Su Geogastock è di nuovo giallo?
Che fine ha fatto la bonifica dei pozzi inquinati Eni dove dovrebbe essere stoccato il gas russo? A che punto la nuova trattiva segreta, nonostante indiscrezioni parlino di un aumento delle royalties ai comuni? Qual’è la posizione ufficiale della Regione Basilicata? E’ vero che si starebbe per contrattare la cessione di gas fratuito ai comuni interessati? Interrogativi che restano senza risposta. Almeno a giudicare dal nuovo slittamento dell’incontro che doveva tenersi a Roma domani e che invece slitterebbe al 19 ottobre prossimo. Sull’affare si registra l’impazienza della società Geogastock che starebbe per mollare l’affare che non scopre le proprie carte. In proposito vi sarebbe un “niet” di De Filippo al momento incomprensibile. I maligni fanno intendere che Eni non sarebbe più disposta a cedere i trasferimenti delle concessioni Cugno Le Macine e Serra Pizzuta, dopo aver fiutato un affare ben più consistente di quello inziale. In proposito si attendono conferme o smentite. Intanto sulla Val Basento è assente il Piano di Qualità dell’aria ed un piano di gestione dei rifiuti petroliferi previsto dalle normative nazionali, mentre il Sin di interesse nazionale per la bonifica attende azioni concrete. Ma per quanto tempo ancora? Intanto i cittadini continuano ad essere tenuti al buio dagli affari di Stato che coinvolgono anche la Regione Basilicata.










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