Mi ha sorpreso
non poco trovare una lettera aperta a me indirizzata sulla stampa
di ieri a firma di Antonio Bavusi. Mi ha finanche addolorato
trovare un estratto della stessa nella mia posta elettronica
di sabato 25, che ho letto solo ieri, con in calce la seguente
lapidaria richiesta Chiedo che il mio nominativo venga
cancellato dalla mail list dell'Assessorato della Provincia.
Grazie. Che in parole povere potrebbe anche significare
un cibernetico non rivol-germi più la parola.
La richiesta mi ferisce non tanto sul piano politico quanto
sul piano personale. Ma tantè. E-saudirò
la richiesta che non comprendo ma rispetto. Io, se Bavusi lo
vorrà, vorrei pregiarmi ancora di essere uno dei suoi
destinatari di posta, come sempre libero da condizionamenti
e pregiudizi.
Per ciò che riguarda tutta la problematica legata al
male che si sta causando allambiente della Regione Basilicata,
e delle cui responsabilità Bavusi vorrebbe caricarmi
solo perché ho assunto liniziativa di discutere
di parchi in un contesto non molto edificante, la trovo assolutamente
aberrante e sconfortante al tempo stesso. Non è con le
solite elucubrazioni che il mondo ambientalista può pensare,
a mio sommesso avviso, di invertire una tendenza che fa individuare
in troppe forze del centrosinistra, non solo lucano, precise
responsabilità legate ad un cattivo sfruttamento
delle risorse e del territorio, in barba alle più elementari
norme di tutela e cautela, al diritto alla salute e persino
al futuro dei nostri figli. I rapporti di forza sono tali che
non permettono purtroppo che segnare poche vittorie a fronte
di tante sconfitte, ancorché confortate dalla forza della
ragione. Una per tutte, la questione di grande attualità
legata al cambiamento climatico ed al protocollo di Kyoto sottovalutato
fin qui da troppi governi e troppe forze politiche. Individuare
nellAssessore dei Verdi alla Provincia di Potenza, che
non ha mai fatto mistero delle sue posizioni sia sulla forza
propulsiva che potrebbero avere i parchi sulleconomia
regionale sia sulle riserve per un eolico impattan-te, spropositato
e terzomondista, su Scanzano e sulla lettura di una troppo trionfalistica
vittoria, su tutte le nefan-dezze di cui noi lucani siamo o
saremmo potenziali destinatari, il titolare di responsabilità
così gravi da richiedere la recisione dei rapporti (sia
pure per via telematica) lo trovo un tantino sopra le righe
e, francamente, in difetto di motivazione.
O forse Bavusi ha pensato di parlare a nuora perché suocera
intendesse qualcosa? Se cè dellaltro, o si
ritiene di dover sbandierare lincapacità di un
assessore provinciale perché, magari, non è interprete
abbastanza di consigli gratuiti, ancorché autorevoli,
basta dirlo e amici più di prima. Si sa, nessuno è
perfetto, anzi, con i limiti che mi so-no propri cercherò
di andare avanti, nonostante Bavusi.
Alimentare surrettiziamente la polemica politica con del fuoco
amico, di cui non si sentiva proprio il bisogno, vuole
forse evidenziare negativamente lopportuna cautela della
classe dirigente dei Verdi di Basilicata seguita al ritiro del
decreto istitutivo del Parco dellAppennino Lucano da parte
del Ministro Verde per evitare danni peggio-ri? Si vuole forse
far crescere i contrasti e le contraddizioni dentro la coalizione
che governa la Regione per deter-minare conflitti ideologici
tali da far mettere alla porta i Verdi. O si tratta solo di
delusioni personali da far assurge-re a questioni politiche
tali da avere leffetto della benzina sul fuoco per colpire
i vertici di un partito perseguendo la logica della destabilizzazione
che qualcuno ha avviato ed altri incoraggiano?
Se si sceglie di offrire una possibilità per mettere
a confronto sulle problematiche dei parchi un po tutte
le catego-rie interessate e dare diritto di tribuna a tutti
per affrontare e tentare di superare un momento di grave difficoltà,
credo che sia unoperazione positiva, o quantomeno aspetterei
gli esiti per darne un giudizio. Se io pensassi che al Pollino
tutto va bene, che in Val dAgri il parco è già
cosa fatta, che leolico è la panacea ai tristi
bilanci dei comuni lucani e che la Basilicata è una terra
felice non certo mi metterei ad organizzare incontri per attivare
le sensibilità sopite e non certo metterei in campo tutte
le istanze che, ritengo, sia giusto debbano avere diritto di
cittadinanza.
Chiedere al Ministro di essere presente, chiedere al Presidente
delle Regione di esserci, fare intervenire le associa-zioni
ambientaliste, i rappresentanti dei territori, lUniversità
con autorevoli rappresentanti non sarà abbastanza, ma
non si potrà dire che è una cosa inutile. Chi
pensa il contrario è vittima del suo pregiudizio. Appuntamento
a Latronico il 5 dicembre prossimo. Per unintera giornata
di lavoro e di reale confronto.