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[Data di pubblicazione: 21/07/2006]
 
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> di Antonio Bavusi
 
     
     

Tra parchi dei briganti alla Grancia, voli d'angelo nel parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, notti della luna nel Parco Nazionale del Pollino, "lucean le stelle" nel parco della Murgia Materana e spettacoli di Falconeria nella Riserva di Monticchio...un nuovo nato si affaccia tra i parchi definibili dell'effimero.

Tra pupazzi storici, maschotte e spettacoli circensi nei parchi nasce "monticchietto", un nuovo personaggio a cui è stato affidato il compito di raccogliere le firme per "salvare Monticchio" a sostegno di una legge proposta dal Gruppo Consiliare di Forza Italia. Peccato che non si sia pensato di salvare Monticchio e il Vulture dal nuovo assalto di asfalto e cemento previsto dal Piano Particoreggiato approvato proprio dalla Regione sollecitando ad esempio l'istituzione del parco del Vulture; un parco che dopo dieci anni viene ancora rinviato con il solito trucco della "fisarmonica" che ampia i comuni del parco da 5 a 9 e riapre l'estenuante stagione delle consultazioni istituzionali. Peccato davvero.

Tutto ciò accade mentre gli incendi veri e quelli dei fuochi pirotecnici divorano la vegetazione del Parco della Murgia materana e delle altre aree protette, cavi metallici sospesi e scale metalliche per irreali "voli d'angelo" attentano l'avifauna rara e minacciata di estinzione nidificante nelle Dolomiti lucane (una Zona di Protezione Speciale all'interno del parco regionale), mentre a Monticchio esordiscono i falconieri con il loro falchi ammaestrati e il Pollino viene divorato dall'incuria, dall'abbandono ed assaltato da centrali, parcheggi in quota, pale eoliche e tagli boschivi. Nessuno si chiede se gli enti gestori dei parchi e quanti sono stati individuati a dirigerli assolvano davvero correttamente al loro compito in base alle normative. Ci saremmo aspettati un giro di vite da parte della Regione ai tagli boschivi nei parchi e nelle aree protette, applicando finalmente gli indennizzi ai comuni previsti dalla legge sui parchi. Avremo voluto che fossero emanate le linee di indirizzo in materia di conservazione della natura e lo strumento carta della natura e non valutazioni di incidenza che deregolamentano norme esistenti mentre si ipotizza di "cancellare" le riserve naturali attraverso la riduzione delle misure di salvaguardia come proprio in questi giorni la regione sta facendo con un provvedimento che varia il Piano Paesistico Sellata Volturino che azzera le protezioni per la Riserva Naturale Lago di Pignola.

Insomma assistiamo ad una nuova "smania" devastatrice che riporta la regione all'ottocentesca visione dei boschi come legno da ardere e con le aree protette considerate circhi equestri e parchi giochi. Peccato che l'Università della Basilicata se ne stia in silenzio e non indichi nuovi percorsi culturali e colturali per i giovani laurendi e laureati nelle discipline forestali, fondamentali non solo per tutelare le nostre montagne ma anche per favorire il lavoro per la tutela e lo sviluppo dei parchi. Nella vicina Regione Puglia, in un solo anno, sono stati istituiti ben 11 nuovi parchi regionali. Il governatore pugliese dimostra così di attribuire un valore aggiunto ai parchi considerati un volano per il lavoro dei giovani e per le nuove attività economiche. Un circuito virtuoso che ha rilanciato con forza le ricchezze territoriali di una regione a cui la Basilicata non ha nulla da invidiare. Ma per favore, finiamola di attribuire a "pupazzi e maschotte" funzioni e ruoli che i parchi non hanno.

Le aree protette si promuovono attraverso le valenze naturali ed ambientali che posseggono, facendole conoscere e tutelandole in maniera coerente, instaurando sinergie tra gli enti e le comunità. Non come purtroppo si sta facendo, attraverso l'industria nei boschi (es pozzi di petrolio ed energia in Val d'Agri) e dai boschi che minano irreverisibilmente le basi stesse della vera ricchezza della regione
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O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it