LINK
 
[Data di pubblicazione: 12/10/2007]
 
  > Home
> Nucleare
  > 90MILA METRI CUBI DI SCORIE DA TRATTARE
> di ANSA
 
     
     

SENZA SITO UNICO 20 DEPOSITI IN 11 REGIONI, TUTTI INADEGUATI

La quantità di rifiuti nucleare da trattare ammonta a circa 90mila metri cubi e se non si individuasse un sito unico, e rimanesse inalterata la situazione attuale, si avrebbero oltre 20 siti di deposito a lungo termine sparsi in 11 regioni italiane. E' proprio per questo che si ritiene "essenziale la realizzazione di un deposito nazionale" unico, che consentirebbe sia lo smantellamento in tempi certi e contenuti degli impianti di ricerca e delle centrali elettronucleari dismesse, sia la sistemazione in sicurezza dei rifiuti. Si tratta di scorie di II e III categoria: le prime decadono in un periodo di tempo variabile tra alcune decine e alcune centinaia d'anni, le seconde in alcune millenni e sul totale nazionale da trattare rappresentano circa il 5%. E' quanto emerge dai documenti presentati oggi durante l'incontro tra ministero dello Sviluppo e Regioni.

SCORIE, LE QUANTITA' - La quantità rifiuti radioattivi da gestire è pari a circa 90mila metri cubi. In particolare 25 mila metri cubi sono quelli attuali già stoccati nei siti presenti sul territorio nazionale; altri 65 mila proverranno dallo smaltimento degli impianti nucleari di ricerca e delle centrali elettronucleari dismesse. A questi di aggiunge una produzione media annuale da usi medici e industriali di circa mille metri cubi l'anno.

IN QUADRO ATTUALE - E' presente un deposito temporaneo di rifiuti radioattivi negli attuali siti nucleari e sono stati effettuati interventi per garantire, ove possibile, all'interno di ciascun sito il contenimento del materiale radioattivo esistente in attesa che maturi una scelta diversa. Da una situazione di questo tipo, deriverebbero oltre 20 siti di deposito in 11 regioni. Questo comporterebbe numerosi inconvenienti, perché i siti esistenti non sono stati progettati per uno stoccaggio di medio-lungo periodo e dovrebbero essere realizzare infrastrutture ex novo. Inoltre resterebbe aperto il problema della destinazione dei rifiuti radioattivi collocati all'estero e che rientreranno in Italia tra il 2020 e il 2025, né si potrebbero smaltire i rifiuti provenienti da attività mediche e industriali.

CARATTERISTICHE DEL DEPOSITO NAZIONALE - L'obiettivo è realizzare una struttura di superficie o subsuperficie e di tipo reversibile, dove collocare in via definitiva scorie di II categoria e, in via temporanea, di III categoria in attesa di un deposito definitivo anche per questo tipo di rifiuti. La soluzione del sito unico è stata ampiamente adottata da tutti i paesi industrializzati ed è la strada scelta da tutti i paesi europei.

DA SITO TRADIZIONALE A CENTRO SERVIZI - L'idea del governo non è quella di realizzare un centro di stoccaggio scorie tradizionale, ma un centro servizi di alto livello, che sia anche un punto di riferimento per la ricerca, la formazione ad alto livello e i servizi ad alta tecnologia nel settore nucleare.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it