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Decommissioning
Trisaia, riduciamo gli inquinanti radioattivi ed
eliminiamo i pericoli delle trivellazioni petrolifere vicino l'Itrec |
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Autore:
Movimento NoScorie Trisaia
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| E' da tempo che aspettavamo
la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi dell''Itrec di Trisaia.
Chiediamo che ciò sia realizzato rispettando l'ambiente ma, soprattutto,
la salute delle popolazioni e la stessa salute degli operatori che lavorano,
direttamente, sul nucleare. Saremmo, però, maggiormente soddisfatti
se Sogin svolgesse questo compito nel migliore dei modi, al più
presto e senza causare alcun problema. Ci riserviamo di analizzare nel
dettaglio la procedura VIA che riguarda i prossimi lavori, evidenziando
che essa è attivata con un certo ritardo (prima è stato
fatto l'appalto Sogin e poi è stata attivata la VIA). Non possiamo,
nell'immediato, non osservare alcune situazioni su cui è indispensabile
intervenire da subito: 1) Le operazioni di decommissioning generano rilasci radioattivi nell'aria, nell'acqua e sul suolo. La Sogin può immettere nell'ambiente quantitativi definiti da una formula di scarico, che riteniamo alquanto vecchia e risalente ai tempi della produzione nucleare come impostazione e, soprattutto, come limiti. Debbono essere definiti i quantitativi e la loro frequenza di immissione nell'ambiente, per i quali il principio di diluizione nell'aria, nell'acqua e sul suolo non può in alcun modo garantire che le popolazioni circostanti non vengano in contatto con tali sostanze. Per cui riteniamo che durante tutti i processi siano ridotti quasi a zero le emissioni e gli inquinanti radioattivi e, soprattutto, le frequenze delle emissioni. I limiti di legge, infatti, non garantiscono invece le quantità delle emissioni che si smascherano nelle diluizioni. Tutto quello che si immette nell'ambiente deve essere dichiarato pubblicamente e su monitor pubblici e su web nei comuni limitrofi, come pure tutte le misurazioni sulle matrici ambientali ed alimentari fatte da Sogin, Apat e Arpab. Trattandosi di tutela e incolumità delle popolazioni non può esistere alcun segreto industriale o di Stato. Allo stesso tempo una maggiore trasparenza aumenterebbe la fiducia su chi esegue delicato compito e quindi sulla stessa Sogin. Migliorando, pertanto, i processi (anche se hanno un costo che lautamente è pagato dai cittadini in bolletta elettrica) sono tutelati gli stessi lavoratori del centro che assorbono meno radioattività (cui va la nostra solidarietà per il gravoso e pericoloso compito). Tema di cui dovrebbero occuparsi invece i sindacati (in particolare la Cisl lucana che, invece, pensa a fare promozione sui quotidiani locali alla lobby nucleare). 2) Ai fini della sicurezza dello stato dei rifiuti contenuti nell'Itrec, nelle piscine di stoccaggio, nelle fosse irreversibili, nei capannoni e in tutte le tubazioni, pozzi e sistemi di drenaggio chiediamo che nel raggio di 20 Km, ed in particolar modo nei comuni limitrofi e nell'antistante mare, siano assolutamente vietate attività di ricerca ed estrazione petrolifera di gas o petrolio (e altre pratiche di trivellazione definite work over e similari). Per i fenomeni di subsidenza (abbassamento del suolo, vedi casi fino a 6/7metri, le alluvioni del Polesine o il divieto di perforare nel Golfo di Venezia per non affondare Venezia), sismicità indotta e interferenze con le falde acquifere si mettono a serio rischio gli impianti e i precari sistemi di stoccaggio dei rifiuti ad alta e media attività, soprattutto nelle fosse irreversibili o nelle piscine che contengono rifiuti di III categoria (la cui radioattività persiste per centinaia di migliaia di anni). Ricordiamo la perdita del Dicembre 2006 della fossa irreversibile, contenuta attualmente da uno strato impermeabile realizzato intorno alla fossa, o peggio ancora la piscina di Trisaia costruita nello stesso periodo di quella di Saluggia (piscina tristemente nota nel Monferrato per essersi crepata e per aver inquinato i pozzi d'acqua). Ricordiamo che intorno al centro le acque sono usate per uso potabile ed irriguo dagli abitanti e dai turisti di Policoro, Rotondella e Nova Siri e che un'eventuale fuga radioattiva per elementi ad alta e media attività provocherebbe un serio pericolo per la vita dei residenti nel Metapontino e nel Golfo di Taranto. Non possiamo mettere a rischio l'incolumità delle popolazioni e delle loro economie solo perché qualcuno si porta via il gas o il petrolio del sottosuolo per arricchire le Spa e le Srl. Facciamo, pertanto, un serio appello al presidente della Regione e al suo Assessorato all'Ambiente affinché blocchino le procedure di VIA in atto per due pozzi (Rotondella e Policoro) posti a nemmeno 2 Km in linea d'aria dal centro nucleare di cui uno addirittura nel letto del fiume Sinni, e per tutte quelle future. |
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Pubblicato
il: 30 Marzo 2009 - Ore 13:54
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