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Fermiamo
il grande imbroglio degli affari della lobby nucleare
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Autore:
Movimento NoScorie Trisaia
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| Alla lobby nucleare
interessano i sussidi statali per sopravvivere. Sette o otto centrali
nucleari, da realizzare in dieci anni, sono unutopia. Non ci sarà
nessuna diminuzione del costo dellenergia, ma un aumento in bolletta
per il prelevamento dei fondi Cip6, A2 per il decommissioning, cui aspira
la lobby nucleare. In dieci anni luranio finirà e il suo
costo sarà proibitivo come pure lo stato di avanzamento della costruzione
degli impianti nucleari (chiedere grossi investimenti oggi per avere risultati
tra dieci anni non è economicamente sano), mentre si installa una
tecnologia che tra dieci anni sarà obsoleta. Le centrali hanno
poi bisogno di acqua che non cè più (una centrale
di 1200 MW consuma 180 milioni MC/anno). A rischio i fondi della ricerca
sullenergia rinnovabile e lEnea. Una massa di sprovveduti
sta rispolverando vecchi progetti sul nucleare (vedi deposito di scorie
nei Calanchi e centrale nucleare in Trisaia) in barba a tutte le norme
di sicurezza e di cambiamento dei luoghi. Mentre in Francia i cittadini
manifestano per la sicurezza contro il nucleare, sostenuto dalla filiera
militare pagata dai cittadini. Il deposito unico è la chiave di
volta per far ripartire centrali per il business mondiale del decommissioning,
ossia lo smantellamento di centrali, impianti nucleari e armamenti degli
anni '60-'70 (con una discarica nucleare si fanno affari doro).
Mente si vuole privatizzare la gestione delle scorie la Sogin ancora ha
fatto poco e niente per sistemare in sicurezza le nostre scorie (liquidi
ad alta attività e di III categoria) e le barre americane di Elk
River sono ancora in Trisaia. Per tutelare la nostra salute e il futuro
delle nuove generazioni e per investire nelle energie pulite chiediamo:
1) Restituzione della barre di Elk river agli Stati Uniti e i residui del riprocessamento come prevedeva il contratto di lavorazione. 2) Trasparenza nella spesa del decommissioning (circa 50 euro/anno/famiglia) e massima sistemazione in sicurezza dei rifiuti dell'Itrec. 3) Riconversione dei luoghi che possono diventare sito Unico, così come ha fatto l'Emilia Romagna. Parco dei Calanchi subito e riconversione del Centro Enea di Trisaia in facoltà universitaria sull'Energia Rinnovabile (sono 5 anni che lo chiediamo alle sorde istituzioni). 4) Restituzione del territorio non interessato alla ricerca del Centro Enea alla comunità di Rotondella (circa 30 ettari) per attività artigianali-produttive vicino la SS106. 5) Piano di emergenza nucleare esterno per le popolazioni e piano di emergenza per dighe di Monte Cotugno e Pertusillo (Prefettura). 6) Indagine epidemiologica (per sapere di cosa si muore). 7) Legge Regionale sulle emissioni radioattive (rivedere la formula di scarico con cui si immettono inquinanti in aria, acqua e suolo) per portarla dagli attuali dieci microsievert a 1. |
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Pubblicato
il: 14 Novembre 2008 - Ore 16:09
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