Azione anti-nucleare a Scanzano Jonico
Greenpeace trasforma il sito di Terzo Cavone, candidato
ad accogliere scorie nucleari, in un parco giochi.
Autore: Greenpeace Italia

Scanzano Jonico, Italia | Scanzano Jonico rischia di ospitare il deposito delle scorie nucleari. Siamo andati sul sito dei pozzi aperti. In una notte li abbiamo cementati e trasformati in un parco giochi. Perché con il futuro dei nostri figli non si può giocare! Questa notte circa quindici attivisti sono entrati nel sito, hanno 'chiuso' i pozzi con tappi di cemento e hanno steso striscioni con i messaggi "Stop follia nucleare", "Niente scorie nucleari a Scanzano", "Non giochiamo con il futuro dei nostri figli". La storia del sito per il deposito nucleare di Scanzano Jonico è lunga. Il sottosuolo dell’intera zona è caratterizzato dalla presenza di 15 miliardi di tonnellate di salgemma. Ma non è la miniera di sale a destare interesse quanto piuttosto il progetto di buttare a mare il salgemma e utilizzare le caverne come deposito. Nel 2003 il governo indicò il sito di Scanzano come deposito nazionale per tutti i rifiuti radioattivi italiani. Dopo un mese, in seguito a una mobilitazione popolare senza precedenti, il governo decide di rimuovere il riferimento a Scanzano Jonico per le scorie e di affidare la decisione della scelta del deposito a una Commissione mai costituita. Insomma, la gestione delle scorie radioattive in Italia rimane un problema ancora irrisolto. Oggi il governo – nella follia della riapertura del nucleare nel nostro paese - sta proponendo al Parlamento una strategia ‘sovietica’ basata su un approccio autoritario e 'militare' alle scelte di localizzazione dei siti e gestione delle scorie, contraria alle direttive europee. Con l’azione di oggi chiediamo che il sito di Scanzano Jonico venga ripristinato. I pozzi vanno chiusi al più presto e la Regione Basilicata deve annunciare pubblicamente che non è disponibile a subire nessun deposito nucleare sul proprio territorio. Chiediamo che la gestione ‘militare’ del nucleare finisca e si apra una discussione democratica e partecipata sul futuro energetico del Paese. Dopo 60 anni di ricerca, tutti i problemi del nucleare rimangono ancora irrisolti: dalla gestione delle scorie alla sicurezza degli impianti, dalla limitatezza delle risorse di Uranio agli altissimi costi di costruzione. Gli obiettivi europei per le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica al 2020 valgono il triplo del piano nucleare del governo e occuperebbero almeno 200 mila persone. 10-15 volte l’occupazione indotta dal nucleare.

LE DICHIARAZIONI ISTITUZIONALI IN MERITO

NUCLEARE, DE FILIPPO: LA BASILICATA NON SI AUTOCANDIDA
[21/04/2009 12.02.17] Nel prendere atto dell’azione di Greenpeace a Scanzano, il Presidente della Regione Vito De Filippo ha espresso ancora una volta il proprio dissenso nei confronti dell’individuazione di un sito unico per lo stoccaggio delle scorie nucleari, che non derivi da un processo di autocandidatura della Regione interessata. Il territorio lucano e quindi, Scanzano Jonico, come ribadito più volte in seguito alla civile protesta del 2003 del popolo Lucano, - ha continuato il Presidente - non si autocandida per tale sito nucleare. Inoltre Scanzano Inoico non è tecnicamente idoneo alla realizzazione di un sito unico per le caratteristiche geomorfologiche ormai note. Una distanza così ravvicinata al mare e al centro abitato, oltre a non rendere la zona adeguata e sicura, non si concilia con lo sviluppo del territorio. Per di più all’Italia non serve un deposito geologico per i rifiuti nucleari. La Regione Basilicata – ha concluso De Filippo - continua a mantenere alta la guardia affinché il proprio territorio non venga coinvolto dalla politica nuclearista in voga in questo momento, pericolosa e ingiustificata scientificamente e finanziariamente.

NUCLEARE: REGIONE BASILICATA, PORTA CHIUSA A DOPPIA MANDATA
[21/04/2009 13.23.15] La Regione Basilicata ha chiuso la sua porta al nucleare "a doppia mandata" e domani la giunta dovrebbe approvare il piano energetico regionale, in cui "c'é un chiaro no al nucleare": lo ha detto il vicepresidente della giunta e assessore all'ambiente, Vincenzo Santochirico, incontrando a Scanzano Jonico (Matera) gli attivisti di Greenpeace che stamani hanno chiuso alcuni pozzi nei quali, nel 2003, il Governo voleva custodire scorie nucleari. Santochirico ha definito il disegno di legge in esame in Parlamento "veramente pericoloso, perché la Regione viene completamente espropriata della capacità di decidere, non avrebbe più voce in capitolo". Francesco Tedesco, responsabile della campagna energia e clima di Greenpeace, ha detto che l'organizzazione si sente "rassicurata" dalle dichiarazioni di Santochirico "ma ora - ha aggiunto - anche le altre regioni italiane devono prendere una posizione ferma contro il nucleare, e in particolare sul Ddl 1195, in discussione al Senato, che propone una via autoritaria e sovietica al nucleare".

Pubblicato il: 21 Aprile 2009 - Ore 07:00