Dopo
il recente blocco dei lavori di bonifica dei rifiuti tossici
di contrada Lavandaio in agro di Pisticci, restiamo allibiti
su come gli Enti procedano alla gestione dei siti inquinati.
Le nostre domande poste prima dello stop ai lavori da parte
dell'Autorità giudiziaria - appena dopo un giorno - restano
senza risposta (che tipo di rifiuti vi sono? Dove saranno smaltite
le scorie tossiche?). Nessuno vuole, forse, porsi questo problema?
Forse per procurare un nuovo allarme che sfoci in uno stato
di emergenza rifiuti tossici e radioattivi?
Nonostante avessimo
posto queste domande, solo l'intervento del NOE (Nucleo Operativo
Ecologico dei Carabinieri) - al quale va il nostro ringraziamento
- ha bloccato i lavori su segnalazione dei Vigili del Fuoco.
Pertanto denuncianciamo ancora una volta come in Basilicata
si procede con approssimazione su una materia molto delicata
e quando si sarebbe dovuto procedere prima e non dopo alla
"caratterizzazione" del sito contaminato (sulla
stampa locale si evidenzia solo che non si tratta di rifiuti
radioattivi?). No Scorie Trisaia attende da tre anni il monitoraggio
sulle matrici ambientali e alimentari intorno al Centro nucleare
di Trisaia, senza ottenere pubblicamente i dati così
come richiesto nei Tavoli della Trasparenza (bollettini sulla
Trisaia e dati sui siti internet). Nell'attesa che sia convocato
con urgenza l'incontro del Tavolo della Trasparenza per conoscere
lo stato del decommissioning, No Scorie Trisaia, chiede all'assessore
regionale all'Ambiente, Vincenzo Santochirico, quali siano
le azioni che la Regione intende attuare per tutelare la salute
pubblica e l'ambiente per la presenza sul territorio regionale
di numerosi siti inquinati.
No Scorie ritiene
che gli Uffici Comunali e la Polizia Municipale potrebbero
essere delegati anche alla tutela dell'ambiente dotando il
personale di strumenti idonei (non solo autovelox) ed attraverso
una formazione in stretta relazione con laboratori ed università
competenti con la supervisione di strutture controllo. L'occasione
potrebbe essere colta dalla Provincia di Matera che, utilizzando
i cosiddetti fondi per i risarcimenti nucleari (volgarmente
chiamate compensazioni) potrebbe assieme ai comuni attivare
un monitoraggio ambientale tramite tecniche innovative e poco
costose quali il biomonitoraggio che già altri stati
europei effettuano. Attrezzare inoltre tutti i Comuni della
provincia di apparecchiature e strumenti di controllo per
le attività di monitoraggio sul territorio. Per tutelare
l'ambiente si parte, infatti, generalmente dal problema e
poi si studia la soluzione ottimizzando le risorse. Gli Enti
terzi per l'ambiente (non per colpa loro) seguono invece un
percorso più lungo e tortuoso per organizzazione, distanze
e costi che purtroppo portano la Basilicata "all'anno
zero per monitoraggio del ciclo dei rifiuti".
No Scorie Trisaia
auspica pertanto che il massimo Ente Regionale abbandoni l'approssimazione
e pianifichi le operazioni di bonifica prevenendo con il principio
"chi inquina paga" ogni forma di futuro inquinamento
del territorio Lucano che vede una massiccia presenza delle
multinazionali del petrolio e della chimica che sono notoriamente
imprese che producono una grande quantità di rifiuti
tossici e nocivi.