggi da alcune vicende giudiziarie, hanno in realtà radici antiche nella genesi degli eventi, pur non essendo tra loro, presumibilmente, direttamente collegati. Ma tutto torna a TRISAIA, il centro su cui indagava il giudice Nicola Maria Pace trasferito a suo tempo in una Procura del nord Italia e che ora, finalmente, trova nuovo respiro nelle indagini del PM della Direzione Distrettuale Antimafia, Francesco Basentini. Fare luce sulla vicenda TRISAIA e sulle implicazioni che quest’angolo di territorio può aver avuto, direttamente e indirettamente, su vicende di portata molto ampia, è ormai una necessità inderogabile per i cittadini lucani che, tutti insieme, nell’autunno 2003, si mobilitarono con una determinazione senza precedenti contro la scelta del Governo di creare un sito unico per lo stoccaggio delle scorie nucleari nel metapontino. Quegli stessi cittadini, che stanno ancora attendendo la verità circa le notizie pubblicate nel reportage del settimanale “L’Espresso” sui traffici di rifiuti radioattivi che partivano proprio dalla Basilicata, esigono ora la ricostruzione di tutto quanto è accaduto fino ad oggi in quel centro dei misteri che è stata la TRISAIA di Rotondella al cui interno vi sono ancora da fare le attività per il decommissioning.

A tale proposito sarebbe decoroso, da parte dell’Assessore Regionale Santochirico, convocare il Tavolo della Trasparenza presso la Regione Basilicata che è diventato ormai urgente e inderogabile. Sono stati stanziati anche cospicui fondi pubbici per il supporto alle attività di decommissioning (il decommissioning vero è proprio è affidato ad un altro “luogo dei misteri”, che è la società SOGIN) che saranno gestite dalla Provincia di Matera e dal Comune di Rotondella (come? Su questo aspetto tecnico sarebbe interessante entrare nel merito). Il Tavolo della Trasparenza, utile strumento anche per una riflessione congiunta tra parti sociali, associazioni ed istituzioni, dovrebbe essere convocato mediamente ogni 3 mesi. Spiace dirlo, ma ora non lo si convoca dal dicembre 2006, da quando era assessore regionale Gianni Rondinone. Aspettare ancora è chiaro sintomo di una incapacità a determinare una partecipazione, che pure non dovrebbe essere limitata ai momenti ufficiali determinati univocamente e a senso unico dalle istituzioni.

O la politica cerca una via di uscita condivisa e partecipata, oppure diventerà vittima di se stessa. La questione del centro TRISAIA di Rotondella, che ancora conserva materiale radioattivo americano, rappresenta uno dei luoghi dove la politica ha latitato (ove non sia stata connivente) per troppo tempo rispetto alle vicende, numerose, che da quell’epicentro si sono estese ai luoghi vicini (con i numerosi morti per patologie oncologiche) e a quelli più lontani (come la Somalia e l’Iraq da quanto emergerebbe dalle inchieste giudiziarie che finalmente hanno fatto un passo avanti). Auspichiamo una seria riflessione della politica e un tempo rapido per le indagini in corso.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it