Il Comitato Parchi
aderisce con piena convinzione all'appello degli Ambientalisti
Lucani e Calabresi per il Parco del Pollino, che mette a nudo
la triste, se non tragica situazione del più importante
Parco Nazionale del nostro Mezzogiorno, frutto di una disastrosa
strategia politica che, partendo dal violento attacco del 2002
al Parco d'Abruzzo, ha tentato di smantellare, nel giro di un
lustro, l'intero "sistema" delle Aree Protette del
nostro Paese, faticosamente costruito dopo mezzo secolo di durissimo
impegno, certamente una delle più nobili e meritorie
realizzazioni dell'Italia alle soglie del Terzo Millennio.
Questa civile
rivolta degli autentici difensori della natura, della montagna
e della foresta, della terra e dell'acqua, della vita delle
collettività locali e del loro avvenire, è stata
dal Comitato Parchi portata spesso ad esempio, insieme ad altre
lotte analoghe (prima tra tutte la storica barricata vittoriosa
contro un nucleare "democraticamente" imposto) del
rifiuto che si può, e si deve sempre opporre, con franchezza,
coerenza e tenacia,a qualsiasi nuovo barbaro tentativo di assalto,
appropriazione, disgregazione e devastazione del patrimonio
comune a noi tramandato e affidato in custodia.
Grazie a queste
forze spontanee, il Pollino potrà risorgere anche a dispetto
degli intoppi sparsi sul suo cammino dalle evidenti degenerazioni
di politica, burocrazia e tecnocrazia, affarismo e speculazione,
egoismi e abusi, fuga dalle responsabilità e carrierismo
sfrenato, ragionerismo acuto e scientismo non disinteressato,
contaminazioni e intrecci con il potere.
Forse una partita
decisiva per il futuro dei Parchi e della Natura d'Italia si
sta giocando proprio qui, nella Terra della Magna Grecia dove
affondano le radici stesse della nostra vera civiltà.