[Data di pubblicazione: 15/07/2008]ola
 
 
Il silenzio sul Parco dei Calanchi ed il Sito nazionale delle Scorie radioattive
ola | organizzazione lucana ambientalista
AUTORE: OLA | ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA
 
   
   

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento territoriale apartitico di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - torna a chiedere, per l’ennesima volta, all’Assessore regionale all’Ambiente, Tutela del Territorio e Politiche della Sostenibilità, Vincenzo Santochirico, l’istituzione del Parco Regionale dei Calanchi.

Tra i motivi principali di questa nuova richiesta urgente - evidenzia la OLA – alcune recenti indiscrezioni trapelate sulla stampa nazionale, che indicano nei Calanchi materani il sito ove realizzare il Deposito Unico delle Scorie Radioattive di II e III categoria (ingegneristico e di superficie) a cui sta lavorando un apposito Gruppo di Lavoro, di cui fanno parte l'ing. Arnaldo Vioto - ministero Sviluppo economico; il dott. Raffaele Ventresca - ministero dell'Ambiente e tutela del territorio e del mare; il dott. Paolo Rossi - ministero della Salute; il dott. Massimo Scuderi - Regione Basilicata; l'ing. Domenico Savoca - Regione Lombardia; l'ing. Elisabetta Sossich - Regione Piemonte; l'ing. Roberto Morandi - Regione Veneto; il dott. Corrado Pantalone - Regione Marche; il dott. Italo Giulivo - Regione Campania; l'ing. Piero Risoluti - ENEA; e l'ing. Giuseppe Pino - APAT.

Già negli anni Sessanta, l’Agip nucleare e l’ex Cnen (oggi Enea) avevano individuato nei territori tra Craco, Stigliano e Ferrandina la possibile area dove allocare il deposito delle scorie radioattive italiane. Più di recente l’Enea ha individuato i Calanchi lucani negli oltre 100 possibili siti idonei per ospitare il deposito unico delle scorie radioattive italiane, che secondo il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà essere ingegneristico e di superficie con possibilità di stoccare, oltre ai rifiuti radioattivi di II categoria, anche quelli di III categoria (quelle a più lunga radioattività), nonché il combustibile riprocessato proveniente dalle ex centrali atomiche italiane.

La OLA, nel ricordare all’esponente del governo lucano come già i documenti di programmazione dei precedenti governi regionali indicavano i Calanchi quale sede del parco naturale regionale, fa presente come già nell’area esistano problematiche riferite allo smaltimento illegale di rifiuti che investe anche la limitrofa area industriale della Val Basento ma anche di rifiuti radioattivi, così come sembrerebbero acclarare le dichiarazioni del pentito di mafia rese al settimanale L’Espresso.
A Montalbano Ionico, la comunità si è interrogata sul progetto di valorizzazione dell’area naturalistica che, a parte la frenetica organizzazione di convegni, tavole rotonde, incontri tematici con politici, nulla ha prodotto di concreto lasciando nel degrado le grandi potenzialità paesaggistiche, storiche e naturali capaci di rilanciare l’economia dei piccoli centri che invece continuano a spopolarsi, nel silenzio delle istituzioni che sembrano abbracciare il perverso disegno di farne una mega-pattumiera di rifiuti.
Tutto ciò non può e non deve lasciare indifferenti i Lucani, soprattutto, la classe politica regionale e l’assessore all’Ambiente, Vincenzo Santochirico che, nonostante si sia dichiarato favorevole all’istituzione del Parco dei Calanchi, non ha promosso in questi anni alcun Disegno di Legge assumendosi così, con il silenzio sulla questione, una grave responsabilità nel caso che le indiscrezioni sull’ubicazione del sito delle scorie radioattive nei Calanchi vengano confermate ufficialmente in sede governativa.


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