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[Data
di pubblicazione: 07/10/2008]ola
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Scorie-Santochirico:
bene il no, ma adesso i fatti
ola
| organizzazione lucana ambientalista
AUTORE: MOVIMENTO NOSCORIE TRISAIA
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Prendiamo
atto del diniego dell'assessore Santochirico verso l'eventualità
di realizzare il deposito nazionale di scorie nucleari in Basilicata.
Ma dove sono le politiche di difesa attiva del territorio contro
gli assalti della lobby nucleare? Sul Centro nucleare Itrec di
Trisaia dove sono i monitoraggi ambientali su cui l'Arpab ha fatto
enormi investimenti da molti mesi? Dov'e il piano di emergenza
esterno per la sicurezza delle popolazioni e le indagini epidemiologiche
sul territorio? Che fine ha fatto l'informazione e la trasparenza,
visto che l'unico tavolo istituzionale non è convocato
dal dicembre 2007? Come mai seppur con atto formale la Regione
non ha deliberato in Consiglio Regionale per l'allontanamento
delle barre di Elk River dalla Trisaia di Rotondella, così
come hanno fatto i Comuni del Metapontino e della Provincia di
Matera? E' dal 2003 che NoScorie Trisaia e altre associazioni
chiedono una politica attiva sul territorio per evitare che la
Basilicata torni, sistematicamente, negli anni ad essere oggetto
di intenzioni della lobby nucleare, dal 1963 (creazione dell'Itrec)
agli anni 78-80 (deposito nei calanchi), al 2003 (deposito geologico
a Scanzano Jonico).
La lobby nucleare affiancata dalla grande industria è assetata
di soldi e per avviare la sua farraginosa macchina nucleare sta
tirando fuori dal cassetto studi vecchi di oltre trent'anni che
non trovano più riscontro nella realtà, per il cambiamento
dei luoghi e delle regole di sicurezza. E' il caso dei Calanchi
o della Trisaia di Rotondella. Le alternative per una riconversione
dei luoghi ora sotto attenzione della lobby nucleare non possono
essere più ignorate dalla classe politica. I calanchi devono
diventare Parco naturale per creare alternative produttive agricole
e turistiche: lo chiedono a gran voce i cittadini e le associazioni
mentre la zona sta diventando ricettacolo autorizzato di rifiuti
tossici, inceneritori ed industrie molto inquinanti. La Trisaia
deve essere riconvertita in facoltà universitaria, alla
luce di un possibile commissariamento Enea che vedrebbe la distruzione
dei ruoli e compiti di ricerca sulle energie alternative. I fondi
della Legge 64 spesi in questo centro dove sono finiti? I sindacati
denunciano anche la fuga di attrezzature. Se non si interviene
subito oltre ad alimentare gli appetiti di chi in questo posto
vuole portarci scorie o impianti per il trattamento dei rifiuti,
avremo altra disoccupazione. Un centro di formazione universitaria
per le energie rinnovabili, collegate ad una filiera produttiva
proposta da NoScorie, è una strada percorribile e non utopica
che porterebbe ulteriore sviluppo e occupazione. Il deposito nazionale
che si vuole realizzare solo per le vecchie scorie potrebbe ospitare,
invece, rifiuti di ogni tipo e genere: quelli legati agli affari
del decommissioning di Sogin, quelli del riprocessamento del combustibile
in Francia e anche quelli di future centrali nucleari. Il business
dei rifiuti nucleari è immenso, molto più grande
dei rifiuti solidi urbani. Fatta la discarica è possibile
smaltire tutto e si apre la strada anche alle centrali atomiche
con il rischio di realizzare una centrale alla foce del fiume
Sinni.
La distinzione tra vecchi rifiuti e nuovi rifiuti nucleari fatta
dalla conferenza Stato-Regioni può essere, tranquillamente,
aggirata in un secondo momento per cause legate alle emergenze
(in molti casi create per fare business), il caso Napoli è
emblematico. Non servono alla lobby le centrali di quarta generazione,
l'Enel utilizza in Slovacchia quelli di II generazione, mentre
in Italia potrebbero usare al massimo quelle di III generazione,
tutto a discapito della sicurezza Ultima notizia è quella
che La lobby nucleare con i provvedimenti legislativi dei parlamentari
vuole attingere soldi dai fondi del CIP 6. Ossia i fondi che gli
italiani pagano in bolletta elettrica per le energie rinnovabili,
mentre la Comunità Europea ha respinto energicamente la
possibilità di assimilare il nucleare alle energie rinnovabili.
Altro che energia nucleare prodotta dai privati e a basso prezzo
come ci vuole far credere Quadrino della Edison. Mentre a Napoli
sono stati smaltiti i rifiuti di facciata, mentre ne sono piene
le periferie è bene per la lobby nucleare e per i parlamentari
filo nuclearisti non produrre altri rifiuti, su quelli nucleari
è impossibile fare la differenziata, il trattamento a freddo
o peggio ancora l'incenerimento.
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