Tra parchi dei
briganti alla Grancia, voli d'angelo nel parco Gallipoli Cognato
Piccole Dolomiti Lucane, notti della luna nel Parco Nazionale
del Pollino, "lucean le stelle" nel parco della Murgia
Materana e spettacoli di Falconeria nella Riserva di Monticchio...un
nuovo nato si affaccia tra i parchi definibili dell'effimero.
Tra pupazzi storici, maschotte e spettacoli circensi nei parchi
nasce "monticchietto", un nuovo personaggio a cui
è stato affidato il compito di raccogliere le firme per
"salvare Monticchio" a sostegno di una legge proposta
dal Gruppo Consiliare di Forza Italia. Peccato che non si sia
pensato di salvare Monticchio e il Vulture dal nuovo assalto
di asfalto e cemento previsto dal Piano Particoreggiato approvato
proprio dalla Regione sollecitando ad esempio l'istituzione
del parco del Vulture; un parco che dopo dieci anni viene ancora
rinviato con il solito trucco della "fisarmonica"
che ampia i comuni del parco da 5 a 9 e riapre l'estenuante
stagione delle consultazioni istituzionali. Peccato davvero.
Tutto ciò accade mentre gli incendi veri e quelli dei
fuochi pirotecnici divorano la vegetazione del Parco della Murgia
materana e delle altre aree protette, cavi metallici sospesi
e scale metalliche per irreali "voli d'angelo" attentano
l'avifauna rara e minacciata di estinzione nidificante nelle
Dolomiti lucane (una Zona di Protezione Speciale all'interno
del parco regionale), mentre a Monticchio esordiscono i falconieri
con il loro falchi ammaestrati e il Pollino viene divorato dall'incuria,
dall'abbandono ed assaltato da centrali, parcheggi in quota,
pale eoliche e tagli boschivi. Nessuno si chiede se gli enti
gestori dei parchi e quanti sono stati individuati a dirigerli
assolvano davvero correttamente al loro compito in base alle
normative. Ci saremmo aspettati un giro di vite da parte della
Regione ai tagli boschivi nei parchi e nelle aree protette,
applicando finalmente gli indennizzi ai comuni previsti dalla
legge sui parchi. Avremo voluto che fossero emanate le linee
di indirizzo in materia di conservazione della natura e lo strumento
carta della natura e non valutazioni di incidenza che deregolamentano
norme esistenti mentre si ipotizza di "cancellare"
le riserve naturali attraverso la riduzione delle misure di
salvaguardia come proprio in questi giorni la regione sta facendo
con un provvedimento che varia il Piano Paesistico Sellata Volturino
che azzera le protezioni per la Riserva Naturale Lago di Pignola.
Insomma assistiamo ad una nuova "smania" devastatrice
che riporta la regione all'ottocentesca visione dei boschi come
legno da ardere e con le aree protette considerate circhi equestri
e parchi giochi. Peccato che l'Università della Basilicata
se ne stia in silenzio e non indichi nuovi percorsi culturali
e colturali per i giovani laurendi e laureati nelle discipline
forestali, fondamentali non solo per tutelare le nostre montagne
ma anche per favorire il lavoro per la tutela e lo sviluppo
dei parchi. Nella vicina Regione Puglia, in un solo anno, sono
stati istituiti ben 11 nuovi parchi regionali. Il governatore
pugliese dimostra così di attribuire un valore aggiunto
ai parchi considerati un volano per il lavoro dei giovani e
per le nuove attività economiche. Un circuito virtuoso
che ha rilanciato con forza le ricchezze territoriali di una
regione a cui la Basilicata non ha nulla da invidiare. Ma per
favore, finiamola di attribuire a "pupazzi e maschotte"
funzioni e ruoli che i parchi non hanno.
Le aree protette si promuovono attraverso le valenze naturali
ed ambientali che posseggono, facendole conoscere e tutelandole
in maniera coerente, instaurando sinergie tra gli enti e le
comunità. Non come purtroppo si sta facendo, attraverso
l'industria nei boschi (es pozzi di petrolio ed energia in Val
d'Agri) e dai boschi che minano irreverisibilmente le basi stesse
della vera ricchezza della regione.