Itrec: chi garantisce i controlli ed i monitoraggi?
Autore: Movimento NoScorie Trisaia

Il 24 novembre 2009 è stata presentata da un nutrito gruppo di parlamentari, tra i quali l'onorevole Zamparutti, un’interrogazione rivolta al Ministero dell’Ambiente.

“A quanto consta agli interroganti tra l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Basilicata (ARPAB) e l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) sarebbe stato stipulato un «Protocollo operativo» che impegna l'ARPAB ad effettuare controlli all'interno del centro Enea di Rotondella; nonostante il suddetto Protocollo operativo ARPAB non effettuerebbe i controlli all'interno dell'Itrec di Rotondella, ma si limiterebbe a convalidare i controlli effettuati dalla Sogin; tale situazione si tradurrebbe di fatto in una mancanza di controlli all'interno del centro Enea di Rotondella tanto da parte dell'ISPRA quanto da parte dell'ARPAB, con la Sogin che assumerebbe il duplice ruolo di controllore e controllato...";

I controlli interni al centro sono molto più importanti di quelli esterni, perché è alla fonte che vanno rilevati gli inquinanti e ci riferiamo agli scarichi dei liquidi e degli aeriformi previsti dalla famosa formula di scarico e non in mare aperto o nelle campagne limitrofe o sulle coste joniche (per un principio di diluizione i probabili contaminanti sono dispersi e non misurabili nella loro consistenza). La necessità di avere controlli propri oltre a quelli effettuati da Sogin è una prassi consolidata nei centri nucleari di altre regioni. Dopo il 2003 e le numerose sollecitazioni fatte dai movimenti la Regione Basilicata si attrezzò e gemellò l’ARPAB con le ARPA di Emilia Romagna e Piemone, al fine di migliorare la professionalità dei propri operatori per i controlli da fare sull’impianto nucleare.

Costituita una rete di monitoraggio esterna era, inoltre, redatto un Protocollo operativo con l’APAT anche sui controlli da eseguire all’interno del centro. Agli ultimi tavoli della trasparenza a marzo 2009 (contrariamente alle altre regioni dove i tavoli sono minimo semestrali, qui in Basilicata a malapena se ne convoca uno l’anno) fu lamentato da Noscorie Trisaia proprio la mancanza di dati del monitoraggio fermi (attualmente) al 2008 e pubblicati sul sito ARPAB (tanto meno sul sito Basilicatanet, dove sono fermi al 15 luglio 2007 per l’ARPAB e arrivano al 17 gennaio 2007 per l’APAT). Siamo a febbraio 2010 e nulla è stato fatto su quanto dichiarato dall’assessore all'Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, al Tavolo della Trasparenza del 30 mearxo 2009: ”Sulla necessità di fare in modo che questi dati, nel tempo più breve possibile rispetto al momento in cui sono acquisiti, siano collocati in un ambito accessibile e conoscibile da parte di tutti indiscriminatamente “.

Nell’attesa del pronunciamento all’interrogazione parlamentare chiediamo proprio all’assessore Santochirico di fornire spiegazioni in merito, al sindaco del Comune di Rotondella - in qualità di responsabile della salute pubblica - di richiedere immediatamente qualora non sia eseguito il monitoraggio ARPAB degli inquinanti e i controlli all’interno dell’Itrec, considerando anche la recente impugnativa del Governo contro la Legge regionale del PIEAR che fa divieto di realizzare e gestire sul territorio lucano centrali e depositi unici di scorie nucleari. Se nemmeno in un centro nucleare fermo si riesce a garantire la massima trasparenza sulla sicurezza cosa potrebbe accadere in impianti e centrali nucleari che questo Governo vuole riaprire?

Pubblicato il: 4 febbraio 2010 - Ore 19:04
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