SENZA SITO
UNICO 20 DEPOSITI IN 11 REGIONI, TUTTI INADEGUATI
La quantità di rifiuti nucleare da trattare ammonta
a circa 90mila metri cubi e se non si individuasse un sito
unico, e rimanesse inalterata la situazione attuale, si avrebbero
oltre 20 siti di deposito a lungo termine sparsi in 11 regioni
italiane. E' proprio per questo che si ritiene "essenziale
la realizzazione di un deposito nazionale" unico, che
consentirebbe sia lo smantellamento in tempi certi e contenuti
degli impianti di ricerca e delle centrali elettronucleari
dismesse, sia la sistemazione in sicurezza dei rifiuti. Si
tratta di scorie di II e III categoria: le prime decadono
in un periodo di tempo variabile tra alcune decine e alcune
centinaia d'anni, le seconde in alcune millenni e sul totale
nazionale da trattare rappresentano circa il 5%. E' quanto
emerge dai documenti presentati oggi durante l'incontro tra
ministero dello Sviluppo e Regioni.
SCORIE, LE QUANTITA' - La quantità rifiuti radioattivi
da gestire è pari a circa 90mila metri cubi. In particolare
25 mila metri cubi sono quelli attuali già stoccati
nei siti presenti sul territorio nazionale; altri 65 mila
proverranno dallo smaltimento degli impianti nucleari di ricerca
e delle centrali elettronucleari dismesse. A questi di aggiunge
una produzione media annuale da usi medici e industriali di
circa mille metri cubi l'anno.
IN QUADRO ATTUALE - E' presente un deposito temporaneo
di rifiuti radioattivi negli attuali siti nucleari e sono
stati effettuati interventi per garantire, ove possibile,
all'interno di ciascun sito il contenimento del materiale
radioattivo esistente in attesa che maturi una scelta diversa.
Da una situazione di questo tipo, deriverebbero oltre 20 siti
di deposito in 11 regioni. Questo comporterebbe numerosi inconvenienti,
perché i siti esistenti non sono stati progettati per
uno stoccaggio di medio-lungo periodo e dovrebbero essere
realizzare infrastrutture ex novo. Inoltre resterebbe aperto
il problema della destinazione dei rifiuti radioattivi collocati
all'estero e che rientreranno in Italia tra il 2020 e il 2025,
né si potrebbero smaltire i rifiuti provenienti da
attività mediche e industriali.
CARATTERISTICHE DEL DEPOSITO NAZIONALE - L'obiettivo
è realizzare una struttura di superficie o subsuperficie
e di tipo reversibile, dove collocare in via definitiva scorie
di II categoria e, in via temporanea, di III categoria in
attesa di un deposito definitivo anche per questo tipo di
rifiuti. La soluzione del sito unico è stata ampiamente
adottata da tutti i paesi industrializzati ed è la
strada scelta da tutti i paesi europei.
DA SITO TRADIZIONALE A CENTRO SERVIZI - L'idea del
governo non è quella di realizzare un centro di stoccaggio
scorie tradizionale, ma un centro servizi di alto livello,
che sia anche un punto di riferimento per la ricerca, la formazione
ad alto livello e i servizi ad alta tecnologia nel settore
nucleare.