Taglio boschi a San Lorenzo Bellizzi, verso il Referendum
Autore: Comitato Coordinatore contro il taglio dei boschi di San Lorenzo Bellizzi

Ai Sindaci dei Comuni di Alessandria del Carretto, Civita, Cerchiara di Calabria, Francavilla, Pilataci, Terranova del Pollino.

L’amministrazione comunale di San Lorenzo Bellizzi intende procedere all’affidamento del patrimonio boschivo e delle aree non coperte da bosco, definiti “incolte”, pari a complessivi ettari 1.321,25, ad una ditta per realizzare una gestione eco-sostenibile dell’intero compendio. Grazie a documenti ricevuti da associazioni ambientaliste, gli oppositori a tale progetto, sono venuti a conoscenza del fatto che dietro la cosiddetta gestione eco-sostenibile dei compendi boschivi vi sono compagnie elettriche che convertirebbero legna vergine in energia elettrica, usando biomasse vegetali per ridurre “ufficialmente” la produzione di CO2. In realtà, nella migliore delle ipotesi, vi sono interessi economici legati all’acquisizione di “certificati verdi” derivati dalla produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel peggiore dei casi si agita lo spettro dell’incenerimento dei rifiuti con conseguente contaminazione ambientale.

Alcuni dei documenti raccolti sono inclusi nel file: Scempi nel Parco del Pollino, inviato separatamente, e che possono servire per consultazione da parte di amministrazioni comunali, e della stampa, oltre che per preservarne la memoria. Risalgono al 2005 i primi scempi ambientali nel cuore del Parco Nazionale del Pollino apparentemente tutelato da norme di leggi ma con regolamenti regionali fatti ad hoc per saltare i controlli, consentire azioni di lucro ai comuni ed impianti a biomasse di dimensioni spropositate.
In quell’occasione il taglio di migliaia di alberi, tra cui faggi secolari ad alto fusto era stato avviato nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, che si estende tra Basilicata e Calabria. Contro quella devastazione erano scesi in campo Italia Nostra, Wwf, Lipu e associazioni locali come gli Amici della Terra, l’Accademia Kronos Basilicata, ola , e l’Associazione Falco Naumanni

I boschi di San Lorenzo Bellizzi ed i terreni incolti sono regno di biodiversità, fonte di attrazione per la popolazione del posto ma anche di tanti turisti. Il territorio offre inoltre tante alternative per creare posti di lavoro per lo sviluppo turistico, la silvicoltura, la produzione agricola e pastorale specializzata.
I bellissimi boschi incontaminati e gli aspetti morfologici del territorio di San Lorenzo, Cerchiara di Calabria, Civita, Francavilla Marittima, Terranova di Pollino, Alessandria del Carretto e Plataci, sono di una bellezza insuperabile, sono un bene che appartiene non solo a San Lorenzo ma a tutti i paesi limitrofi. Il taglio anche parziale dei boschi (25 % secondo il contratto da stipulare), contrasta, inoltre, con la protezione dell’ambiente e del territorio situato nel cuore del Parco Nazionale del Pollino; danneggerebbe, inoltre, lo sforzo dei Paesi limitrofi di incrementare il turismo creando l’Ecomuseo della Valle del Raganello che verrà ufficialmente presentato a Firenze in un convegno dal 12 al 15 di Novembre, 2008. Tale convegno è denominato: “Progetto di Ecomuseo del Paesaggio della Valle del Raganello” ed avrà luogo alla Biennale toscana del paesaggio, presso la Fortezza Da Basso a Firenze”. www.ecomuseoraganello.net.

L’idea dell’affidamento della gestione a ditte estranee ha trovato la ferma opposizione di una parte dei cittadini ed ha costretto l’amministrazione comunale ad indire un referendum popolare con l’obiettivo di stabilire, in via definitiva, se procedere o no al Bando di Gara per l’assegnazione del progetto proposto alla ditta interessata. La data per tale Referendum è fissata per il 30 novembre c.m.

Il grande rischio è che, su un bene naturale dal valore inestimabile, ditte produttrici di energia possano speculare avviando una serie di drammatiche conseguenze che a lungo termine potrebbero dimostrarsi nocive anche per la salute dei cittadini. Gli oppositori a tale progetto contano sul buon senso e sulla sensibilità della popolazione di San Lorenzo Bellizzi, che ama la propria terra e che non vorrebbe vederla morire nelle mani di centrali elettriche per la speranza di un futuro migliore promesso ma che, sulla base dei fatti e considerazioni sopra esposte, non potrebbe mai esserci. Gli oppositori invitano, pertanto, la cittadinanza a votare per il NO, astenersi equivarrebbe a votare SI.

Pubblicato il: 11 Novembre 2008 - Ore 16:56