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[Data di pubblicazione: 06/10/2007]
 
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  > ANNOZERO IN BASILICATA PER IL MONITORAGGIO AMBIENTALE SUL CICLO DEI RIFIUTI
> di Movimento NoScorie Trisaia
 
     
     

Dopo il recente blocco dei lavori di bonifica dei rifiuti tossici di contrada Lavandaio in agro di Pisticci, restiamo allibiti su come gli Enti procedano alla gestione dei siti inquinati. Le nostre domande poste prima dello stop ai lavori da parte dell'Autorità giudiziaria - appena dopo un giorno - restano senza risposta (che tipo di rifiuti vi sono? Dove saranno smaltite le scorie tossiche?). Nessuno vuole, forse, porsi questo problema? Forse per procurare un nuovo allarme che sfoci in uno stato di emergenza rifiuti tossici e radioattivi?

Nonostante avessimo posto queste domande, solo l'intervento del NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri) - al quale va il nostro ringraziamento - ha bloccato i lavori su segnalazione dei Vigili del Fuoco. Pertanto denuncianciamo ancora una volta come in Basilicata si procede con approssimazione su una materia molto delicata e quando si sarebbe dovuto procedere prima e non dopo alla "caratterizzazione" del sito contaminato (sulla stampa locale si evidenzia solo che non si tratta di rifiuti radioattivi?). No Scorie Trisaia attende da tre anni il monitoraggio sulle matrici ambientali e alimentari intorno al Centro nucleare di Trisaia, senza ottenere pubblicamente i dati così come richiesto nei Tavoli della Trasparenza (bollettini sulla Trisaia e dati sui siti internet). Nell'attesa che sia convocato con urgenza l'incontro del Tavolo della Trasparenza per conoscere lo stato del decommissioning, No Scorie Trisaia, chiede all'assessore regionale all'Ambiente, Vincenzo Santochirico, quali siano le azioni che la Regione intende attuare per tutelare la salute pubblica e l'ambiente per la presenza sul territorio regionale di numerosi siti inquinati.

No Scorie ritiene che gli Uffici Comunali e la Polizia Municipale potrebbero essere delegati anche alla tutela dell'ambiente dotando il personale di strumenti idonei (non solo autovelox) ed attraverso una formazione in stretta relazione con laboratori ed università competenti con la supervisione di strutture controllo. L'occasione potrebbe essere colta dalla Provincia di Matera che, utilizzando i cosiddetti fondi per i risarcimenti nucleari (volgarmente chiamate compensazioni) potrebbe assieme ai comuni attivare un monitoraggio ambientale tramite tecniche innovative e poco costose quali il biomonitoraggio che già altri stati europei effettuano. Attrezzare inoltre tutti i Comuni della provincia di apparecchiature e strumenti di controllo per le attività di monitoraggio sul territorio. Per tutelare l'ambiente si parte, infatti, generalmente dal problema e poi si studia la soluzione ottimizzando le risorse. Gli Enti terzi per l'ambiente (non per colpa loro) seguono invece un percorso più lungo e tortuoso per organizzazione, distanze e costi che purtroppo portano la Basilicata "all'anno zero per monitoraggio del ciclo dei rifiuti".

No Scorie Trisaia auspica pertanto che il massimo Ente Regionale abbandoni l'approssimazione e pianifichi le operazioni di bonifica prevenendo con il principio "chi inquina paga" ogni forma di futuro inquinamento del territorio Lucano che vede una massiccia presenza delle multinazionali del petrolio e della chimica che sono notoriamente imprese che producono una grande quantità di rifiuti tossici e nocivi.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it