Il parco dei Calanchi e la centrale di Acinello
Autore: Movimento NoScorie Trisaia

I Calanchi, per chi non conosce la storia antinucleare lucana, furono oggetto negli anni 1978 e 1980 di un progetto di studio dell'allora Cnen, oggi Enea, per realizzare al loro interno un deposito di scorie nucleari, mentre Trisaia doveva diventare una centrale nucleare di circa 1200 MW. I cittadini di Stigliano e di Rotondella, così come accaduto a Scanzano Jonico nel 2003, si opposero fermamente, riuscendo a bloccare l’infausto progetto.

Gli appetiti dei nuclearisti, purtroppo, in questa regione periodicamente ritornano: 1963, 1978, 2003 e 2010. Infatti, dopo le elezioni regionali di marzo, in maniera chiaramente strumentale, saranno decisi i siti delle quattro nuove centrali nucleari e quasi sicuramente, anche dei depositi di scorie radioattive. La lobby nucleare a corto di fondi e in ottica di risparmio ha già rispolverato anche quei vecchi studi del Cnen del 1978 sul territorio italiano, quando in realtà i territori, le condizioni geologiche e ambientali sono profondamente mutate . Un motivo in più per una regione che ha votato contro il nucleare e per le associazioni e i movimenti che hanno chiesto da anni una riconversione dei Calanchi in attività eco compatibili con la creazione del parco per portare ricchezza e sviluppo in quei territori fermando l’esodo e l’emigrazione dei centri collinari interessati con nuovo turismo, agricoltura di qualità e artigianato. È ora, infatti, di mettere un punto fermo allo sfruttamento dell'area dei calanchi, al cui interno co-esistono progetti già operativi o in corso di autorizzazione, ben noti al dipartimento ambiente e all’assessorato all’ambiente della Regione, sia sui rifiuti che sullo sfruttamento energetico. C'e' una richiesta di trivellazione tra Montalbano e Pisticci per opera della Medoilgas, un progetto per una discarica di rifiuti a Venita di Ferrandina, e peggio ancora anche progetti per diverse centrali a biomasse. Dopo il Mercure, Tricarico, Teana e Ferrandina, ora si vuole realizzare tra Aliano e Stigliano, nella zona di Acinello, una tra le più grandi centrali a biomasse d’Europa.

Un non senso politico e ambientale per questa regione che pochi km più in là di Montalbano Jonico e della sua Riserva speciale, fa realizzare ad Acinello una megacentrale a biomasse con biomasse che non sono reperibili in loco, probabilmente voluta più per i certificati verdi che per l’energia da produrre, e, peggio ancora, con la possibilità di bruciare cdr (rifiuti pieni di plastica e di altri e cancerogeni inquinanti), perché la normativa lo permette.

Il parco dei Calanchi pertanto non si deve essere fermare esclusivamente alla riserva naturalistica di Montalbano Jonico ma deve continuare il suo iter oltre Montalbano, con Craco, Pisticci, Ferrandina, Stigliano, Aliano e con altri comuni interessati. Certo una piccola riserva nell'area dei calanchi può essere un primo passo, ma per evitare gli interessi internazionali della lobby del nucleare, dei rifiuti e delle società energetiche, e per evitare anche ogni sospetto di complicità con lo sfruttamento selvaggio del territorio, il consiglio regionale deve fare chiarezza con i suoi cittadini e con la sua stessa Terra, trovando il coraggio di istituire finalmente il vero Parco dei Calanchi.

Pubblicato il: 8 febbraio 2010 - Ore 21:40
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