Sono passati
venti anni dal 26 aprile del 1986, quando il reattore n. 4
della centrale nucleare di Chernobyl, in Bielorussa, esplose
contaminando, con una nube radioattiva, lintera regione
e gran parte dellEuropa e dellAsia. Il tempo non
ha cancellato le vittime e i feriti ed è davvero triste,
dopo tanti anni, fare un bilancio. Oltre 200.000 morti e oltre
3,2 milioni di persone interessate allincidente (di
cui un terzo bambini)! Oggi la Bielorussa resta ancora una
regione devastata da quella tragedia. I più colpiti
sono i bambini. Leucemie, malattie cardiovascolari e tumori
sono in vertiginoso aumento. Sono 2.000 i bambini in Ucraina
che ogni anno si ammalano di cancro a causa delle radiazioni;
ogni giorno sei bambini con cancro in stadio avanzato raggiungono
lospedale pediatrico oncologico di Kiev. La regione
non si è più sollevata economicamente dal disastro
nucleare. Il reddito procapite è molto basso, si vive
di agricoltura e di cibi contaminati.
Le famiglie non riescono ad assicurare le necessarie cure
mediche ai propri bambini; a Kiev la chemioterapia è
a pagamento. Dopo aver venduto ogni bene ed essersi indebitate
oltre limite, i genitori vivono la crudele agonia dei propri
figli. Le associazioni italiane che aiutano i bambini di Chernobyl,
ospitandoli allestero, sono la testimonianza del dramma
che sopportano ancora oggi le nuove generazioni, a venti anni
dal disastro nucleare. Durante questi periodi all'estero hanno
la possibilità di vivere in ambienti non contaminati
e di nutrirsi con cibi e bevande sane e diverse, riducendo
sensibilmente i valori di contaminazione del loro organismo.
Un mese di soggiorno in ambienti non contaminati consente
labbattimento fino al 50% dei valori di cesio assorbito,
riducendo la possibilità dell'insorgenza di forme tumorali.
Nel Metapontino opera da diversi anni lassociazione
Rotondella per Chernobyl, sono inoltre centinaia, quelle sparse
nelle regioni italiane.
Lassociazione Sole Terre di Milano opera,
invece, direttamente nellospedale pediatrico di Kiev.
Sole Terre ha lanciato una campagna Nazionale per aiutare
i bambini di Chernobyl attraverso un sms al numero 48582;
inviando un sms dal 3 aprile al 3 maggio è possibile
assicurare ai bambini ammalati di cancro cure idonee.
Luomo,
dopo venti anni, sembra non aver fatto tesoro delle esperienze
negative del passato. Altri incidenti nucleari gravi si sono
succeduti negli Stati Uniti, Francia, Giappone, in moderne
e più efficienti centrali nucleari rispetto a quella
di Chernobyl. LAtlantico, il Mediterraneo, fiumi e laghi
della stessa Unione sovietica sono stati contaminati dalle
scorie radioattive. Le scorie, pesante eredità per
le future generazioni e per le quali non esistono siti sicuri,
sono state liberamente rilasciate nelle acque per smaltire
quelle provenienti dalle centrali e dagli impianti di riprocessamento.
Nessuno riuscirà mai quantizzare le vittime e i danni
ambientali che le stesse provocheranno. La lista è
lunga; questo non è nulla in confronto alla contaminazione
radioattiva che hanno provocato i conflitti con limpiego
delle bombe sporche o alluranio impoverito.
Residui e le scorie di lavorazione delle centrali sono utilizzati
per fabbricare bombe e proiettili alluranio impoverito.
Questo materiale di alto peso specifico (maggiore del piombo)
permette di perforare qualsiasi corazza di carro armato o
altro, allimpatto luranio sprigiona un enorme
calore dallenorme potere distruttivo. Intere regione
dei Balcani, dellAfganistan, dellIraq sono state
contaminate dalluranio impoverito, meno radioattivo
rispetto ad altri prodotti di fissione, ma molto contaminate,
riesce attraverso le sottili polveri ad entrare nella catena
alimentare. Le popolazioni civili dovranno subire per diversi
anni la contaminazione radioattiva, nessuno potrà mai
quantizzare le vittime per cancro. Gli stessi soldati italiani
ne sono stati vittime; sono trecento quelle ufficiali denunciate
dallassociazione Vittime militari in tempo di
pace. Resta infine lincubo della distruzione nucleare;
ogni paese, in questi ultimi venti anni, ha cercato davere
latomica (non ultimo lIran) mostrando il vero
volto del nucleare, quello strategico militare!
Sono finiti i tempi di Gorbaciov, quando i leader delle superpotenze
cercavano la distensione e la pace attraverso il disarmo nucleare.
Ora la parola che dordine è proliferare,
dietro il miraggio di produrre energia dallatomo, si
nascondono gli interessi delle lobby nucleari. Le partecipazioni
statali, gli interessi militari, le tensioni internazionali
mettono in moto investimenti enormi che dovranno ricadere
sulle spalle dei cittadini, investendo in unenergia
costosa ma sopratutto pericolosa. I cittadini francesi, la
cui nazione ha fatto del nucleare la prima fonte nazionale
denergia (e di difesa-offesa militare con la force
de frappe), ora dicono basta allo sfruttamento dellatomo.
Migliaia, a Cherbourg in Francia, il 15 e 16 aprile hanno
detto no al nucleare, al rilancio dellatomo con i nuovi
reattori EPR chiedendo energia pulita da fonti rinnovabili.
Tutto questo sia da monito a quanti, in Italia, tifano per
il ritorno del nucleare e vorrebbero riaprire le centrali.
Per venti anni nessun governo ha attuato una politica energetica
basata sullo sviluppo delle energie rinnovabili e pulite.
Ora ai cittadini si chiede il conto di una politica energetica
sbagliata, aumentando le tariffe delle bollette di luce e
gas.
Aspettiamo ancora la sistemazione in sicurezza della scorie
della coda del nucleare italiano da parte di Sogin. Il centro
nucleare della Trisaia è tra quei centri italiani che
ancora attendono la sistemazione in sicurezza dei rifiuti
nucleari. Sono passati oltre due anni dallesperienza
di lotta pacifica di Scanzano contro il deposito di scorie
nucleari, ma continuiamo a chiedere ancora sicurezza per tutelare
la popolazione e i cittadini. I tavoli della trasparenza istituzionali
sul nucleare hanno prodotto poco e nulla, mentre i cittadini
continuano a pagare la bolletta elettrica per una sicurezza
sul nucleare che tarda ad arrivare. Il nostro movimento ricorderà
le vittime di Chernobyl e del nucleare con una manifestazione
il giorno 29/04/2006 dalle ore 19,30 nella pubblica piazza
Heraclea della città di Policoro.
Per contatti
E-mail: nonucleare@email.it