La scelta
del nucleare per il PdL è una scelta, esclusivamente, economica.
Il ministro per i rapporti con le Regioni, il pugliese Fitto,
è stato in proposito chiaro. Fitto vede lItalia indietro
di 30 anni sul nucleare. Mentre alcuni governatori delle Regioni,
in modo trasversale dalla Sicilia al Veneto, sono in parte favorevoli
ed in parte sfavorevoli ad un ritorno al nucleare, nessuno (ribadiamo
nessuno) dei governatori delle regioni favorevoli al nucleare
ha candidato la propria regione per ospitare il deposito nazionale
di scorie nucleari che rappresenta a detta del ministro
Scajola - il primo passo da compiere per far ripartire le centrali
nucleari in Italia.
Mentre il governatore
lucano De Filippo ancora non si è espresso in merito,
i consiglieri regionali della Basilicata, sollecitati da NoScorie
Trisaia, restano assenti o su posizioni ambiguamente attendistiche
sulla questione. La lobby nucleare, prima delle centrali, vuole
realizzare il deposito e soprattutto vuole i soldi per continuare
ad investire nel settore. Nessun privato investirebbe in energia
nucleare perché non è conveniente. Il voto dei
parlamentari può quindi sbloccare fondi pubblici che
nessuno investirebbe in unenergia costosa e pericolosa.
Nel frattempo
la riduzione della bolletta elettrica con il nucleare resta
solo pura pubblicità e uno specchietto per le allodole.
Da quattro anni dalla mobilitazione pacifica contro il deposito
nucleare a Scanzano Jonico, la classe politica lucana, con gli
attuali parlamentari del PdL, non ha fatto nulla per far liberare
il Centro della Trisaia dalle scorie americane. Mentre gli altri
siti italiani si svuotano, Sogin ha stipulato contratti con
gli USA per linvio di scorie a bassa attività (vedi
rapporti con Energy Solutions). Sogin ha inoltre intrapreso
con listituto americano Batteille rapporti sulla ricerca
nucleare, mentre le uniche scorie di Elk River presso la Trisaia
non sono trattate nei rapporti americani, né dalla politica
e né da Sogin.
E grave,
inoltre, che il Consiglio Regionale della Basilicata non abbia
deliberato, così come hanno fatto i comuni del Metapontino
e la Provincia di Matera, per chiedere la restituzione delle
barre di Elk River ancora stoccate in condizioni precarie presso
la Trisaia di Rotondella.Nessun parlamentare lucano ha chiesto
la modifica della Legge Marzano, in vigore dal 2004 che prevede
lutilizzo provvisorio-definitivo dei siti esistenti. In
pratica, in mancanza di un sito nazionale, è possibile
utilizzare quelli esistenti. Nessuno dei parlamentari Lucani
si è opposto al segreto di stato sulle infrastrutture
critiche in vigore dall1 maggio 2008 che in maniera militare
e antidemocratica può imporre con la forza centrali e
siti di stoccaggio per rifiuti di ogni genere, anche radioattivi.
Nessuna seduta del Consiglio Regionale ha riguardato il problema
delle barre di Elk River e la creazione del parco dei Calanchi
o lauspicata riconversione del Centro della Trisaia in
facoltà universitaria sulle energie rinnovabili. Nel
frattempo, la Basilicata è diventata appetibile
per i grandi interessi strategici nazionali, come il petrolio,
lo stoccaggio del gas in Valbasento, le discariche di rifiuti
tossici, le centrali a biomasse (cdr) ed a turbogas.
Siamo ansiosi
di conoscere, alla luce delle ottimistiche dichiarazioni
del parlamentare del PdL Latronico alla Gazzetta del Mezzogiorno,
se la scelta governativa nucleare secondo lui coinvolge o no
la Basilicata. Aspettiamo di conoscere il suo pensiero sul Deposito
Nazionale per le scorie radioattive e di sapere se sarà
favorevole o contrario a ché il governo conceda soldi
alla lobby nucleare per far ripartire il nucleare in Italia
e allestero. Auspichiamo che Latronico smentisca No Scorie
Trisaia ed i lucani sulla scelta del Deposito per le scorie
radioattive di tipo ingegneristico di superficie ipotizzato
in Basilicata nei Calanchi e circa leventuale possibile
utilizzo del Centro della Trisaia di Rotondella come deposito
provvisorio del combustibile riprocessato allestero. Un
dibattito questo che nella vicina Puglia è già
molto vivace e animato e che, invece, in Basilicata sembra non
interessare in modo serio alcun consigliere regionale o parlamentare
lucano, nonostante i rappresentanti della Regione Basilicata
siano stati chiamati a coordinare la speciale Commissione che
dovrà decidere in merito alla scelta dei siti che non
è dato sapere cosa sin ora ha prodotto. Anche sui lavori
di questa Commissione è stato apposto il segreto di Stato?