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[Data di pubblicazione: 27/11/2006]
 
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  > PARCHI "FANTASMA": LA REPLICA DELL'ASSESSORE D'ANGELO
> di Giancarlo D'Angelo [Assessore Aree Protette Provincia di Potenza]
 
     
     

Mi ha sorpreso non poco trovare una lettera aperta a me indirizzata sulla stampa di ieri a firma di Antonio Bavusi. Mi ha finanche addolorato trovare un estratto della stessa nella mia posta elettronica di sabato 25, che ho letto solo ieri, con in calce la seguente lapidaria richiesta “Chiedo che il mio nominativo venga cancellato dalla mail list dell'Assessorato della Provincia. Grazie”. Che in parole povere potrebbe anche significare un cibernetico “non rivol-germi più la parola”. La richiesta mi ferisce non tanto sul piano politico quanto sul piano personale. Ma tant’è. E-saudirò la richiesta che non comprendo ma rispetto. Io, se Bavusi lo vorrà, vorrei pregiarmi ancora di essere uno dei suoi destinatari di posta, come sempre libero da condizionamenti e pregiudizi.

Per ciò che riguarda tutta la problematica legata al male che si sta causando all’ambiente della Regione Basilicata, e delle cui responsabilità Bavusi vorrebbe caricarmi solo perché ho assunto l’iniziativa di discutere di parchi in un contesto non molto edificante, la trovo assolutamente aberrante e sconfortante al tempo stesso. Non è con le solite elucubrazioni che il mondo ambientalista può pensare, a mio sommesso avviso, di invertire una tendenza che fa individuare in troppe forze del centrosinistra, non solo lucano, precise responsabilità legate ad un cattivo “sfruttamento” delle risorse e del territorio, in barba alle più elementari norme di tutela e cautela, al diritto alla salute e persino al futuro dei nostri figli. I rapporti di forza sono tali che non permettono purtroppo che segnare poche vittorie a fronte di tante sconfitte, ancorché confortate dalla forza della ragione. Una per tutte, la questione di grande attualità legata al cambiamento climatico ed al protocollo di Kyoto sottovalutato fin qui da troppi governi e troppe forze politiche. Individuare nell’Assessore dei Verdi alla Provincia di Potenza, che non ha mai fatto mistero delle sue posizioni sia sulla forza propulsiva che potrebbero avere i parchi sull’economia regionale sia sulle riserve per un eolico impattan-te, spropositato e terzomondista, su Scanzano e sulla lettura di una troppo trionfalistica vittoria, su tutte le nefan-dezze di cui noi lucani siamo o saremmo potenziali destinatari, il titolare di responsabilità così gravi da richiedere la recisione dei rapporti (sia pure per via telematica) lo trovo un tantino sopra le righe e, francamente, in difetto di motivazione.
O forse Bavusi ha pensato di parlare a nuora perché suocera intendesse qualcosa? Se c’è dell’altro, o si ritiene di dover sbandierare l’incapacità di un assessore provinciale perché, magari, non è interprete abbastanza di consigli gratuiti, ancorché autorevoli, basta dirlo e amici più di prima. Si sa, nessuno è perfetto, anzi, con i limiti che mi so-no propri cercherò di andare avanti, nonostante Bavusi.

Alimentare surrettiziamente la polemica politica con del “fuoco amico”, di cui non si sentiva proprio il bisogno, vuole forse evidenziare negativamente l’opportuna cautela della classe dirigente dei Verdi di Basilicata seguita al ritiro del decreto istitutivo del Parco dell’Appennino Lucano da parte del Ministro Verde per evitare danni peggio-ri? Si vuole forse far crescere i contrasti e le contraddizioni dentro la coalizione che governa la Regione per deter-minare conflitti ideologici tali da far mettere alla porta i Verdi. O si tratta solo di delusioni personali da far assurge-re a questioni politiche tali da avere l’effetto della benzina sul fuoco per colpire i vertici di un partito perseguendo la logica della destabilizzazione che qualcuno ha avviato ed altri incoraggiano?
Se si sceglie di offrire una possibilità per mettere a confronto sulle problematiche dei parchi un po’ tutte le catego-rie interessate e dare diritto di tribuna a tutti per affrontare e tentare di superare un momento di grave difficoltà, credo che sia un’operazione positiva, o quantomeno aspetterei gli esiti per darne un giudizio. Se io pensassi che al Pollino tutto va bene, che in Val d’Agri il parco è già cosa fatta, che l’eolico è la panacea ai tristi bilanci dei comuni lucani e che la Basilicata è una terra felice non certo mi metterei ad organizzare incontri per attivare le sensibilità sopite e non certo metterei in campo tutte le istanze che, ritengo, sia giusto debbano avere diritto di cittadinanza.

Chiedere al Ministro di essere presente, chiedere al Presidente delle Regione di esserci, fare intervenire le associa-zioni ambientaliste, i rappresentanti dei territori, l’Università con autorevoli rappresentanti non sarà abbastanza, ma non si potrà dire che è una cosa inutile. Chi pensa il contrario è vittima del suo pregiudizio. Appuntamento a Latronico il 5 dicembre prossimo. Per un’intera giornata di lavoro e di reale confronto.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it