Venti anni fa
lottanta per cento del popolo italiano votò con
un referendum l'uscita dal nucleare. Se a quel tempo la scelta
fu influenzata anche dalla tragedia di Chernobyl, oggi sempre
più si dimostra intelligente e giustificata dai fatti.
Sulla
spinta emotiva dell'aumento del prezzo del petrolio, dell'imminente
suo "picco", e dei mutamenti climatici, viene avanti
il ripensamento sul possibile utilizzo del nucleare, come
lunica misura che dà la disponibilità
illimitata di energia e insieme assicura la riduzione di anidride
carbonica in atmosfera. E' un miraggio anche accreditato con
leggerezza da politici con primarie responsabilità
istituzionali. Volutamente si tace il problema dello smaltimento
delle scorie (un altro velenoso regalo che vogliamo lasciare
alle prossime generazioni?), ed il relativo costo, che unito
a quello del pericoloso smantellamento delle centrali, rende
antieconomico il kwh prodotto. Anche questo viene colpevolmente
tenuto nascosto.
Chi ipotizza
il nucleare come soluzione al problema energetico ci vuol
dire con esattezza, oggi e non tra trent'anni, dove saranno
smaltite le scorie? Con questi costi, già da venti
anni negli U.S.A. gli investitori privati rifiutano di costruire
centrali nucleari. Ogni onere dovrebbe essere quindi assunto
a carico della collettività. Illusoria è quindi
l'ipotesi del nucleare come soluzione al problema di carenza
energetica, e studi accreditati dimostrano che il picco delluranio
è più imminente di quello del petrolio. Insomma,
c'è meno uranio che petrolio! E allora: il nucleare
costa moltissimo, non risolve la richiesta di fabbisogno energetico,
si porta dietro il problema ancora irrisolvibile dello smaltimento
delle scorie. La ricerca è impegnata a trovare soluzioni
alternative, innanzitutto nelle fonti rinnovabili, in primo
luogo il SOLE che per i prossimi cinque milioni di anni continuerà
a fornirci energia. Sul nostro paese ne giunge l'equivalente
di 300 miliardi di barili di petrolio l'anno. Tacere
queste informazioni è una grave responsabilità
verso il Paese e la stessa Democrazia.
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